Ciclisti over 60...non si molla mai!!

Cillo

Maglia Amarillo
10 Gennaio 2008
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Torino
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Wilier 110 Pro -
Ottimo, grazie! Anche se il mio giudizio mi lascia un po' perplesso: da "quasi" cumianese (avevo i nonni di Cumiana e in estate da bambino/ragazzino trascorrevo da loro molto tempo) ricordo la colletta durissima da farsi in motorino! Ci andavo, ovviamente a motore, e poi scendevo a rotta di collo mettendo "la bici" per andare più forte in discesa. La ricordo ripidissima in entrambi i sensi ed ancora oggi, percorrendola in auto, mi sembra tale.

Ricambio i vostri graditi consigli con un suggerimento, che in molti già conosceranno: se girate verso frazione La Verna, potete raggiungere l'ottimo ristorante Freidour. Un po' caro ma ne vale la pena. Questo è il motivo per cui anche oggi ci passo ogni tanto! :mrgreen:

@calmorr esattamente il contrario: io le salite bastarde, con un numero di uscite che si contano sulle dita di una mano, le voglio EVITARE! La Maddalena è proprio dietro casa e la trovo decisamente faticosa. Salito due volte, dalla via che reputo "meno peggio": salgo da Strada Revigliasco e poi continuo a salire da REvigliasco. Il tratto subito dopo il bivio per il Redentore fino ai tornanti lo trovo distruttivo!
Non è per tirarmela ma ho faticato meno a fare il Braida rispetto a quel tratto di strada. Anche confrontando i BPM, mi ha stroncato di più una "semplice" salita alla Maddalena post lavoro (giretto da 26km e poco più di 500m d+) che il "girone" (per me) al Braida andata e ritorno.

Le salite alla Maddalena le conosco quasi tutte ma fatte in moto o in MTB da ragazzino. Per ora mi limito a Revigliasco, più che altro perchè dietro casa. Altrimenti, ricordo Val Pattonera/CReusa/Viola come decisamente impegnative. Dal Castello, invece, non provo nemmeno a salire: mi basta vedere la salita per scoraggiarmi.

Altro OT: mi è piaciuta TANTISSIMO, invece, la salita a Superga facendo la Panoramica: bella, bella e mai troppo dura. Nemmeno l'avvicinamento a Pino arrivando da Pecetto/San Felice (prima volta) o dal Pino Vecchio (seconda volta, fattibile ma che palle attraversare la città).
Mangiato più di una volta al Freidour, che consiglio anche io

La collina la evito proprio per il traffico
 

bob1972

Apprendista Velocista
8 Maggio 2025
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In arrivo...
In zona a Cantalupa c' era un posto dove si mangiava (20 anni addietro ) lo stesso bene. Ci sarà ancora?
Proprio 20 anni fa, anzi 19 perchè era il 2006, mi sono sposato a Cumiana e poi abbiamo pranzato alla Locanda della Maison Verte:


Mangiato molto bene.

Invece, sempre parecchi anni fa, si mangiava bene il pesce da "Vitalino". Ci potevi andare al sabato a pranzo e con il "menu operai" con 20€ mangiavi un pasto completo di discreta/buona qualità. Più che accettabile considerando il prezzo ridotto e con un ottimo fritto.
Oggi, mi riferiscono, che la qualità si sia abbassata tantissimo. Non ci sono più andato da anni.

A quale ti riferivi?

PS: di bici non so nulla e chiedo consigli. Se si tratta di riempirsi la pancia, invece, mi difendo molto bene!:mrgreen:
 

calmorr

Apprendista Scalatore
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Proprio 20 anni fa, anzi 19 perchè era il 2006, mi sono sposato a Cumiana e poi abbiamo pranzato alla Locanda della Maison Verte:


Mangiato molto bene.

Invece, sempre parecchi anni fa, si mangiava bene il pesce da "Vitalino". Ci potevi andare al sabato a pranzo e con il "menu operai" con 20€ mangiavi un pasto completo di discreta/buona qualità. Più che accettabile considerando il prezzo ridotto e con un ottimo fritto.
Oggi, mi riferiscono, che la qualità si sia abbassata tantissimo. Non ci sono più andato da anni.

A quale ti riferivi?

