Dalle info che ho raccolto il problema sembrerebbe di origine industriale: le linee sono sature e i costruttori\fabbricanti non vogliono investire in quanto la previsione ė che la bolla si sgonfierà a breve, trovandosi con impianti su cui hanno investito e di cui il costo non si ha la certezza che si riesca ad ammortizzare. Un fatto simile, specialmente negli USA, era già successo durante la crisi energetica, quando in molti si erano buttati sulla mobilità alternativa (le automobili si potevano utilizzare poco causa scarsezza di carburante), nella fattispecie la bici. Ma una volta che ogni famiglia aveva comprato le bici che gli servivano, per molti anni non ne comprarono più, e i costruttori si trovarono con impianti fermi e magazzini pieni. In conclusione: i costruttori adesso fabbricano e si strutturano solo su ordini di importatori\distributori in modo tale che il rischio economico\finanziario se lo accollano gli importatori\distributori che infatti stanno ordinando già per il 2022. La conseguenza ė che l’impasse attuale che si ė venuta a creare porta ad avere sul mercato meno pezzi di quanto il mercato richiede, quindi per la logica di mercato, che si è ripetuta sempre in queste occasioni, i prezzi aumentano, e la giustificazione che ogni produttore da ha i risvolti più disparati, fino a diventare quasi ridicoli, e da qui l’incazz..ra degli acquirenti che si sentono presi in giro. L’alternativa è che dichiarino: siete in tanti che volete la nostra merce e di merce c’è né meno di quella che volete, per cui ve la facciamo pagare quello che vogliamo. Anche in questo caso non è che l’incaxxatura sarebbe minore!