Colnago Club - Capitolo 8

Ser pecora

Diretur
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16 Aprile 2004
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Ah ma quindi quando sono uscite le foto e Colnago diceva che fosse un "prototipo", ci prendevano per il didietro perche' davvero si chiama Colnago Prototipo?

Comunque direi che chiaramente pensionano la Concept, visto che questo Prototipo e' "il più polivalente possibile, adatto alle esigenze dei velocisti, dei passisti e degli scalatori".

Secondo me è il Vr4, ma dopo che sono uscite le foto di Pogacar hanno rimediato chiamandolo, per ora, prototipo :mrgreen:
 

kompromesso

rovinapastiglie
5 Dicembre 2013
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Triciclo
Ciao a tutti,

Mi sbaglio o non sto notando molto interesse verso c68? Qualcuno dei frequentatori del forum l'ha ordinata?

di solito a fine stagione faccio uno scambio di telai, tenendomi ruote e trasmissione. L'anno scorso fu per prendere il V3RS, col quale però non sto sviluppando un gran feeling ed è probabile che a settembre/ottobre finisca in un nuovo scambio. In qs settimane sto pensando ai possibili sostituti: al C68 ci ho pensato solo per pochissimo perchè, al di là del costo, non mi convincono le soluzioni che hanno implementato e anche esteticamente non mi fa impazzire. Anche questa nuovo tiro da marchio di lusso dell'azienda francamente mi fa un pò vomitare.
 
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barce

Passista
9 Ottobre 2007
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Val di Vara
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Trek varie....
Secondo me è il Vr4, ma dopo che sono uscite le foto di Pogacar hanno rimediato chiamandolo, per ora, prototipo :mrgreen:
A mio avviso un telaio che fatto sviluppare dai prof. (in Trek lo facevano già) rischia di essere troppo estremo in termini di rigidità ed anche di geometrie (anche se nell'articolo si parla solo di laminazione di carbonio) per l'utilizzo amatoriale vedi amatore medio come me. Anche qui Trek proponeva differenti geometrie (poi abbandonate) e diverso carbonio ì, cosa che potrebbe fare Colnago (se rientra nei costi) ovvero proporre una linea racing in tutto e per tutto uguale a quella dei prof. ed un altra con solita linea ma con carbonio meno rigido a magari gemetrie più "rilassate" anche perchè lo stato delle strade dello stivale Italico non è sempre ottimo.
 

Ser pecora

Diretur
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A mio avviso un telaio che fatto sviluppare dai prof. (in Trek lo facevano già) rischia di essere troppo estremo in termini di rigidità ed anche di geometrie (anche se nell'articolo si parla solo di laminazione di carbonio) per l'utilizzo amatoriale

Si, ma poi bisogna vedere cosa vendi nella realtà. Come appunto per la questione taglie: puoi metterne a catalogo anche 35, ma tanto quelle che vendi sono sempre quelle. Se poi c'è l'optional a 2000eu sei comunque coperto, perché 1) scoraggi comunque a prenderlo 2) se lo vendi rientri comunque dei costi (es. la variante titanio del C68).
Quindi poi si tratta di mediare tra comunicazione e quello che vuoi e puoi veramente vendere. Nel senso: ci sono anche bici che sono solo "vetrina" per l'azienda. Es. non so quante bici da crono venda Colnago all'anno...ma mi sa poche.
 

robeambro

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25 Aprile 2018
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una con due ruote
A mio avviso un telaio che fatto sviluppare dai prof. (in Trek lo facevano già) rischia di essere troppo estremo in termini di rigidità ed anche di geometrie (anche se nell'articolo si parla solo di laminazione di carbonio) per l'utilizzo amatoriale vedi amatore medio come me. Anche qui Trek proponeva differenti geometrie (poi abbandonate) e diverso carbonio ì, cosa che potrebbe fare Colnago (se rientra nei costi) ovvero proporre una linea racing in tutto e per tutto uguale a quella dei prof. ed un altra con solita linea ma con carbonio meno rigido a magari gemetrie più "rilassate" anche perchè lo stato delle strade dello stivale Italico non è sempre ottimo.

Mi viene in mente un adattamento del celebre proverbio sul calabrone.. La struttura anatomica/fisica/genetica dell'amatore non è adatta al telaio usato dai pro, ma lui non lo sa (o meglio, non lo vuole sapere) e lo compra lo stesso.

