Prologo: sabato 1 agosto lavori i casa, caldo, e sicuri temporali pomeridiani mi avevano convinto a rimandare al giorno dopo un giro che avevo in mente da tempo.
Domenica 2 agosto: mi alzo alle 8:15 (ma sarei stato a letto almeno un altro paio di ore, e comunque già tardi per un giro lungo). Mi alzo come uno zombie, e mi avvio i cucina per farmi il caffè (ovviamente con grattatina alle palle), e mi viene in mente il titolo del film con Paolo Villaggio "Fracchia la belva umana", che subito elaboro in "Claus, la larva umana". Bevo il caffè mi trasferisco subito sul divano (sdraiato) dove guardo "Linea blu" sulla Rai. Alle 9:00, complice la pubblicità, mi dico: "eh no, non vorrai mica stare tutto il giorno in apatia?". Era chiaro che non c'era la motivazione di fare troppa fatica, ma almeno una sgambata di una 50ina di km, finchè la temperatura era accettabile. Bon, mi cambio con la voglia di uno che deve andare a pranzo dalla suocera, e alle 9:30 parto. Direzione sud. Arrivo ad Ora, il giro di boa della sgambata di 50 km, ma penso: "vado ancora un po' avanti". Prima di Egna mi fermo e mi guardo intorno: minaccia di pioggia non c'é, alle mie spalle il rientro verso casa, a sinistra la strada della Val di Fiemme e Fassa (certamente molto trafficate, essendo domenica), ma c'é anche la ciclabile della "Vecia Ferrovia", il percorso, ormai dismesso dal 1963. È una salita costante al 3-4%. sterrato, ma pedalabilissimo anche in bici da corsa, anzi è meglio di molti asfalti mal tenuti. Deciso! si sale e vediamo se riesco a completare il giro della Val di Cembra che avevo in mente inizialamente. Attacco i primo tratto di ciclabile sterrata, non pentendomi dell scelta, grazie a numerosi tratti ombreggiati. Ad un certo punto però, un cantiere stradale, mi costringe ad una deviazione, che mi fa perdere il proseguo ideale, e per riagganciare la ciclabile sono costretto a percorrere una stradina asfaltata con un tratto al 22% (ovviamente fatto a spinta). Ripresa la ciclabile, mi attendono una 15ina di km di salita sterrata, facile. Incrocio un gruppo di escursionisti a piedi e uno di loro mi dice: "bravissimo" complimenti!". Non capisco per cosa, visto che è una ciclabile al 3%, quindi facile, Poi penso che probabilmente perchè ero in bici da corsa, e soprattutto a "trazione muscolare", Infatti l'80%, se non di più, delle bici che ho incrociato erano e-Bike. Comunque i complimenti fanno sempre piacere, e galvanizzano.
Arrivo al Passo San Lugano (la porta alla Val di Fiemme) e mi fermo ad una fontana, e faccio il punto della situazione:"bon. fin qui sono arrivato. Se giro la bici e torno a casa alla fine farò 90 km, molti di più di quel che mi aspettavo oggi. Se invece proseguo per il giro della Val di Cembra, devo essere conscio che non c'è possibilità di girare la bici e tornare, ovvero sarebbe troppo impegnativo per me risalire verso il Passo San Lugano.
Mumble mumble...seduto sulla vasca della fontana, con auto di turisti che mi sfrecciano accanto, prendo la decisione:"si prosegue!"
Scendo verso Cavalese, e poi svolto in direzione Val di Cembra. All'imbocco di questa posso scegliere il versante Est, o il versante Ovest.
Opto per il primo dato che l'altro lo avevo percorso lo scorso anno. La Val di Cembra è una Valle particolare, con il torrente Avisio che scorre sotto, e i pendii sono molto ripidi. Le due strade che la percorrono rimango peró molto alte. In teoria, andando verso Trento, bisognerebbe scendere, ma le discesa vera è solo alla fine, e per buon 35 km, mi tocca sorbirmi continui sali e scendi, in cui la fase "scendi" è frenata da un forte vento contrario che mi costringe a pedalare. Le energie si affievoliscono e sono piuttosto stanco (complice anche l'umidità dei temporali dei giorni scorsi). Però apprezzo il traffico scarsissimo che mi permette di "gustare" il rumore del vento e degli uccelli.
Raggiungo finalmente Albiano, paese del Porfido, e l'inizio della discesa che mi porterà in fondo alla Val D'Adige. Ma prima mi fermo ad una fontana, e mi faccio una quasi-doccia. La temperatura segna 30°.
Lo ammetto il motivo principale di questo giro era una coppona di gelato presso la gelateria Serafini di Lavis (pare una delle migliori d'Italia).
Ogni volta che ci passo in auto una sosta è d'obbligo, ma sempre solo un cono da due gusti e via. Ma quando vedevo servite ai tavoli delle coppe "Mammut-size", ho sempre pensato: "dai, un giorno me la concederò" (più che altro per le calorie).
Alla fontana di Albiano scatta il pensiero:"calorie ne ho fatte fuori tante; Lavis è di strada; è all'ora in cui ci arriverò ancora non c'è troppa gente"
Detto, fatto.....mi fiondo in discesa e 20 minuti dopo sono seduto con una "Coppa Regina", da 11 Euro (tanto gelato e tanta frutta, che ho quasi difficoltà a finirla). Pago e rimonto in sella. Mi attendono una 50 ina di km fino a casa, con un ultimo strappo, non impegnativo, ma con tant km nelle gambe lo sarà senz'altro. Il termometro del computerino segna 34,5°, ma non ci faccio troppo caso. E alla fine il gelatone deve averma dato un bel boost di energia dato, che anche lo strappo finale lo affronto piuttosto bene.
Arrivo a casa, ovviamente stanco, stanchissmo...ma felice. La sera, sul divano, i crampi mi ricordano che forse ho un po' esagerato.
Alla fine poco meno di 160 km e 1.700 m di dislivello.
Questo è il giro, a chi interessasse:
https://www.relive.cc/view/v8qkdZGJ7Kv........ scusate le foto sfocate (devo sostituire il cellulare, ahimè)