PS: di bici non so nulla e chiedo consigli. Se si tratta di riempirsi la pancia, invece, mi difendo molto bene!:mrgreen:
Grazie, era la Maison Verte. Anno di grazia 2005, lavoravo a None e per qualche settimana ci avevo anche soggiornato
 

peppe59

Ammiraglia
6 Luglio 2011
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Moser (acciaio); Bianchi (acciaio)
Buongiorno a tutti, come novellino alla terza uscita (bdc appena acquistata) in assoluto ed ero tentato dalla salita del colle Braida.
Finora ho fatto solo due giri "seri" (almeno per il mio modesto allenamento):
1. Moncalieri - Revigliasco - Pecetto - Pino - Panoramica - Valle Ceppi - Chieri di poco più di 55km e 850m d+
2- Moncalieri - Pino Vecchio - Panoramica - Superga - Rezza - Castelnuovo DB - Casa (> 90km per 1.000m d+)
Come giro post lavoro, salito al Colle della Maddalena da Revigliasco con due bei ramponi da quasi 14% subito dopo il bivio del Redentore e la salita finale: anche se corto, ho trovato intensa la salita alla Maddalena e più stancante del giro da 90km e 1000m di salita!

La domanda è facile: il Braida sarà alla mia portata? Meglio da Avigliana o da Giaveno? Guardando le pendenze direi da Giaveno ma gli amici ciclisti mi dicono che la "vera salita" si fa da Avigliana. In ogni caso, io lo farei nel week-end quando il problema non si pone: se ricordo bene c'è il senso unico con salita da Avigliana e discesa da Giaveno.

Grazie mille per le informazioni!
Ti svelo un segreto: se affronti una salita e non ce la fai, puoi o mettere il piede a terra, prendere fiato e ripartire, o tornare indietro.
Ma in nessuno dei due casi verranno i carabinieri a casa per arrestarti o darti la multa...

Insomma, provaci; se non ce la fai non succede niente, riproverai più avanti ed avrai una misura dei miglioramenti

PS vedo, continuando a leggere il thread che non visitavo da un po', che nel frattempo hai fatto il giro; bravo!
Ma il consiglio/scherzo vale in generale.... anche se a tornare indietro si perde la possibilità dell'anello!
 

bob1972

Apprendista Velocista
8 Maggio 2025
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Ti svelo un segreto: se affronti una salita e non ce la fai, puoi o mettere il piede a terra, prendere fiato e ripartire, o tornare indietro.
Ma in nessuno dei due casi verranno i carabinieri a casa per arrestarti o darti la multa...
Tutto più che giusto e corretto ma, aggiungo, devo ancora avere le energie residue per rientrare a casa, considerando che il colle è abbastanza lontano e, dopo aver invertito la marcia, mi aspettano comunque 30 km circa di rientro.

Io, comunque, ho fatto di meglio: ho lasciato la moglie in allarme preallertandola sulla possibilità di venirmi a recuperare in auto! Jolly che, fortunatamente, lo scorso sabato non mi sono (ancora) giocato! :mrgreen: :mrgreen:
 

golias

Factotum :-)
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devo ancora avere le energie residue per rientrare a casa, considerando che il colle è abbastanza lontano e, dopo aver invertito la marcia, mi aspettano comunque 30 km circa di rientro.
Tranquillo.. a casa, in un modo o nell'altro ci rientri sempre (o quasi, ovviamente interruzioni forzate a parte) magari con le orecchie alla cocker e non sapendo più nemmeno scrivere nome e cognome ma casa dolce casa sarà sempre là che ti aspetta :-P
 
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peppe59

Ammiraglia
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Tranquillo.. a casa, in un modo o nell'altro ci rientri sempre (o quasi, ovviamente interruzioni forzate a parte) magari con le orecchie alla cocker e non sapendo più nemmeno scrivere nome e cognome ma casa dolce casa sarà sempre là che ti aspetta :-P
... sempre che nel frattempo la moglie non abbia cambiato la serratura
 

fabiopon

Besugo in bilico
19 Novembre 2009
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Specialized Roubaix SL2 + Olmo Zeffiro VCT + Rockraider 5.1
Tranquillo.. a casa, in un modo o nell'altro ci rientri sempre (o quasi, ovviamente interruzioni forzate a parte) magari con le orecchie alla cocker e non sapendo più nemmeno scrivere nome e cognome ma casa dolce casa sarà sempre là che ti aspetta :-P
Sì sì certo... come no... !mabbasta!;:
 

