Beh, non è per fare il bastian contrario a tutti i costi, però... A correre ho iniziato con le scuole medie, quindi ahimè è passato un bel po'; per anni ho usato addirittura un normale paio di scarpe "da ginnastica" prese al mercato, poi quasi per caso sono passata ad un paio di scarpe da pallavolo che anche per correre andavano benissimo, e lì sì, effettivamente ho notato la differenza.
Dolorini e doloretti qua e là ogni tanto li ho, certo, ma chi non li ha? Anche gli atleti superassistiti e supercoccolati... Il mio timore è sempre che ci siano un sacco di necessità non reali, ma indotte, per far vendere scarpe sempre più sofisticate e costose, ma sotto sotto inutili. Un po' come i vari cardiofrequenzimetro, contapedalate, caxxi e maxxi di cui in bici sembra che proprio non si possa fare a meno, anche se poi in realtà si può fare a meno di un fracasso di cose. Dolorini e doloretti non li leverebbe manco il Padreterno, se esistesse; però vogliono farci credere che senza la scarpa sagomata così ed ammortizzata cosà non si può più correre, a pena di morte immediata... Mi spiace, ma se una scarpa costa poco e non fa male, e non fa male per tanto tempo e tanti km, la scarpa superspaziale la lascio a chi ha voglia di farsi abbindolare!
Non bisogna generalizzare: quello che oggi è il top di gamma, tra sei mesi si trova a metà prezzo, per cui le Wave Rider 10 pagate 150 euri nel 2007 oggi le trovi a 70-80, cifra che si spende in un poco salutista sabato sera tra aperitivo, pizza e discoteca.
Idem dicasi per cardio, gps ed ammenicoli vari. Non sono indispensabili ma aiutano, soprattutto chi è alle prime armi. Prima o poi, volendo praticare una attività aerobica, si finirà per chiedersi se si è migliorati, o come fare per migliorare, si inizierà allora a sentir parlare di ripetute, di cadenze, di lattato, VO2Max, caxxi e maxxi... e senza un riferimento ci si perde. E' facile perdersi, 'corrrere' è una cosa naturale, ma farlo applicando la corsa ad un criterio scientifico ed allenante non è così semplice come sembra.
Ci vuole buon senso come in tutte le cose. E come non consiglierei a chi desidera iniziare ad andare in bici, di infilarsi all'Ipercoop ed arraffare la bici che costa meno, direi la stessa cosa a chi vuol mettersi a correre.
A Savona, per esempio, c'è un negozio specializzato in running sport invernali e poco altro, e li sono riuscito sempre ad avere dritte corrette su articoli a prezzi ragionevoli. Uso Mizuno per alcuni articoli che trovo (per mia esperienza personale) irrinunciabili, tipo le magliette Breath Thermo, che quest'inverno mi hanno salvato penso da più di un coccolone, ma altre marche (Adidas, Nike, Asics) sono altrettanto valide...
Gli infortuni, inoltre, non sono da sottovalutare. Ripeto: 'Farsi male' non significa necessariamente cadere o sbattere contro un palo, ma ridursi a non riuscire a camminare per una infiammazione tendinea, soprattutto se si corre sovrappeso, è una scemenza da evitare, ed in questo una piccola parte la fanno anche le scarpe.
