Poi...noi siamo sportivi e concentrati nello specifico nel ciclismo che è sia uno sport di endurance che di potenza e molti di noi si controllano ma, per rimanere nell'infarto, bisogna sapere che è la conseguenza di una ostruzione di una delle due (o tre) arterie specifiche che portano il sangue arterioso al muscolo cardiaco. Senza sangue, come tutti i muscoli, non funziona cioè si ferma.
Bisogna vedere dove e quanto si chiude: più è all'inizio dell'arteria, più muscolo non verrà alimentato e sarà danneggiato, "quanto" dipende da quanto tempo rimane senza sangue (è per questo che bisogna correre al PS!).
La grande maggioranza delle persone che ha un infarto muore dove è, una minoranza viene trattato in genere con una alta percentuale di successo.
E' però un processo che generalmente avviene nel tempo e che ad un certo punto accelera, è per questo motivo che la prevenzione gioca un ruolo fondamentale.
Cosa volevo dire... ah sì ecco

... non bisogna fossilizzarsi su questo argomento anche se è quello più noto e "spettacolare", bisogna che si consideri la salute più a 360 gradi e non solo a scomparti, ad apparati. L'effetto devastante a lungo tempo che ha ad esempio l'alcol, anche a dosi basse, si incomincia a capire solo ora, del fumo lo sappiamo oramai tutti ma continuiamo a fumare, dell'eccesso di peso correlato al diabete siamo in altissimo mare ecc. ecc. ecc.
E' lo stile di vita che bisogna cambiare, non soltanto solo la prevenzione "a settori".