ma non fa fede questa...
questo è il decreto legge convertito in legge (n13)
chiedo ai costituzionalisti del forum....
l'originario decreto legge di febbraio venne convertito in legge dal parlamento poco dopo, inizio marzo prima della chiusura di tutta italia.
in esso il governo legittimava il PDCM ed il ministro salute ad adottare "altre misure di contenimento" dell'epidemia
il punto è l'abdicazione dal potere di legiferazione diretta del parlamento a favore dell'esecutivo, anche per provvedimenti che richiedono la riserva di legge.
è corretto un simile modo di procedere?
Il parlamento davvero voleva delegare il PDCM ad emanare atti comportanti limitazioni delle libertà costituzionali ? o la delega doveva essere intesa per assicurare tempestivamente, ad esempio, i i mezzi e modalità esecutive per fronteggiare l'epidemia alla stregua di qualsiasi atto regolamentare? E anche nel caso in cui il parlamento avesse inteso ratificare la decisione del governo di delegare a sua volta il PDCM ad adottare misure di contenimento più incisive rispetto ad esempio all'approntamento di farmaci, attrezzature , forniture o impiego di protezione civile, militari ecc.. in fondo sarebbe il parlamento ad essersene spogliato volontariamente e condizionatamente no?...
formalmente il decreto legge è stato convertito dal parlamento che evidentemente ha avuto poca immaginazione ma avrebbe potuto non convertire.
io penso che sia uno schiaffo al principio di separazione delle funzioni ed autonomia dei poteri dello stato, che come tale dovrebbe essere irrinunciabile, non negoziabile ed inalienabile.
se mi si oppone che anche col decreto legge è l'esecutivo a legiferare, oppongo che è poi sempre il parlamento, entro 60 giorni a convertire in legge.
ma un dpcm non passa nemmeno sulla scrivania di un uscere qualsiasi di Montecitorio o Palazzo Madama.
la verità è che il decreto legge sarebbe lo strumento (casi di necessità ed urgenza) adatto, però ormai è diventato un surrogato abusato della legge e la consuetudine costituzionale lo ha ormai pienamente tollerato anche quando non ricorrano i casi di necessità ed urgenza....
il risultato allora è che il governo ha scelto il dpcm che è stato individuato come strumento normativo perfetto.
peccato che come detto non passi dal parlamento (con buona pace della riserva di legge) , non sia soggetto a controfirma del PDR e abbia natura di atto regolamentare amministrativo, non certo avente forza di legge.
se si vuole limitare il diritto di spostamento, o ogni libertà costituzionale, non c'è niente da fare, bisogna passare dalla legge e quindi dal parlamento.
non so se sono stato chiaro.