bob1972

Apprendista Velocista
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Vai tranquillo, fatto il Braida la Colletta è una passeggiata, tolto alcuni tratti non te ne accorgi nemmeno ed hai scollinato
Passeggiata non proprio ma alla fine sabato scorso è andata anche la Colletta! Soddisfatto!
Alla seconda volta mi sono convinto che si trattava proprio del Colle Braida poichè, non avendo visto la deviazione, temevo di essere sceso dalla "via di fuga" per Giaveno. Però c'è da dire che la Sacra l'ho superata e quindi in cima di dovrei essere arrivato.
Colletta temevo peggio per pendenze che sulla carta mi spaventavano molto. Alla fine, a velocità lumaca e sempre con il 34/34, ho fatto pure quella.
In ogni caso, a 20 giorni dalla mia prima bdc e dopo oltre 30 anni che non salivo su una bici, sono comunque contento di aver superato i 100km con poco meno di 1200m d+.

Oggi, invece, giretto corto (52 km) causa previsioni meteo poco incoraggianti: Maddalena, Pino, Panoramica, Superga, Valle Ceppi, Chieri, Pecetto, casa. Paradossale ma, nonostante la lunghezza ridotta, mi hanno stancato di più i 960m d+ di oggi rispetto al giro lungo di sabato.
La Maddalena io la trovo distruttiva... :-(

1748880852511.png
 

fabiopon

Besugo in bilico
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Sabato Morgex - San Carlo - La Thuile - Piccolo S. Bernardo andata e ritorno. Caldissimo ma si stava benissimo!

Al ritorno sul San Carlo, tutta al sole con 34 gradi di media, quasi all'inizio mi si affianca uno e mi sta all'interno della strada a mezza ruota.
Non dice niente e neanche io dico niente, lo guardo con la coda dell'occhio e vedo che anche lui fa altrettanto... e vado su del mio passo (lento anche perchè lì si rischiava un accidente). E andiamo su così in assoluto silenzio.
Dopo cinque km al 9-11% arriviamo stravolti in cima ci guardiamo e, contemporaneamente, lui "grazie di avermi dato il ritmo giusto per salire" e io "grazie del supporto psicologico". Nient'altro. E ci lasciamo, lui aveva famiglia e amici che l'aspettavano e io dovevo scendere.

Gente strana i ciclisti :==...

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fabiopon

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Ieri tornando dal mio giro in pieno casino di traffico della città un ragazzo in auto dall'altra corsia mi urla "che giro hai fatto oggi??". Rimango un attimo e poi, senza mai fermarci, gli urlo i due posti principali del giro.
Mi fa pollice in su e tutto sorridente se ne va. :shock:

Come dicevo prima, strana gente i ciclisti...
 

Cillo

Maglia Amarillo
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Ieri tornando dal mio giro in pieno casino di traffico della città un ragazzo in auto dall'altra corsia mi urla "che giro hai fatto oggi??". Rimango un attimo e poi, senza mai fermarci, gli urlo i due posti principali del giro.
Mi fa pollice in su e tutto sorridente se ne va. :shock:

Come dicevo prima, strana gente i ciclisti...
Concordo… Ricordo un anno, ma saranno almeno 15 anni fa, in riviera appena lasciata Laigueglia mi si affianca un ragazzo, avrà avuto non più di 18 anni… Ciao… Ciao, dopo qualche metro mi guarda e mi fa:” Ma lei la strada la sa???” Tempo di capire la domanda, fa quattro pedalate e mi lascia lì… ;nonzo%
 
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golias

Factotum :-)
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mia
La posto qui perchè fa ridere ma anche riflettere :mrgreen:

Non toccare chi ha più di sessant'anni, sessant'anni e dintorni ....
Non siamo solo un’altra generazione: siamo veri sopravvissuti.
1f60e.png