Guardacaso, in quanti hai visto pedalare una Domane, una Caledonia? Sulla Aethos si ma giusto perche' e' leggerissima, altrimenti neanche quella vendeva. E in molti pedalano su SL7, Emonda e Addict di nuova generazione, e si lamentano piu' o meno velatamente del fatto che siano bici senza compromessi.

Secondo me Colnago fa benissimo a fare la bici cosi', sono gli amatori che se la comprano che potenzialmente fanno male.
 

Lumi

Maglia Gialla
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Colnago V3Rs
Mi viene in mente un adattamento del celebre proverbio sul calabrone.. La struttura anatomica/fisica/genetica dell'amatore non è adatta al telaio usato dai pro, ma lui non lo sa (o meglio, non lo vuole sapere) e lo compra lo stesso.

Guardacaso, in quanti hai visto pedalare una Domane, una Caledonia? Sulla Aethos si ma giusto perche' e' leggerissima, altrimenti neanche quella vendeva. E in molti pedalano su SL7, Emonda e Addict di nuova generazione, e si lamentano piu' o meno velatamente del fatto che siano bici senza compromessi.

Secondo me Colnago fa benissimo a fare la bici cosi', sono gli amatori che se la comprano che potenzialmente fanno male.
Quindi Colnago proporrà 2 bici:

  • la C68 come bici da collezione da tenere in salotto (perchè il target di mercato non sono i ciclisti appassionati ma i nababbi che poi in bici ci vanno poco)
  • la v4 (o Prototipo che dir si voglia) come bici da gara ma spacca ossa per gli amatori, perchè sviluppata in base alle esigenze dei pro
 

Don Perigon

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Trecase (NA) sotto il Vesuvio collinetta sul mare
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Trek madone RSL /Trek madone 9 H2 /Madfiber /DT Swiss RRC dicut 46T /Spada oxygeno, breva 30 e 38
Per migliorare le performance di questo telaio abbiamo utilizzato un metodo totalmente nuovo, ovvero collaborare direttamente con gli atleti della UAE Team Emirates proponendogli di usare di volta in volta telai prodotti con laminazioni di carbonio diverse. L’obiettivo finale è di giungere alla migliore laminazione per un telaio che dovrà essere il più polivalente possibile, adatto alle esigenze dei velocisti, dei passisti e degli scalatori e di essere all’altezza nelle diverse fasi della corsa. D’altronde i test a computer e in galleria del vento sono importanti, ma presentano sempre dei limiti: è infatti difficile - se non impossibile - replicare i contesti di gara, le irregolarità del percorso, le sollecitazioni del terreno, le turbolenze aerodinamiche, le accelerazioni nei diversi momenti della competizione. Al punto di sviluppo a cui siamo arrivati, ottenere dei miglioramenti è sempre più difficile. In questo modo, cioè sfruttando anche l’esperienza di chi sulla bicicletta ci pedala per molte ore al giorno, pensiamo di poter far compiere un ulteriore e importante passo in avanti alle nostre bici da competizione”.



Dal punto di vista del design, i punti chiave dello sviluppo della Colnago Prototipo sono soprattutto il tubo di sterzo sottile e scavato con venature profonde e marcate, oltre alla zona del movimento centrale, più ampia e robusta. Un lavoro svolto con metodo, mirato a coniugare ai risultati tecnici anche quelli estetici. In Colnago, infatti, crediamo fermamente che design del prodotto e ingegneria debbano andare a braccetto, per questa ragione nello sviluppo della Prototipo abbiamo coinvolto uno dei più grandi designer del ciclismo, il norvegese Torgny Fjeldskaar, che ha disegnato alcuni dei modelli di bici più iconici degli ultimi venti anni con una lunga esperienza anche nel mondo dell’automotive e del design industriale.



Quest’ultimo ha dichiarato: “Innanzitutto vorrei dire che sono molto orgoglioso di poter collaborare con uno dei marchi più importanti del mondo del ciclismo. Il punto di partenza nello sviluppo della Prototipo è stato quello di creare un telaio totalmente performance-driven, cioè con un design chiaramente orientato all’ottenimento delle migliori prestazioni tecniche. Gli obiettivi che ci siamo posti con Davide ed il suo team e sui quali abbiamo lavorato sono stati quelli di ottenere una maggiore rigidità verso le sollecitazioni generate dalla pedalata ed un minore drag aerodinamico a fronte di un peso complessivo del telaio sostanzialmente invariato se comparato a quello della V3Rs. Ritengo che il lavoro più importante sia stato quello di migliorare l’aerodinamica attraverso un nuovo disegno del tubo sterzo, che ha migliorato anche la rigidità, rendendolo ancora più reattivo”.
Ipotizzo che sarà costruito in Italia visto che proveranno diversi tipi di laminazione del carbonio finché non troveranno la miglior soluzione
 

Ser pecora

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Mi viene in mente un adattamento del celebre proverbio sul calabrone.. La struttura anatomica/fisica/genetica dell'amatore non è adatta al telaio usato dai pro, ma lui non lo sa (o meglio, non lo vuole sapere) e lo compra lo stesso.

