Ciclisti over 50 (Vol.2)

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peppe59

Ammiraglia
6 Luglio 2011
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Moser (acciaio); Bianchi (acciaio)
Però in tutta questa brutta faccenda c'è qualcosa che non mi quadra: fatto salvo gli imbecilli, che lo sono sempre e comunque, il grosso della popolazione mi sembra rispettare le disposizioni di protezione e distanziamento...
È come ci fosse un altro canale di trasmissione, magari non così forte e diretto (ed evidente per cui anche sottovalutato) che riguardi la vie aeree, ma invece qualcosa tipo nell'acqua che beviamo o le superfici che tocchiamo o in qualche alimento...
Boh...fantasie mie...
anche io sono sempre stupito di come tutti, compresi i ragazzi tanto biasimati, in realtà si comportino con tanto bnuon senso. In altri tempi avrei pensato che magari io rientro a casa ad una certa ora, e di notte chissà cosa succede, ma adesso con il coprifuoco... Le superdfici erano indiziate all'inizio, adesso continuiamo (guiustamente) a disinfettare le mani, ma sembra proprio che sia un canale di trasmissione statisticamente minore. Mentre quella principale, alla faccia degli slogan ("state a casa") è in casa, magari in famiglia.
Una cosa su cui invece si è fatto molto poco sono i luoghi di lavoro; da noi c'è un limite teorico di 1 mt (in altri paesi 6 piedi, o 2 mt), e comunque per lavoro puoi girare dove vuoi. In ogni caso, nonostante le tante richieste (mica mie, eh... ad esempio il presidente dei Lincei lo ha fatto varie volte,a nche in interviste a stampa e TV) dati di questo tipo - cercare di risalire al probabile modo di trasmissione - sembra proprio che non vengano neanche cercati di prendere.
Chiaro che i medici in ospedale in questo momento non hanno tempo per altro che curare i pazienti (e la demenziale burocrazia a cui sono sottoposti, in particolare in alcune regioni, a quanto sento dire da amici medici), ma possibile che mentre stiamo spendendo fantastiliardi per le conseguenze non si tyrovi tempo, modo e soldi per capirci qualcosa di più? Che poi quelli che hanno capito di più lo hanno sempre fatto disattendendo le rigide linee guida burocratiche (asintomatici con i test a tappetio di Crisanti, le autopsie con le microtrombosi, adesso i protocolli a base di antiinfiammatori invece che di antipiretici...)

PS mo' però basta, sennò diventa anche questo un thread sul virus.... ricordate quel bar di Roma in cui avevano scritto "vietato parlare del virus" ? (ed erano così seri che non hanno neanche aggiunto "e della Lazio"...)
 

alvan

Apprendista Velocista
16 Agosto 2014
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Dogma F MY25
D'accordo a non essere ossessionati dal parlare della pandemia (anche se investe così tanto ogni aspetto della nostra vita che è difficile non parlarne), ma gettato un sasso così importante è il caso di non ritirare la mano.
Di fronte a un nemico invisibile e mortale, tendiamo a far riaffiorare componenti arcaiche del nostro pensiero, quasi il metodo scientifico non bastasse, anche perché per sua natura si astiene da dare quelle certezze definitive che le nostre paure richiederebbero per tranquillizzarci.
Così, immaginiamo che ci siano canali più oscuri per giustificare la potenza del virus. Non ricorriamo più - più per vergogna che per convinzione - all'immaginario dell'unzione e del demonio, ma sotto sotto lo trasformiamo nel complotto dei poteri forti, che ha sempre un fascino potente.
In realtà, se ci liberiamo da questi timori arcaici e pensiamo a cosa sia e come agisca un virus, con la sua potentissima semplicità che lo difende dalle debolezze della complessità, e agli schemi del rapporto sociale, non c'è nulla di più evidente di quanto viaggi in questo rapporto e di quanto sia incontrollabile proprio per la sua semplicità. Respiriamo e con il respiro siamo inconsapevoli complici del virus che in quel respiro viaggia. Tocchiamo e con il toccare entriamo in contatto con il deposito di quel respiro.
Il rasoio di Occam ci fornisce la miglior spiegazione di un meccanismo del contagio che non può essere arginato del tutto, perché continuiamo a respirare e a toccare e ad avere rapporti sociali, per quanto limitati ma, ovviamente, non limitabili del tutto, perché il danno sarebbe assai più grave del contagio stesso.
Se non adottassimo presidi come le mascherine o il distanziamento, il contagio da un anno a oggi avrebbe interessato tutti, altro che qualche milione di persone, come accadeva in tempi andati, quando si ricorreva, ad andar bene alle preghiere e alle fumigazioni, e per uscirne si attendeva che metà della popolazione mondiale scomparisse. Salvo poi andare in processione per ringraziare la Provvidenza divina.
I tempi per uscirne inducono al pessimismo, allo sconforto - e noi italiani, la Storia insegna, siamo un popolo poco portato a tener duro per tutto il tempo necessario - ma non lasciamoci indurre a ritornare a schemi mentali primordiali...
 

