Ne approfitto x chiederti una informazioneGrazie di CUORE
la salita di virgolò che hai fatto domenica quanto è lunga?
dove scendi dopo?
sono passato in zona domenica mano fatto riva solto collina e valle rossa da ranzanico con discesa a cene
Ne approfitto x chiederti una informazioneGrazie di CUORE
La salita di Vigolo è lunga circa 6 km ed è molto soft,la faccio spesso in inverno per il motivo già citato e perché è quasi tutta al sole. In inverno salgo e scendo dalla stessa parte,come fanno un pò tutti i nostri colleghi. Volendo puoi proseguire per Parzanica, ma causa possibile frana come presumo sai,è un peccato ma è meglio evitare.Ne approfitto x chiederti una informazione
la salita di virgolò che hai fatto domenica quanto è lunga?
dove scendi dopo?
sono passato in zona domenica mano fatto riva solto collina e valle rossa da ranzanico con discesa a cene
Concordo. Vince a mani basse e per distaccoAppunto a quello mi riferivo
so che ne hai passate tant’è quindi adesso goditi il presente e basta
grande Fabio
sempre il numero 1 del forum
Grazie mille ragazzi, troppo buoni!Concordo. Vince a mani basse e per distacco

Grazie FabioLa salita di Vigolo è lunga circa 6 km ed è molto soft,la faccio spesso in inverno per il motivo già citato e perché è quasi tutta al sole. In inverno salgo e scendo dalla stessa parte,come fanno un pò tutti i nostri colleghi. Volendo puoi proseguire per Parzanica, ma causa possibile frana come presumo sai,è un peccato ma è meglio evitare.
Ciao Sergio
Prego....magari avremo modo di beccarci caso mai una domenica vai a farla.Grazie Fabio
non la ricordo perché non ci salgo da parecchi anni
Fabio, non c'e' bisogno che lo dica due volte a uno con l'asso di fiori tatuato sul collo: scegli con il cuoreSicuramente, ho già passato anni brutti e bui e adesso voglio godermi la vita. Le mie frasi erano buttate li, per cosa dover scegliere per la prossima stagione,semmai deciderò. Altrimenti mi godo ancora la EPS


Grazie Toni!!!!Fabio, non c'e' bisogno che lo dica due volte a uno con l'asso di fiori tatuato sul collo: scegli con il cuore
I "contenuti tecnici" del V3RS sono buoni tanto quanto quelli del C68. E non e' vero che e' uguale a tutti gli altri monoscocca: basta passarci un po' di tempo a pedalarla e a pulirla, che ci si accorge di linee, geometrie, dettagli, che la rendono unica.
Non vedo come si possa rimanere insoddisfatti dall'uno o dall'altro telaio.
Riguardo al discorso monoscocca vs. congiunzioni... ci sono altre scelte che cambiano completamente il carattere della bici: su tutte, freni e tipologia di pneumatico. Se uno non hai mai pedalato per una stagione (non una giornata...) su dischi e tubeless, IMHO si e' perso qualcosa, se non altro per farsi la propria idea sulle eterne diatribe che ben conosciamo, basata su esperienze significative e oggettive... sempre che interessi, ovviamente!
Discorso diverso sul cambio elettronico: personalmente, dopo i primi 500 km, la novità dell'EPS per me era già finita e la mia prossima bici sara' con cambio meccanico, complici le migliaia di km pedalate con il meccanico su sterrati e sentieri.
Ultima considerazione e poi torno ai mei dilemmi: non e' che uno debba comprare a qualunque costo l'ultima novità, per "non fare un passo indietro". Per capirci, dopo essermi fatto scappare anni fa la Bianchi Specialissima in colorazione Pantani 1998 (che se trovassi in taglia 53 prenderei subito, anche solo da appendere in camera), se non fosse un doppione nel mio parco bici, comprerei a occhi chiusi un V3RS "Limited Edition Tour de France", per tutto quello che significa quel telaio e quella livrea celebrativa per un fan di Tadej come il sottoscritto. Esattamente come quando da ragazzino sbavavo dietro ai Rossignol con attacchi Look fluo di Alberto...
Al contrario, la scintilla con il C68, onestamente, non e' ancora scattata, nonostante tutto il buono che si possa leggere e vedere di quel telaio: semplicemente una questione di cuore, perché la testa sa benissimo che e' una bici eccellente.