Guardacaso, in quanti hai visto pedalare una Domane, una Caledonia? Sulla Aethos si ma giusto perche' e' leggerissima, altrimenti neanche quella vendeva. E in molti pedalano su SL7, Emonda e Addict di nuova generazione, e si lamentano piu' o meno velatamente del fatto che siano bici senza compromessi.

Secondo me Colnago fa benissimo a fare la bici cosi', sono gli amatori che se la comprano che potenzialmente fanno male.

Bisogna pero' vedere anche i numeri di vendita globali. Non fidarsi solo delle proprie percezioni.
Che la Domane sia meno venduta in assoluto della Emonda o della Madone bisogna vedere.
La piu' venduta di Colnago è senza dubbio la C64.

Il gruppo piu' venduto in assoluto da Shimano è il 105 (superato quest'anno per la prima volta dal Grx).
 

Walter_BS

Apprendista Velocista
8 Febbraio 2019
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BMC Teammachine SLR01
Ora faccio il diavolo, bellissimo aver letto di tante uscite fantastiche che sicuramente non so se riuscirei a portare a termine solo per la loro estrema lunghezza però penso che di tanto in tanto si dovrebbe attaccare anche il numero come fa il buon kaiser proprio per confrontarsi con altri amatori ed avere idea del nostro effettivo spessore sulla bdc, io ad esempio son ancora campione in carica in un campionato di cronoscalate dove si dà il massimo su brevi distanze di salita secca

Io non riuscirei ad allenarmi sempre e costantemente senza gare e sono 20 anni che le faccio (prima nella sola corsa e da qualche anno anche nel triathlon). A me piace proprio il clima e le emozioni che si vivono una volta che ti metti il pettorale, la sfida, più con te stesso che con gli altri, il clima... Inoltre sono anche un buon metro di giudizio personale ;-) ....ti rendi conto man mano quanto cazz stai invecchiando e perdendo :))):
 

Ser pecora

Diretur
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Quindi Colnago proporrà 2 bici:

  • la C68 come bici da collezione da tenere in salotto (perchè il target di mercato non sono i ciclisti appassionati ma i nababbi che poi in bici ci vanno poco)
  • la v4 (o Prototipo che dir si voglia) come bici da gara ma spacca ossa per gli amatori, perchè sviluppata in base alle esigenze dei pro

Probabile. D'altronde il segmento aero si sta contraendo verso le bici "uniche" e quello endurance è stato assorbito dal gravel.

Riguardo alla C68: la comunicazione è stata fatta ad arte, ma di fatto, a parte la versione titanio (versione limitata), costa come una Dogma F o una Sl7...
 

Walter_BS

Apprendista Velocista
8 Febbraio 2019
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Beh....per i miei 50anni (purtroppo....) mi sono regalato un telaio C64 48s Italia sempre rim....montato con il Durace 52x36 9100 11v che avevo seminuovo in casa, Piega e Attacco Deda 35, Selle italia Slr Kit Karbonio e Pedali Exustar.ti..me la sono montata.....solo che mi sono scordato di inserire le guaine sotto il mov, centrale accidenti purtroppo mettendo su sempre gruppi elettronici mi sono scordato.....pazienza ce li metterò tanto i cavi non è che si muovano tantissimo. Colpi di testa dovuti ad una crisi di mezza età.
Hai dato dentro quella grigia e ti sei fatto questa Barce?
 