fabiopon

Besugo in bilico
19 Novembre 2009
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Specialized Roubaix SL2 + Olmo Zeffiro VCT + Rockraider 5.1
D'accordo a non essere ossessionati dal parlare della pandemia (anche se investe così tanto ogni aspetto della nostra vita che è difficile non parlarne), ma gettato un sasso così importante è il caso di non ritirare la mano.
Di fronte a un nemico invisibile e mortale, tendiamo a far riaffiorare componenti arcaiche del nostro pensiero, quasi il metodo scientifico non bastasse, anche perché per sua natura si astiene da dare quelle certezze definitive che le nostre paure richiederebbero per tranquillizzarci.
Così, immaginiamo che ci siano canali più oscuri per giustificare la potenza del virus. Non ricorriamo più - più per vergogna che per convinzione - all'immaginario dell'unzione e del demonio, ma sotto sotto lo trasformiamo nel complotto dei poteri forti, che ha sempre un fascino potente.
In realtà, se ci liberiamo da questi timori arcaici e pensiamo a cosa sia e come agisca un virus, con la sua potentissima semplicità che lo difende dalle debolezze della complessità, e agli schemi del rapporto sociale, non c'è nulla di più evidente di quanto viaggi in questo rapporto e di quanto sia incontrollabile proprio per la sua semplicità. Respiriamo e con il respiro siamo inconsapevoli complici del virus che in quel respiro viaggia. Tocchiamo e con il toccare entriamo in contatto con il deposito di quel respiro.
Il rasoio di Occam ci fornisce la miglior spiegazione di un meccanismo del contagio che non può essere arginato del tutto, perché continuiamo a respirare e a toccare e ad avere rapporti sociali, per quanto limitati ma, ovviamente, non limitabili del tutto, perché il danno sarebbe assai più grave del contagio stesso.
Se non adottassimo presidi come le mascherine o il distanziamento, il contagio da un anno a oggi avrebbe interessato tutti, altro che qualche milione di persone, come accadeva in tempi andati, quando si ricorreva, ad andar bene alle preghiere e alle fumigazioni, e per uscirne si attendeva che metà della popolazione mondiale scomparisse. Salvo poi andare in processione per ringraziare la Provvidenza divina.
I tempi per uscirne inducono al pessimismo, allo sconforto - e noi italiani, la Storia insegna, siamo un popolo poco portato a tener duro per tutto il tempo necessario - ma non lasciamoci indurre a ritornare a schemi mentali primordiali...
Ok d'accordo, però il mio pensiero era veramente molto pratico e terra-terra: un canale secondario di trasmissione non ancora conosciuto.
Tutto qui.
E mi taccio volentieri anche perché ci lavoro in mezzo e di questo argomento ne ho veramente le bolas piene! ;pirlùn^
 

golias

Factotum :-)
28 Marzo 2018
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mia
Ok d'accordo, però il mio pensiero era veramente molto pratico e terra-terra: un canale secondario di trasmissione non ancora conosciuto.
Esatto.. che sia o no voluto (che è tutt'altro discorso) ma sarebbe davvero da capire come mai di colpo compaiono questi picchi improvvisi nonostante le varie misure di sicurezza messe in atto.
Chi vivrà vedrà.. ammesso che ce la raccontino giusta e non come farebbe comodo.
 
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