Buona scelta![]()
Riguardo all'elettronico io con il di2 mi trovo divinamente ma oggettivamente le differenze maggiori dal cambio meccanico per me sono i tasti supplementari per controllare il Garmin sulle leve e i "satelliti" ( foto da Google) per cambiare in presa alta, per il resto sono un po' più comodi i tasti elettronici piuttosto che quelli meccanici e la cambiata minimamente più veloce ma non fanno la differenza, magari comodi in qualche allenamento particolare dove cambio molti rapporti di colpo ma nulla di insormontabile.Fabio, non c'e' bisogno che lo dica due volte a uno con l'asso di fiori tatuato sul collo: scegli con il cuore
I "contenuti tecnici" del V3RS sono buoni tanto quanto quelli del C68. E non e' vero che e' uguale a tutti gli altri monoscocca: basta passarci un po' di tempo a pedalarla e a pulirla, che ci si accorge di linee, geometrie, dettagli, che la rendono unica.
Non vedo come si possa rimanere insoddisfatti dall'uno o dall'altro telaio.
Riguardo al discorso monoscocca vs. congiunzioni... ci sono altre scelte che cambiano completamente il carattere della bici: su tutte, freni e tipologia di pneumatico. Se uno non hai mai pedalato per una stagione (non una giornata...) su dischi e tubeless, IMHO si e' perso qualcosa, se non altro per farsi la propria idea sulle eterne diatribe che ben conosciamo, basata su esperienze significative e oggettive... sempre che interessi, ovviamente!
Discorso diverso sul cambio elettronico: personalmente, dopo i primi 500 km, la novità dell'EPS per me era già finita e la mia prossima bici sara' con cambio meccanico, complici le migliaia di km pedalate con il meccanico su sterrati e sentieri.
Ultima considerazione e poi torno ai mei dilemmi: non e' che uno debba comprare a qualunque costo l'ultima novità, per "non fare un passo indietro". Per capirci, dopo essermi fatto scappare anni fa la Bianchi Specialissima in colorazione Pantani 1998 (che se trovassi in taglia 53 prenderei subito, anche solo da appendere in camera), se non fosse un doppione nel mio parco bici, comprerei a occhi chiusi un V3RS "Limited Edition Tour de France", per tutto quello che significa quel telaio e quella livrea celebrativa per un fan di Tadej come il sottoscritto. Esattamente come quando da ragazzino sbavavo dietro ai Rossignol con attacchi Look fluo di Alberto...
Al contrario, la scintilla con il C68, onestamente, non e' ancora scattata, nonostante tutto il buono che si possa leggere e vedere di quel telaio: semplicemente una questione di cuore, perché la testa sa benissimo che e' una bici eccellente.
Buona scelta![]()

Cesena?Anche se pure io continuo a preferire il C64 al C68 devo ammettere che, come dice vecchia, rimane una bici che si sposta dalle solite monoscocca, è sempre una bici di classe, oggi oltre a queste due aveva anche due C68 rossi e nero, dal vivo ancora più belli...
Visto l'uso che faccio io della bici, l'unico motivo che mi porterebbe a scegliere l'elettronico è la possibilità d'usare la cambiata semiautomatica.Riguardo all'elettronico io con il di2 mi trovo divinamente ma oggettivamente le differenze maggiori dal cambio meccanico per me sono i tasti supplementari per controllare il Garmin sulle leve e i "satelliti" ( foto da Google) per cambiare in presa alta, per il resto sono un po' più comodi i tasti elettronici piuttosto che quelli meccanici e la cambiata minimamente più veloce ma non fanno la differenza, magari comodi in qualche allenamento particolare dove cambio molti rapporti di colpo ma nulla di insormontabile.
quindi se non ci sono o non interessano le due differenze principali beh la differenza si riduce molto.
Per il resto effettivamente trovo giustissimo almeno provare a valutare le nuove tecnologie, poi se uno non si trova fa bene a tornare "indietro"
Vedi l'allegato 376557
Ciao, anche se non indirizzato a me, apprezzo molto ciò che hai scritto e lo condivido in toto. Ti faccio una domanda, se posso; come ti sei trovato coi dischi? Sia a livello di utilizzo che di manutenzione, con vantaggi e svantaggi (ovviamente non per cadere nelle solite diatribe ma per valutarli in futuro per acquisto). Grazie!Fabio, non c'e' bisogno che lo dica due volte a uno con l'asso di fiori tatuato sul collo: scegli con il cuore
I "contenuti tecnici" del V3RS sono buoni tanto quanto quelli del C68. E non e' vero che e' uguale a tutti gli altri monoscocca: basta passarci un po' di tempo a pedalarla e a pulirla, che ci si accorge di linee, geometrie, dettagli, che la rendono unica.