Duri come pane raffermo, rapidi come la ciabatta di una nonna arrabbiata —
quella che volava con precisione chirurgica.
A cinque anni capivamo l’umore del genitore dal rumore del coperchio sulla pentola.
A sette, avevamo già le chiavi di casa e le istruzioni:
«C’è da mangiare in frigo. Scaldalo, ma non rovesciare niente.»
A nove preparavamo il pranzo
Stavamo fuori tutto il giorno, senza cellulare,
con un programma preciso: bicicletta e rientro a casa prima che facesse buio.
Le ginocchia, coperte di croste e cicatrici, erano una mappa vivente delle nostre avventure.
E siamo sopravvissuti.
Le sbucciature si curavano con la saliva o con una foglia di piantaggine.
E quando ci lamentavamo, la risposta era:
«Se non c’è sangue, non è niente.»
A merenda mangiavamo pane e olio
Bevevamo dal tubo dell’acqua del giardino —
un sistema immunitario che oggi farebbe scuola — e se avevamo qualche allergia, nessuno ci badava.
Sappiamo come togliere le macchie di erba, di sugo, di biro o di ruggine,
perché “non si usciva di casa vestiti male”, neanche per andare a giocare.
E poi… abbiamo visto e vissuto cose che oggi sembrano preistoria:
– la radio col manopolone,
– la TV in bianco e nero,
– il giradischi con i vinili,
– il mangianastri, le cassette,
– il walkman e i CD…
e oggi ascoltiamo migliaia di canzoni dallo smartphone, ma a volte rimpiangiamo il suono della cassetta che frusciava e si riavvolgeva con una penna.
Con la patente appena presa attraversavamo l’Italia con la 126 ,senza aria condizionata, senza hotel, senza navigatore.
Solo una cartina stradale dell’ACI e un panino avvolto nella stagnola.
Eppure arrivavamo sempre a destinazione.
Senza Google Translate. Con un sorriso e due parole in dialetto.
Siamo l’ultima generazione cresciuti con una adolescenza senza internet,senza powerbank, senza ansia da “batteria al 2%”.
Ci ricordiamo il telefono a disco nel corridoio,
i quaderni di ricette scritte a mano,
e i compleanni segnati sul calendario della cucina.
Nella nostra infanzia e adolescenza :
– si aggiustava tutto con lo scotch, una graffetta o una molletta,
– avevamo un solo canale TV (poi due), e non ci annoiavamo
– “sfogliavamo” l’elenco telefonico, non le notifiche,
– e una chiamata persa voleva dire :
“Ti ho pensato.”
Siamo diversi.
Abbiamo una specie di “amianto emotivo”,
un sistema immunitario forgiato tra freddo, strada e poco zucchero, e riflessi da ninja metropolitano.
Non stuzzicare un sessantenne.....
Ha visto più cose di te, ha vissuto più in profondità.
E in tasca ha ancora una caramella Rossana rimasta lì “per ogni evenienza”.
È sopravvissuto a un’infanzia senza seggiolino, senza casco, senza crema solare.
Alla scuola senza LIM, senza computer, con il sussidiario in cartella.
Alla giovinezza senza social, senza filtri, senza selfie.
Non cerca risposte su Google: si fida del suo istinto.
E ha più ricordi di quanti tu abbia foto nel cloud.
 

Bert5quant1

Etiamsi omnes, ego non
5 Ottobre 2018
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75
Gattinara (Vercelli)
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1) acciaio 1989 no brand, scassata, 2) entry level alu no brand, 3) Bianchi infinito cv telaio 2016
La posto qui perchè fa ridere ma anche riflettere :mrgreen:

