Ah però! Siamo passati all'analisi...e non mi pare quella logica o grammaticale!
Ricordo ai presenti che abbiamo 50 anni e passa mica per niente: l'esperienza qualcosa ci avrà pur insegnato. La mia mi ripete ogni giorno, insieme alla vocina che ho nella coscienza, che l'essere umano ha raggiunto ciò che ha raggiunto con due spinte molto forti ma antitetiche: conflitto e collaborazione. Praticamente ciò che è capitato e capita a ciascuno di noi in questa vita terrena, ma soprattutto a cui non possiamo sottrarci!
La famosa felicità che tutti bramano e a cui tutte le persone dei nostri tempi aspirano in realtà non è altro che trovare un equilibrio tra queste due spinte, ma soprattutto dipende dagli altri. Cioè non è che sono gli altri che ti devono rendere felice, sono le relazioni che intrecciamo con gli altri che fanno la differenza, a parità di salute e stabilità economica.
L'altra differenza è poter scegliere, nel limite in cui siamo inseriti dal contesto sociale/economico/religioso che è comunque limitante, perché vi sarete accorti tutti che scegliere, e anche sbagliare le proprie scelte, è comunque una qualità in più del vivere. Mentre quando le cose ti vengono imposte e ti cambiano la vita, come una malattia, è difficile farci i conti. L'ottimismo ed il pessimismo sono solo delle conseguenze di esperienze a cui abbiamo dato un peso piuttosto che un altro, ma non bisogna dimenticare che siamo
morituri, e che solo per questo motivo dovremmo essere tutti pessimisti e negativi, o anche anarchici e fuori controllo, tanto cosa abbiamo da perdere...
Eppure nonostante questa data di scadenza ignota ma certa, ci comportiamo in un modo che ha poco di razionale e molto più di emotivo. Alla fine siamo esseri fortemente emotivi che ogni tanto pensano.