Bert5quant1
Etiamsi omnes, ego non
- 5 Ottobre 2018
- 6.942
- 11.602
- 75
- Bici
- 1) acciaio 1989 no brand, scassata, 2) entry level alu no brand, 3) Bianchi infinito cv telaio 2016
Anch'io allungando i giri e provando ad avanzare al max. la sella mi son trovato i lombari indolenziti, mi ero convinto di avere la taglia eccessiva a causa dei cm persi con l'incidente, poi ho riportato indietro un cm la sella e son stato meglio.Non è niente di particolare, lo scorso inverno, quando avevo ripreso a pedalare nel mese di febbraio, facevo fatica ad arrivare ai comandi, la presa bassa era irraggiungibile ma credevo che la colpa fosse della trippa e del fatto che non ero più abituato a quella posizione, così lasciai stare tutto
com' era e infatti, cominciando a togliere la giacca e la roba pesante, arrivai a sentirmi "corto" in estate. Durante l'ultima uscita ho notato nuovamente questa "fatica" a stare giù e in più ho avuto la netta sensazione di "zappare", così ho fatto quello che consiglio sempre a tutti, ho ricercato un' altezza e un arretramento sella che mi permetta di dare continuità all' azione senza sentire di fare solo mezza pedalata.
In pratica ho abbassato pochi mm. la sella e l' ho avanzata, oggi provo su strada per la prima volta, se torno a casa con la schiena intatta e con la giusta sensazione di fatica provo a continuare così, altrimenti dovrò fare qualche correzione. Bisogna vedere se cambia qualcosa sia in pianura che in salita, ci sta che mi stacchino, ma almeno devo avere la certezza di pedalare con efficacia senza sperperare energie.
La regolazione dell'altezza dovrebbe dipendere dal cavallo e produrre un angolo al ginocchio - al p.m.i. - sui 150 gradi, mentre avanzamento /arretramento dovrebbero portare la rotula sull'asse del pedale a ore tre. Poi c'è chi sta meglio in bolla e chi con la punta leggermente abbassata, ma i primi due punti sono la base.
Per me la quadra con un femore sensibilmente più corto è solo un compromesso, un 'circa'.
Ma per ora non mi lamento.