Non toccare chi ha più di sessant'anni, sessant'anni e dintorni ....
Non siamo solo un’altra generazione: siamo veri sopravvissuti.
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Duri come pane raffermo, rapidi come la ciabatta di una nonna arrabbiata —
quella che volava con precisione chirurgica.
A cinque anni capivamo l’umore del genitore dal rumore del coperchio sulla pentola.
A sette, avevamo già le chiavi di casa e le istruzioni:
«C’è da mangiare in frigo. Scaldalo, ma non rovesciare niente.»
A nove preparavamo il pranzo
Stavamo fuori tutto il giorno, senza cellulare,
con un programma preciso: bicicletta e rientro a casa prima che facesse buio.
Le ginocchia, coperte di croste e cicatrici, erano una mappa vivente delle nostre avventure.
E siamo sopravvissuti.
Le sbucciature si curavano con la saliva o con una foglia di piantaggine.
E quando ci lamentavamo, la risposta era:
«Se non c’è sangue, non è niente.»
A merenda mangiavamo pane e olio
Bevevamo dal tubo dell’acqua del giardino —
un sistema immunitario che oggi farebbe scuola — e se avevamo qualche allergia, nessuno ci badava.
Sappiamo come togliere le macchie di erba, di sugo, di biro o di ruggine,
perché “non si usciva di casa vestiti male”, neanche per andare a giocare.
E poi… abbiamo visto e vissuto cose che oggi sembrano preistoria:
– la radio col manopolone,
– la TV in bianco e nero,
– il giradischi con i vinili,
– il mangianastri, le cassette,
– il walkman e i CD…
e oggi ascoltiamo migliaia di canzoni dallo smartphone, ma a volte rimpiangiamo il suono della cassetta che frusciava e si riavvolgeva con una penna.
Con la patente appena presa attraversavamo l’Italia con la 126 ,senza aria condizionata, senza hotel, senza navigatore.
Solo una cartina stradale dell’ACI e un panino avvolto nella stagnola.
Eppure arrivavamo sempre a destinazione.
Senza Google Translate. Con un sorriso e due parole in dialetto.
Siamo l’ultima generazione cresciuti con una adolescenza senza internet,senza powerbank, senza ansia da “batteria al 2%”.
Ci ricordiamo il telefono a disco nel corridoio,
i quaderni di ricette scritte a mano,
e i compleanni segnati sul calendario della cucina.
Nella nostra infanzia e adolescenza :
– si aggiustava tutto con lo scotch, una graffetta o una molletta,
– avevamo un solo canale TV (poi due), e non ci annoiavamo
– “sfogliavamo” l’elenco telefonico, non le notifiche,
– e una chiamata persa voleva dire :
“Ti ho pensato.”
Siamo diversi.
Abbiamo una specie di “amianto emotivo”,
un sistema immunitario forgiato tra freddo, strada e poco zucchero, e riflessi da ninja metropolitano.
Non stuzzicare un sessantenne.....
Ha visto più cose di te, ha vissuto più in profondità.
E in tasca ha ancora una caramella Rossana rimasta lì “per ogni evenienza”.
È sopravvissuto a un’infanzia senza seggiolino, senza casco, senza crema solare.
Alla scuola senza LIM, senza computer, con il sussidiario in cartella.
Alla giovinezza senza social, senza filtri, senza selfie.
Non cerca risposte su Google: si fida del suo istinto.
E ha più ricordi di quanti tu abbia foto nel cloud.
Avendo qualche anno più di te ed avendo passato l'infanzia a giocare nei vecchi cortili o per le strade di campagna... tutto l'elenco soprascritto è stato ben vissuto!
Aggiungo che data l'assenza di soldi, si sognava molto di avere qualcosa di inarrivabile, ed il sogno era così intenso da essere già in parte un'esperienza.
Avere poco e non annoiarsi mai, questa era la caratteristica fissa delle vite da poveri.
Quando dopo anni riuscii ad avere un piccolo magnetofono Geloso a bobine, fui re ed imperatore e le prime biciclettine di ennesima mano un tesoro da godere, non da mettere in un angolo dopo tre prove, perché tanto arriva il nuovo giocattolo. Mai, arrivava, e la regola era: "usa ciò che hai!"
 

golias

Factotum :-)
28 Marzo 2018
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Avendo qualche anno più di te ed avendo passato l'infanzia a giocare nei vecchi cortili o per le strade di campagna... tutto l'elenco soprascritto è stato ben vissuto!
Aggiungo che data l'assenza di soldi, si sognava molto di avere qualcosa di inarrivabile, ed il sogno era così intenso da essere già in parte un'esperienza.
Avere poco e non annoiarsi mai, questa era la caratteristica fissa delle vite da poveri.
Quando dopo anni riuscii ad avere un piccolo magnetofono Geloso a bobine, fui re ed imperatore e le prime biciclettine di ennesima mano un tesoro da godere, non da mettere in un angolo dopo tre prove, perché tanto arriva il nuovo giocattolo. Mai, arrivava, e la regola era: "usa ciò che hai!"
Ne avrei da aggiungere.. davvero tante anche perchè in me, ragazzo di campagna, quei ricordi sono rimasti vividi e lucenti più dell'oro, perfino la compagna resta stupita dei miei racconti da infante, dei piccoli particolari che le racconto.. come quella volta che dopo aver scaricato pensai bene di pulirmi con le foglie di fico :roll: :wacko: :mrgreen: fortuna volle che a pochi mt ci fosse una roggia d'acqua nascente :-)xxxx