Anch'io sono del club dei ciclisti solitari. Beata solitudo, sola beatitudo. (Seneca)
Anch'io sono del club dei ciclisti solitari. Beata solitudo, sola beatitudo. (Seneca)
Anch'io sono del club dei ciclisti solitari. Beata solitudo, sola beatitudo. (Seneca)
questa non la conoscevo!ciò è molto triste, ma, purtroppo, è la verità!!! anche io, a volte, tipo due-tre volte all'anno, esco (ma qui sarebbe più corertto dire arranco nelle retrovie....) con il gruppo che si ritrova tutti i mercoledì e giovedì estivi, così tanto per avere la soddisfazzione di vedere i 38-40 all'ora sul computerino, ma non mi piace molto, tutti fighi con bici costosissime, che mi guardano male perchè ho una bici in acciaio (sgranano gli occhi quando gli dico che è nuova e me la sono fatta fare su misura) e non sono depilato!!!Anch'io mi aggrego al gruppo dei solitari.
Nel mio caso oltre ad un dato caratteriale (sono abbastanza "orso") concorrono almeno altri due fattori:
il primo è che faccio un lavoro che mi stressa molto e l'uscita solitaria in pausa pranzo o nel week end mi aiuta a staccare, a riordinare le idee ed a convincermi che la mia vita non si esaurisce in quel cavolo di studio dove trascorro la gran parte delle ore della settimana;
il secondo è che vivo in Toscana, vicino al San Baronto, una terra nella quale la dimensione "amatoriale" del ciclismo è pressoché inesistente perché tutto è invariabilmente, costantemente competizione. Le uscite in compagnia, che pure ogni tanto faccio aggregandomi al gruppo di qualche amico, diventano una costante guerra psicologica della serie:
- lo vedi che non vai una sega?
- sì ma è perché sono sotto antibiotico!
- e allora io che dovrei dire, che ho fatto la metà dei chilometri dell'anno scorso!
- sì ma io sono anche due chili di più dell'anno scorso!
- vai vai chili... avessi la tua età! Sei migliorato nello scatto? lo sai vero che per l'amatore lo scatto è tutto!
ecc...
Poi tu "nuovo", se vai piano sei oggetto di sguardi commiserevoli; se Vai "forte" di sguardi irati che ti fanno capire che prima che tu sia il benvenuto dovranno trascorrere un diecimigliaio di chilometri e tre presentazioni di ex pro divenuti tali solo per potersi continuare a dopare (che dalle mie parti fioccano...e sono tutti rigorosamente ossequiati).
Naturalmente ci sono anche eccezioni (e tante). Tanta gente perbene, simpatica che esce solo per amore della bici. Ma tendenzialmente la simpatia del singolo ciclista tende a disperdersi quando "entra" in gruppo.
mi piace!...è il "mio" ciclismo, senza dubbio!
Pur essendo orgoglioso di far parte di una "bella" societá ciclistica e non disdegnando le 2-3 uscite di gruppo annue che questa organizza in maniera superlativa, mi rendo conto che per me il ciclismo è uno sport assolutamente individuale.
Per carità, ogni tanto è bello pedalare in compagnia e condividere la passione, ma in linea di massima le uscite piú belle sono quelle in solitaria.
Scrivo questo, dopo aver seguito questa discussione: http://www.bdc-forum.it/showthread.php?t=154316; bella iniziativa, una pedalata in gruppo al lago di Garda in primavera. Confesso di averci fatto un pensierino anch'io. Ma poi ci ho pensato su, e ho concluso che:
1) Giá pare una "conferenza di Bruxelles" trovare un orario, un luogo di ritrovo che vada bene a tutti, con conferme, disdette, forse, non so....
2) Quando c'è tanta gente inevitabilmente ci sono ritardi (e magari protrei essere io un dei ritardatari)
3) Sicuramente si trasformerá in una sfida, i cui ci si vorrà mettere a confronto, e i meno allenati saranno sempre in affanno per rincorrere. Anche se verranno aspettati si sentiranno "un peso" (almeno per me sarebbe così);
4) Un gruppo piuttosto numeroso in prossimitá di Pasqua, lungo le trafficate strade del Garda??? Troppo pericoloso!
Mi dispiace perdere un'occasione di conoscere qualcuno del forum, ma ho rafforzato la convinzione che preferisco uscire in solitaria, potendo cambiare idea all'ultimo momento se uscire, o mettermi a fare giardinaggio, su che giro da fare, sul tempo da dedicare, sulla velocitá da tenere o non fare proprio un caxxo, senza essere condizionato.
Col tempo ho imparato a non annoiarmi neppure lungo gli interminabili rettilinei di campagna: medito, oppure provo a "darci dentro" tenendo una velocitá superiore alla solita, capita anche di canticchiare...
So che molti escono malvolentieri da soli, o non escono affatto. Per me è il contrario. Penso che molte delle salite che ho fatto se fossi stato insieme ad altri non le avrei percorse, perché reputate "poco" interessanti. Infatti leggendo qui sul forum mi pare di capire che tuttora ai ciclisti locali non interessino. Si tratta di salite che conducono a alti masi (fattorie) di montagna e bisogna ritornare per la stessa strada da cui si è saliti, e questo indubbiamente non piace alla maggiorparte dei ciclisti. A me sì, perchè vado in posti che neppure in auto mi verrebbe in mente di raggiungere.
Certo, ci sono anche i risvolti negativi: in caso di incidente, o grave guasto è meglio essere in due o più persone. Ma consapevole di questo, vado più prudentemente, soprattutto in discesa.
In certi casi la "solitudine" è assolutamente bella ed io la apprezzo al massimo con il ciclismo.
