Una grande scrittrice (scrittore come amava definirsi)
Quando cammino tra i morti, tra nomi scoloriti, date che non gridano più, mi viene addosso una gratitudine feroce per il poco che ho: un respiro, un caffè caldo, un raggio di sole.
Dovrei ricordarmelo ogni giorno, inchiodarmelo alla fronte come un promemoria di guerra. E invece no: ce ne dimentichiamo sempre. Io per prima. Corro, brontolo, pretendo. Poi passo davanti a una lapide qualunque e capisco che la fortuna non fa rumore: è essere vivi, ancora vivi, nel disordine del mondo. E allora mi dico: ringrazia adesso, non domani. Perché il domani, lo insegnano i morti, è un lusso che non ci appartiene.
Dire che condivido mi pare scontato.. però queste considerazioni vorrei fossero un pò più presenti nella mia quotidianità