Ad un ceto punto becco il gregge di pecore pecorapecorapecora, con relativi cani a guardia, ovviamente tre orsi polari uno più grande dell'altro..

che appena mi vedono si mettono a correre abbaiando.. dopo un po' di tentennamenti però passo e come dice il detto can che abbaia per fortuna non morde..
Tutto questo, mi ha ricordato il racconto del collega su due
ruote incontrato due domeniche fa risalendo da Castiadas, che ci raccontava dell'attacco subito da un pastore maremmano. Ecco mi avrebbe fatto comodo probabilmente avere ben in mente il metodo spiegato da Dreaming of Pantani da applicare in caso di attacco canino
Per cui ti chiedo di metterlo nero su bianco sul forum, perchè potrebbe essere utile a tutti coloro che per caso passano e leggono di qua..
In effetti non sarebbe una cattiva idea, cercare di scambiarci le informazioni che abbiamo sull'argomento, e fare un ragionamento di gruppo qui sul forum, per mettere un po' in ordine le idee.
Provo a improvvisare una bozza del "copione" che utilizzo in questi casi, ringraziando le fonti (gruppi di mountain-bikers australiani, statunitensi e nord-europei sui vari forum di lingua inglese, più alcuni ragionamenti dell'Etologia).
Strategie di guerriglia anticane (bozza):
Prima mossa:
fermarsi completamente, e girarsi verso il cane fronteggiandolo. Cercare di sembrare più grossi possibile (per esempio, alzandosi, o addirittura allargando le braccia "a uccello"). Dirgli qualche cosa che somigli a un comando da parte del padrone, con tono sicuro e possibilmente con un timbro basso (inizialmente non è necessario che il volume sia molto alto). Cercare di mostrare sicurezza, evitare il più possibile di far trasparire paura o timore.
Non fare l'errore di scappare (a meno di non essere perfettamente sicuri, per esempio in una discesa facile), perchè questo innesca il riflesso automatico di "inseguimento e attacco" (istinto di predazione).
Seconda mossa:
se il cane insiste nell'atteggiamento di minaccia, e per esempio mostra i denti o abbaia forte, rispondergli abbaiando ancora più forte e avanzando di un passo verso di lui.
Se è il caso, emettere un "urlo terribile", proprio come farebbe un grosso animale inferocito (una tigre?) che si prepara ad attaccare.
Terza mossa:
scendere dalla bici dalla parte opposta al cane, sapendo già perfettamente in quali due punti afferrare la bici (di solito, la pipetta dello sterzo e il tubo sella - fare tutto l'addestramento in anticipo, in modo che la cosa venga automatica) per posizionarla, e muoverla, come uno scudo.
Se il cane tenta di avvicinarsi, schermarsi in modo che la testa del cane trovi sempre il centro dello scudo. Se il cane si solleva per cercare di attaccare, provare a colpirlo il più forte possibile con il tubo orizzontale del telaio, mirando al naso (tallone di achille).
Se i cani sono più di uno, e dimostrano di voler attuare strategie di gruppo (attacchi alle spalle), e se si è già sotto attacco, identificare il capobranco e caricarlo con lo scudo, lanciando urla terrificanti (come se si trattasse di un assalto alla baionetta della prima guerra mondiale).
Ovviamente il ragionamento va integrato e approfondito al meglio possibile.
Sottolineo che segue una specifica linea di condotta, che è alternativa a quella (forse prevalente nel senso comune) di "evitare i comportamenti di sfida" (tipo guardare il cane dritto negli occhi).
Ne discende che la faccenda non è univoca, ma dibattuta.
