Messaggio molto intelligente e simpatico.
Tuttavia, la mia non era tanto una critica al servizio televisivo, quanto a noi ciclisti molto appassionati ma anche molto scarsi, che non abbiamo sicuramente bisogno di una C68 per andare al solito bar e alla solita andatura.
Io di anni ne ho ancora "pochi" (quest'anno sono 47), peso abbastanza (molto) ma il fisico è diciamo altletico e faccio un discreto numero di km all'anno e nella singola uscita (in gruppo o da solo).
Ho una bici top di gamma ma di 12 anni fa con la quale mi trovo benissimo.
Ho paura di cambiarla (ed infatti non la cambio) per la paura di non trovare le stesse sensazioni sulla nuova bici.
Oltre che per me cambiare una cosa che funziona ancora benissimo per il gusto di farlo non ha gran senso (ma questo è un mio personalissimo pensiero).
Piccolo racconto di ieri al rientro da giro (ero uscito lungo anche sabato): vengo raggiunto da un gruppetto che mena.
Anche troppo per le loro capacità. Tre di questi accelerano in occasione di un rallentamento causato da una macchina, volendo evidentemente staccare gli altri 3 (lì capisco che non erano assieme).
Rimango con gli altri 3 di età avanzata ma che comunque andavano a 35/36 km/h.
Dopo un po' passo davanti per dare il cambio (era doveroso dopo aver ciucciato
ruote).
Quello più anziano (palesemente affaticato) mi dice: Mi raccomando vai regolare.
Ecco, il ciclista medio che compra una C68 montata SuperRecord (e come altro la vuoi montare?) si raccomanda di andare piano.
Ma si illude, grazie al marketing ma direi per colpa della propria poca lucidità, che quella bici gli cambierà il modo di andare in bici.
Si convince, anche se va in bici da 20/30/40 anni che se non va su nemmeno con le cannonate è colpa per la propria bici poco prestazionale.
In pratica qualcuno racconta ad un altro quello che a quel qualcun altro piace sentirsi raccontare.
Alla fine sono tutti felici.
Uno perchè vende e l'altro perchè ha la bici nuova.
Dalle mie parti la domenica in certi borghi i bar con i tavolini al sole sono pieni di ciclisti con bici da Tour de France parcheggiate in bella vista.
Se esco con loro (come capita) devo essermi spaccato il sabato con un lungo importante, perchè tornare da un giro senza essere stanco od avere fame, per me è come non essere uscito.
E soprattutto sentirmi dire: "Sì, ma vai piano se vai davanti..." devo essere in giornata buona.
Perchè capisco tutto, ma gente non anziana che non vuole faticare non si sposa con il mio modo di intendere la bici.
La questione non è tanto andare a 25 km/h nel traffico fetente ma alla prima salitella mettersi a chiaccherare.
Se hai fiato per chiaccherare hai anche fiato per spingere al meglio delle tue possibilità.
A quel punto (se spingi al massimo delle tue possibilità) non ho nulla in contrario se ti compri l'ultimo ritrovato della tecnica.
Ma se vai a passeggio, lo puoi fare senza dubbio senza il titanio stampato in 3D (vedi C68) e con mezzi più modesti.
Ma a quel punto al bar non avresti la soddisfazione di vedere quelli che si stupiscono di quanto bella è la tua bici.
Ah, e finisco, ieri avrò incrociato 3/4 squadre di juniores che salivano su come dei camosci con bici dai telai "cinesi".