Accidenti, complimenti al nonno!
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Ieri pomeriggio ho fatto una piccola pazzia (per le mie possibilitá, s'intende).
Il gran caldo di questi giorni, invoglia di più a lasciar calare le palpebre e concedersi qualche pisolino, che non pedalare sotto la canicola. E non essendo io in grado di alzarmi all'alba, o rinucio, o sfido il calore. Era ormai da una settimana esatta che non toccavo la bici, e il fine settimana entrante ho altri impegni; la pausa rischiava ad allungarsi troppo.
Quindi, esco dal lavoro alle 16:00, mi cambio e si parte, "per altre incredibili avventure". Sulla carta tutto facile: alle 16:10 esco dall'ufficio, e dieci minuti dopo sono a casa, ma il tragitto in scooter mi ha dato una prova tangibile del caldo, e una volta a casa, la mia "batteria" è calata mostrosuamente. E sì che in ufficio avevo programmato un giro che normalmente si fa in mezza giornata e non dopo lavoro. Ma considerando le giornate ancora abbastanza lunghe, ci volevo provare. Ma non avevo considerato il caldo e che le mie batterie mentali non sono "al litio" e si scaricano in fretta. In casa ciondolo avanti indietro, inventandomi lavoretti urgentissimi (...per niente) da fare pur di non uscire.
Poi i pochi neuroni del cervello trovano un accordo: si esce, e si fa un giretto tranquilo nei dintorni. Il giro previsto, che era il classico per noi bolzanini Passo Palade - Passo Mendola) lo lascerò per un'altra volta. Detto fatto....con calma. alle 17 meno cinque, sono in sella e parto direzione Merano. Lungo le stradine di campagna, la temperatura si alza man mano che avanzo, e il display ad un certo punto visualizza 38.9° (!) ovviamente al sole, ma io al sole sto pedalando. Poi, improvvisamente succede qualcosa, probabilmente a causa dell'eccessivo calore: decido di provare almeno di raggiungere il passo Palade. È una salita non difficile....ma neanche facile, perchè è lunga 17,5 km con una pendenza del 6/7 % pressochè costanti. Ma questa distanza è calcolata da Lana, e io mi trovo a Nalles, da dove salendo a Prissiano potrei accorciare di ca. 8 km il percorso. Ma le scorciatoie presentano sempre il rovescio della medaglia, e in questo caso il rovescio della medaglia è questo:
http://www.salite.ch/prissiano.asp?Mappa=
Mi fermo all'attacco della salita a "meditare". Lo sguardo va al display del computerino che ora visualizza che la temperatura si è abbassata a 34.8°....azz, fa frescolino e forse viene pure da nevicare. Decido comunque di partire e arrivo dove arrivo, chi se ne importa. Il primo km è tutto sotto il sole, e più di una volta sono tentato di girare la bici, ma poi l'idea che più avanti i tratti all'ombra aumentano mi fa proseguire.
Soffro come un cane, ma proseguo. Finalmente raggiungo Prissiano, e dopo qualche km di leggera salita, mi collego alla Statale delle Palade che parte da Lana. Altra sosta, altro
summit per decidere come proseguire: se svolto a destra scendo a Lana, e mi pappo un buon gelato e torno a casa in pianura; se svolto a sinistra salgo verso il Passo, che dista però 12,5 km e quasi 900 m di dislivello. E Passo palade sia!
Fortunatamente la temperatura pian piano si abbassa, ma a dare fastidio ora sono i motociclisti (sopratutto teutonici) che credono di essere a Imola. Sono stato motociclista anch'io, anzi occasionalmente lo sono ancora, ma certi idioti su due ruote li appenderei al muro.
Comunque colpo di pedale dopo colpo di pedale, raggiungo il Passo Palade, già un buon risultato pensando all'apatia di qualche ora prima.
Sono le 19:10 e girando la bici sarei a casa intorno alle 20:00, ma mi trovo sul punto più alto del giro che avevo preventivato la mattina. Se proseguissi avrei una quindicina di km di discesa, e poi 7,5 di salita facile fino al passo della Mendola, e completerei il giro, che a casa avevo già dato per "non fattibile" nelle condizioni di apatia mentale, di caldo e anche di tempo. Porca vacca, bando alle ciance! Infilo la mantellina e parto verso Fondo/Val di Non. Un forte vento contrario rallenta la mia discesa e ogni tanto, nei falsopiani mi tocca pedalare. Arrivo a Fondo, mi fermo, tolgo la mantellina, bevo, e via...verso l'ultimo tratto do salita. È sì facile, ma sono anche piuttosto stanco. Fortuna che la conosco a menadito e so cosa mi aspetta. Nel frattempo anche il traffico è diminuito e finalmente pedalo per lunghi tratti boschivi in solitudini. Questo ha un effetto piscologico notevole. Alle 19.50 arrivo alla Mendola (Passo della Mendola), che durante il giorno è piuttosto frequentata tra turisti, motociclisti e ciclisti, ma a quest'ora non c'é anima viva; i pochi bar/ristoranti sono chiusi: sembra una località fantasma.
Bon, devo darmi una mossa: nel mio immaginario ero convinto che la luce ci fosse fino oltre le 21:00, ma siamo ad agosto e le giornate si sono già accorciate. Mi butto in discesa, rischiando anche un pochino (sul contakm vedo 78 km/h....un po' troppo) e non ne vale la pena per guadagnare una manciata di minuti.
Arrivo ad Appiano, poi San Paolo, poi l'ultima discesa ed i restanti 6 km pianeggianti fino a casa, che raggiungerò alle 20:30, con l'ultima luce del giorno.
Doccia, e uno sgombro alla griglia con patate e mezza bottiglia di Soave concludono questa giornata.
Questo è il video del Giro, che,
accidenti, prima del passo della Mendola ha smesso di registrare :
https://www.relive.cc/view/vKv2RRGyD4v
Comunque alla fine buoni 78 km e 1750 m di dislivello......non male per un quasi sessantenne, dai...