VECCHIA

Velocista
4 Settembre 2014
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PINARELLO NEW DOGMA F - COLNAGO C64 - PEDEMONTE MUTATOR RS - PEDEMONTE RHINOCEROS RS
A mio avviso un telaio che fatto sviluppare dai prof. (in Trek lo facevano già) rischia di essere troppo estremo in termini di rigidità ed anche di geometrie (anche se nell'articolo si parla solo di laminazione di carbonio) per l'utilizzo amatoriale vedi amatore medio come me. Anche qui Trek proponeva differenti geometrie (poi abbandonate) e diverso carbonio ì, cosa che potrebbe fare Colnago (se rientra nei costi) ovvero proporre una linea racing in tutto e per tutto uguale a quella dei prof. ed un altra con solita linea ma con carbonio meno rigido a magari gemetrie più "rilassate" anche perchè lo stato delle strade dello stivale Italico non è sempre ottimo.
Mi sto rotolando dalle risate , ti sei definito un amatore medio !!!
 

robeambro

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Bisogna pero' vedere anche i numeri di vendita globali. Non fidarsi solo delle proprie percezioni.
Che la Domane sia meno venduta in assoluto della Emonda o della Madone bisogna vedere.
La piu' venduta di Colnago è senza dubbio la C64.

Il gruppo piu' venduto in assoluto da Shimano è il 105 (superato quest'anno per la prima volta dal Grx).

Ma sicuramente, poi eh dipendera' anche dal mercato geografico (per dire, dove vivo io l'alta gamma e' praticamente inesistente, credo di aver visto un paio di Dura Ace in quattro anni che sto qui), cosi' come le bdc da corsa rispetto a quelle endurance.

Piu' che altro dicevo, che se Colnago progettasse la V4 come "bicicletta per tutti", ne venderebbe - secondo me - di meno rispetto a progettarla come "bicicletta per Pogacar", perche' l'amatore medio e' un calabrone. E in ogni caso, a prescindere, credo non sia da biasimare la societa' Colnago, quanto l'acquirente che fa il calabrone.
 

Ser pecora

Diretur
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Piu' che altro dicevo, che se Colnago progettasse la V4 come "bicicletta per tutti", ne venderebbe - secondo me - di meno rispetto a progettarla come "bicicletta per Pogacar", perche' l'amatore medio e' un calabrone.

Ma la bicicletta per tutti ce l'ha già, ed è la C68. Con questa capitalizza appunto l'avere (=sponsorizzare) Pogacar per venderla ai garaioli/appassionati.
Poi "per tutti" relativo perché comunque ormai vende solo altissima gamma.
 

robeambro

Velocista
25 Aprile 2018
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Ma la bicicletta per tutti ce l'ha già, ed è la C68. Con questa capitalizza appunto l'avere (=sponsorizzare) Pogacar per venderla ai garaioli/appassionati.
Poi "per tutti" relativo perché comunque ormai vende solo altissima gamma.

Insomma stiamo litigando per dire la stessa cosa :-P

Tra l'altro, la progettazione "tramite i professionisti", che secondo Colnago sarebbe migliore di quella fatta ai supercomputer (frecciatina agli Americani?), la possono fare ora che hanno Pogacar, ma chissa' se nel lungo periodo, quando magari Tadej va via e la UAE si ridimensiona..

E a scrivere il paragrafo di cui sopra mi son chiesto cosa "sia meglio", o almeno quale dei due approcci io preferisca personalmente, ma non mi so dare risposta. Chi fa le migliori bici, il pro che le testa, o il supercomputer?
 
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Tony 96

Maglia Amarillo
5 Maggio 2016
8.909
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Torino
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S-Works Tarmac - Caad 12
A mio avviso un telaio che fatto sviluppare dai prof. (in Trek lo facevano già) rischia di essere troppo estremo in termini di rigidità ed anche di geometrie (anche se nell'articolo si parla solo di laminazione di carbonio) per l'utilizzo amatoriale vedi amatore medio come me. Anche qui Trek proponeva differenti geometrie (poi abbandonate) e diverso carbonio ì, cosa che potrebbe fare Colnago (se rientra nei costi) ovvero proporre una linea racing in tutto e per tutto uguale a quella dei prof. ed un altra con solita linea ma con carbonio meno rigido a magari gemetrie più "rilassate" anche perchè lo stato delle strade dello stivale Italico non è sempre ottimo.

Secondo me no... La maggior degli amatori (quelli che si fanno le pippe mentali) devono mostrare il proprio bolide al bar accompagnandolo da numeri su quanto sia migliore rispetto ad altri telai o a quello precedente. Quindi tutto fa brodo, se poi gli spezza la schiena poco importa, ma hanno la soddisfazione di dire "è stato sviluppato direttamente da Poga". Da me girano certi accrocchi assurdi, bici da 10k con 4cm di spacer ed altre diavolerie varie.