Non vedo come si possa rimanere insoddisfatti dall'uno o dall'altro telaio.
Riguardo al discorso monoscocca vs. congiunzioni... ci sono altre scelte che cambiano completamente il carattere della bici: su tutte, freni e tipologia di pneumatico. Se uno non hai mai pedalato per una stagione (non una giornata...) su dischi e tubeless, IMHO si e' perso qualcosa, se non altro per farsi la propria idea sulle eterne diatribe che ben conosciamo, basata su esperienze significative e oggettive... sempre che interessi, ovviamente!
Discorso diverso sul cambio elettronico: personalmente, dopo i primi 500 km, la novità dell'EPS per me era già finita e la mia prossima bici sara' con cambio meccanico, complici le migliaia di km pedalate con il meccanico su sterrati e sentieri.
Ultima considerazione e poi torno ai mei dilemmi: non e' che uno debba comprare a qualunque costo l'ultima novità, per "non fare un passo indietro". Per capirci, dopo essermi fatto scappare anni fa la Bianchi Specialissima in colorazione Pantani 1998 (che se trovassi in taglia 53 prenderei subito, anche solo da appendere in camera), se non fosse un doppione nel mio parco bici, comprerei a occhi chiusi un V3RS "Limited Edition Tour de France", per tutto quello che significa quel telaio e quella livrea celebrativa per un fan di Tadej come il sottoscritto. Esattamente come quando da ragazzino sbavavo dietro ai Rossignol con attacchi Look fluo di Alberto...
Al contrario, la scintilla con il C68, onestamente, non e' ancora scattata, nonostante tutto il buono che si possa leggere e vedere di quel telaio: semplicemente una questione di cuore, perché la testa sa benissimo che e' una bici eccellente.
Buona scelta![]()
Provata per un po' e poi tolta, quando deraglio preferisco avere il controllo io, uso la modalità automatica ma impostata sugli estremi, quindi lavora giusto se mi dimentico di essere sull'incrocio corona grande-pignone grande o corona piccola-pignone piccoloVisto l'uso che faccio io della bici, l'unico motivo che mi porterebbe a scegliere l'elettronico è la possibilità d'usare la cambiata semiautomatica.
Su certi percorsi mi consentirebbe d'avere sempre la catena quanto più in linea possibile senza dover fare doppie cambiate con i deragliatori ant. e post.
Sono d'accordo, a prescindere dal discorso estetica, congiunzioni, zona sterzo, ecc..., al blasone del C68 nuoce un po' il non essere usato in gara da campioni come Pogacar .... fossi in Colnago gli farei fare qualche comparsata al tour, questo dal punto di vista marketing vale più di mille comunicati sui watt aerodinamici risparmiatiFabio, non c'e' bisogno che lo dica due volte a uno con l'asso di fiori tatuato sul collo: scegli con il cuore
I "contenuti tecnici" del V3RS sono buoni tanto quanto quelli del C68. E non e' vero che e' uguale a tutti gli altri monoscocca: basta passarci un po' di tempo a pedalarla e a pulirla, che ci si accorge di linee, geometrie, dettagli, che la rendono unica.
Non vedo come si possa rimanere insoddisfatti dall'uno o dall'altro telaio.
Riguardo al discorso monoscocca vs. congiunzioni... ci sono altre scelte che cambiano completamente il carattere della bici: su tutte, freni e tipologia di pneumatico. Se uno non hai mai pedalato per una stagione (non una giornata...) su dischi e tubeless, IMHO si e' perso qualcosa, se non altro per farsi la propria idea sulle eterne diatribe che ben conosciamo, basata su esperienze significative e oggettive... sempre che interessi, ovviamente!
Discorso diverso sul cambio elettronico: personalmente, dopo i primi 500 km, la novità dell'EPS per me era già finita e la mia prossima bici sara' con cambio meccanico, complici le migliaia di km pedalate con il meccanico su sterrati e sentieri.
