Cinelli Nemo, De Rosa Corum o Stelbel Rodano? Quesito per un amico

Ser pecora

Diretur
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dove capita
Oggi, chi compra un telaio in acciaio, deve affidarsi a chi lo fa, non a chi lo marchia.
....anche perché a parte qualche caso è difficile fare il contrario...

Sollevo solo l'obiezione nel caso di Cinelli, visto che essendo Columbus, ci mettono una fetta anche loro facendo loro i tubi e concependone le specifiche.
Tipo il il nuovo Nemo Zagato, basato sul set Cento. Idea loro, poi l'esecuzione sarà dei soliti, ma "l'idea" è loro.

E peraltro Cinelli, al contrario di altri, ha sempre sposato questa filosofia, sin dagli anni '50, ovvero di prendersi dei grandi telaisti a cui affidare la produzione dei modelli concepiti da loro.
 

 

Mardot

Passista
25 Febbraio 2008
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Mia
....anche perché a parte qualche caso è difficile fare il contrario...
però ci sono esempi estremi di potenza del marketing che ben conosciamo e che si spacciano per la NASA della bicicletta, quindi con molto "appeal" sul potenziale cliente

Sollevo solo l'obiezione nel caso di Cinelli, visto che essendo Columbus, ci mettono una fetta anche loro facendo loro i tubi e concependone le specifiche.
Tipo il il nuovo Nemo Zagato, basato sul set Cento. Idea loro, poi l'esecuzione sarà dei soliti, ma "l'idea" è loro.
A livello di materiale primo infatti nulla da dire, ma tra inventare/sviluppare/produrre il materiale primo, e valutare il prodotto finito, ce ne passa.

Del resto puoi produrre la miglior farina del mondo, ma se lo chef che prepara i ravioli è un altro, vado dall'altro, e magari gli chiedo di usare la miglior farina del mondo.

E peraltro Cinelli, al contrario di altri, ha sempre sposato questa filosofia, sin dagli anni '50, ovvero di prendersi dei grandi telaisti a cui affidare la produzione dei modelli concepiti da loro.
Vero, come dicevo in passato i grandi marchi che mettevano in gruppo le loro bici lo facevano tutti. Ma la logica di lavorazione era un po' diversa, se non altro erano i numeri a dettare tempi e modi di produzione. Oggi Cinelli a livello di numeri (per l'acciaio) fa quelli di qualunque altro telaista di buon livello, né più né meno, quindi non garantisce R&D in più, supporto tecnico in più, qualcosa in più. Per contro il gap di prezzo (parlo della parte relativa al prodotto finito, non alla materia prima) è a mio avviso parzialmente giustificato solo dalla scritta sull'obliquo, che ha sempre un grande fascino.
 

Ser pecora

Diretur
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Del resto puoi produrre la miglior farina del mondo, ma se lo chef che prepara i ravioli è un altro, vado dall'altro, e magari gli chiedo di usare la miglior farina del mondo.
Ok, ma alla fine si tratta di seguire le istruzioni e buttare nell'acqua i ravioli per tot minuti :mrgreen:

Scherzi a parte, sul discorso sono d'accordo, facevo solo notare che Cinelli/Columbus producono i tubi, e chi li progetta (che ho conosciuto) concepisce anche le specifiche e le modalità d'uso, con un ovvio feedback coi "propri" telaisti a cui fanno fare le prime prove, etc..

Cose che fa anche Reynolds eh, per carità. Pure loro hanno un pool di telaisti fidati che gli fanno da "beta-tester".

Questo non vuol dire che che il telaista x che compra il set e basta non sia capace...era solo per spezzare una flangia in favore di Cinelli.
Che oltretutto non so quanto appeal abbia oggi per la sua scritta sull'obliquo visto che il grosso (tutto) "del marketing" lo fa per il mondo fixie...

Il grande appeal dell'acciaio oggi, come detto n volte, mi pare sia solo nella questione "artigianale" (contro i poteri forti e le élite del carbonio e delle multinazionali della colla epossidica), quindi mi pare scontato che chi lo vuole si rivolga a chi salda.
Chi compra acciaio industriale oggi mi pare lo faccia solo per una questione di budget.
 

carmysco

Apprendista Velocista
15 Novembre 2010
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Con il Nemo si risparmiano 1500 euro, il discorso disc e che per giri in montagna il disco in discesa aiuta e non poco, anche in caso di temporali, io con le mie rim full carbon se piove frenata pari a 0, certo che xcr credo sia il sogno un po' di tutti amanti del ferro!
A me poi piacerebbe farla tutta made in Italy
Campagnolo chorus e ruote bora ultra, che si trovano a buon prezzo usate rim
Se piove metti su un paio di Neutron, Zonda, Eurus o Shamal: semplice.
 

carmysco

Apprendista Velocista
15 Novembre 2010
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scusa l'OT, ma se ti prendi un bel temporale a scendere luglio/agosto da oltre 2000mt, ma in generale pioggia vera (non pioggerella) ti assicuro che anche l'alluminio frena niente!
Non voglio scomodare l'ironia con l'utilizzo della "lobby dei freni a disco" e del marketing annesso, perché ognuno coi propri soldi fa ciò che vuole e se c'è una buona parte di consumatori disposti a spendere per i freni a disco non sono io a doverla o poterla criticare. Detto ciò, senza scomodare tutto il ciclismo eroico, mi spieghi come hanno fatto i professionisti nelle tappe alpine e pirenaiche negli ultimi 40 anni a terminare le tappe sotto la pioggia senza freni a disco? Parliamo di atleti che viaggiano ben oltre i 70 all'ora in discesa. Fatta eccezione per gli ultimi 10 anni in cui in molti hanno preferito comunque i cerchi in carbonio, durante le tappe in cui era prevista pioggia si optava per i cerchi con pista frenante in alluminio. E fino ai primi anni 2000 la ruota con pista frenante in alluminio era la regola.
 

Maverik89

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lsdb 666 road
non lo so, non ho corso da professionista, so che ci sono pattini in gomma specifici per la pioggia che io non ho mai utilizzato, ma scendere dall'izoard è stata dura l'anno scorso ad agosto
 

Mardot

Passista
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scusa l'OT, ma se ti prendi un bel temporale a scendere luglio/agosto da oltre 2000mt, ma in generale pioggia vera (non pioggerella) ti assicuro che anche l'alluminio frena niente!
posso solo che confermare, poi ovviamente dipende dalla quantita' d'acqua e dalla sporcizia che si accumula, ma in alcune condizioni anche con freni caliper e cerchi in alu diventa dura scendere

l'anno scorso ho preso 3h di pioggia battente facendo un giro (Allos-Champs-Cayolle), ho fatto tutta la Cayolle in salita e in discesa con pioggia modello diluvio mista a grandine, i primi 8km di discesa dovevo frenare mettendoci tutta la mia esperienza per riuscire a fare le curve senza rischiare qualche fuoristrada..... pinzate potenti e ad intermittenza per poter pulire il cerchio e poi frenare in maniera efficace; una cosa davvero pazzesca il giorno dopo, quando ho pulito la bici e ho constatato un consumo dei pattini (originali Campy) bestiale, praticamente 3mm di pattino in una sola discesa, li avevo praticamente nuovi prima, ma è stata una giornata che ne trovi poche, per fortuna.....
 
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