Ultima considerazione e poi torno ai mei dilemmi: non e' che uno debba comprare a qualunque costo l'ultima novità, per "non fare un passo indietro". Per capirci, dopo essermi fatto scappare anni fa la Bianchi Specialissima in colorazione Pantani 1998 (che se trovassi in taglia 53 prenderei subito, anche solo da appendere in camera), se non fosse un doppione nel mio parco bici, comprerei a occhi chiusi un V3RS "Limited Edition Tour de France", per tutto quello che significa quel telaio e quella livrea celebrativa per un fan di Tadej come il sottoscritto. Esattamente come quando da ragazzino sbavavo dietro ai Rossignol con attacchi Look fluo di Alberto...
Al contrario, la scintilla con il C68, onestamente, non e' ancora scattata, nonostante tutto il buono che si possa leggere e vedere di quel telaio: semplicemente una questione di cuore, perché la testa sa benissimo che e' una bici eccellente.
Buona scelta![]()
io la penso come te in generale ma penso anche che le soluzioni adottate sul C68, indipendentemente da congiunzioni si\no\forse, siano soluzioni che, se pur interessanti (es. maggiore rigidità\leggerezza), impoveriscano il modello perchè fatte più per semplificare la lavorazione\montaggio che per altroDico la mia sui nuovi modelli Colnago . Premesso che sono ancora felice possessore di C64 e difficilmente per la prossima stagione andro' a sostituire questo fantastico telaio , se dovessi scegliere tra i telai attualmente a disposizione andrei su C68 senza pensarci su piu' di tanto . Mi riservo ancora di vedere il telaio dal vivo ma per quanto non si vedano piu' le congiunzioni mi sembra che questo telaio incarni molto di piu' lo spirito Colnago dei vari V3RS o prototipo . Senza nulla togliere a questi telai il C68 ha comunque soluzioni tecniche ed estetiche che lo rendono un prodotto molto piu' esclusivo e in linea con i telai che lo hanno preceduto . V3RS un signor telaio , bello , performante ma ne piu' ne meno un telaio come se ne vedono tanti in giro altrettanto validi . Se ci togli la scritta Colnago potrebbe essere un qualsiasi altro monoscocca di alta gamma mentre C68 senza scritta rimane C68 . @kaiser (Fabio) fossi in te non mi butterei su un monoscocca , hai venduto un telaio esclusivo e di nicchia ora per me dovresti stare su C68 , se e' per provare un monoscocca ti avviso gia' che a parita' di componenti cambia pressoche' zero .
Scusami @andry96 senza nessuna polemica ma per curiosità/conoscenzaProvata per un po' e poi tolta, quando deragliò preferisco avere il controllo io, uso la modalità automatica ma impostata sugli estremi, quindi lavora giusto se mi dimentico di essere sull'incrocio corona grande-pignone grande o corona piccola-pignone piccolo
, è già la seconda volta in pochi giorni che lo leggo da te.L'incrocio piccolo sul di2 è già limitato, ho detto corona piccola pignone piccolo ma in realtà è il terzo pignone, può capitare di usarlo, soprattutto in salita se non voglio passare alla corona da 50Scusami @andry96 senza nessuna polemica ma per curiosità/conoscenza, è già la seconda volta in pochi giorni che lo leggo da te.
Ma perché uno dovrebbe incrociare gli estremi, a che pro? L' unica che mi viene in mente è che con la corona grande l' inerzia di pedalata è maggiore ed è più facile tenere una cadenza più elevata.
Io personalmente non incrocio mai (se non sul cavalletto mentre pulisco/lubrifico la catena) entrambi gli estremi durante le uscite anzi praticamente escludo gli ultimi due pignoni alti e bassi dai rispettivi incroci con le corone, mi sembra una cosa innaturale oltre che causa una maggiore usura della trasmissione.
Ok adesso è più chiaro.L'incrocio piccolo sul di2 è già limitato, ho detto corona piccola pignone piccolo ma in realtà è il terzo pignone.
Quello grande non è limitato e funziona bene, per quanto mi riguarda se devo tenere a lungo quel rapporto ovviamente deraglio ma se mi serve per non cambiare corona su uno strappetto o per poco tempo lo sfrutto, ovviamente l'unico beneficio è non dover cambiare corona, nulla di avvertibile riguardo alla efficienza fra le due corone( di inerzia invece non cambia proprio nulla)
