io sui tempi ho letto altri dati (quelli di Roberto Massa, completamente diversi, altro che 2 minuti e 30).
Dicceli, sarà mica un segreto...
io sui tempi ho letto altri dati (quelli di Roberto Massa, completamente diversi, altro che 2 minuti e 30).
Nessun segreto.Dicceli, sarà mica un segreto...
confronto tra 2 maglie rosa
Tre Cime di Lavaredo (ultimi 3.65 km...prima c'è il falsopiano, pendenza media 12.30 %, ascesa 449 m)
riferimento semi curva a sx dopo falsopiano
2013: Vincenzo Nibali 15'17''
2007: Danilo Di Luca (da ri-calcolare, ho 2 fonti discordanti...ma vengono confermati) 15'22''
sui 4km(compreso falsopiano) è evidente che siano ben meno di 18' (cfr video)
Nessun segreto.
Letti questi dati, sarei curioso di sapere la Gazzetta dove ha cacciato quei due minuti e 30 secondi.
risposta di Martinello:Martinello, faccia il piacere di Cristiano Gatti .
È un vero piacere, nel cataclisma regalato al Giro da quel gran signore di Danilo Di Luca, leggere le reazioni rabbiosissime di tanti corridori: da Canola a Quinziato, da Modolo a Greipel, da Viviani a Malacarne. Hanno tutte le ragioni, hanno chiaramente capito che i primi a rimetterci (reputazione, opportunità di lavoro, soldi) sono proprio loro.
Ovviamente c’è sempre qualche aquila pronta a dire che i giornalisti fanno male a parlare troppo di doping, perché se chiude il ciclismo anche i giornalisti vanno a casa. Ma è una belinata infinita: se chiude il ciclismo vanno a casa i ciclisti, i giornalisti al massimo passano alla cronaca nera o agli spettacoli. Tanto per chiarire.
La cosa più importante resta comunque la veemente reazione dell’ambiente: finalmente le prime vittime dello scandalo, sindacato corridori e Acquarone, si presentano giustamente furibondi e promettono per il futuro una durezza mai vista. Tutta musica per le nostre orecchie. La musica che bisogna suonare per salvare il ciclismo dall’assalto incessante dei malfattori. Nella politica della fermezza ci sta di tutto: radiazione al primo doping accertato, multe pesantissime, risarcimenti danni a squadre e organizzatori. Ci sono tanti modi, mille leve, se esiste la precisa volontà di svoltare. Se ne può discutere, ogni capitolo ha i suoi risvolti positivi. Utilissime le discussioni.
In questo dibattito aperto, solo una certezza assoluta: basta, davvero basta, con il partito del buonismo retorico e interessato, che sul caso Di Luca ha trovato il suo splendido leader in Silvio Martinello. Ancora riecheggiano le sue parole dal video: via, non dobbiamo criminalizzare Di Luca.
Ma certo, caro Silvio: non bisogna criminalizzare questa povera gioia, che dopo una raffica di porcherie, dopo aver carpito ancora una volta la fiducia con un impareggiabile festival della menzogna, ci ha servito come piatto finale una slavina di fango sul più bel Giro degli ultimi anni, sul Giro che stavamo per definire Giro della riscossa.
Sì, geniale Silvio: sui Di Luca non bisogna infierire. Abbiamo proprio bisogno che arrivi tu, dall’alto della tua saggezza socratica, a spiegarci come Di Luca non vada fucilato, o torturato con scariche elettriche, o condannato all’ergastolo. Certo è il caso che arrivi il buon samaritano dal palco del “Processo” a richiamarci tutti sul piano della pietà umana e della misericordia.
Silvio, facci il piacere. Credimi: non abbiamo bisogno delle tue uscite da prevosto laico per sapere che Di Luca non è un criminale di guerra. Però devi sapere che siamo anche arcistufi di questo atteggiamento tuo e di quelli come te, che nel momento del crimine pensano prima al criminale e soltanto dopo alle vittime.
La verità è che nessuno chiede niente di sadico o di disumano per i Di Luca: a tutela di un intero sport, delle tante famiglie che ci vivono dentro, si chiede soltanto che i Di Luca spariscano dalla circolazione, con biglietto di sola andata. I vecchi rottami vanno smaltiti, punto e stop. Non possiamo ritrovarceli sempre tra i piedi con i loro trucchi e le loro bugie, pronti a distruggere quello che gli altri faticosamente ricostruiscono.
Lo capisci, questo, vecchio Silvio? O proprio non ce la fai a contenere il tuo narcisismo, questa personcina che ti spinge a dire cose poetiche (“non bisogna criminalizzarlo”solo per uscirne migliore e magari passare per il più illuminato tra gli Inguardabili che ti circondano?
No, caro Silvio: non riuscirai a farci sentire – noi e tutti gli indignati dal tradimento Di Luca – delle belve assetate di sangue. Siamo soltanto persone normali che hanno voglia di giustizia e normalità, per voltare pagina e guardare avanti con qualche speranza in più. Se puoi, allora, risparmiaci il tuo pistolotto umanista.
E già che ci sono, vuoi che te la dica proprio tutta? Io penso che sul doping gli ex corridori della tua generazione dovrebbero quanto meno astenersi. Un dignitoso silenzio sarebbe molto più decoroso. Non mi chiedere perché.
LETTERA APERTA | Caro Cristiano,
a causa del poco tempo a disposizione durante il Giro non ho potuto leggere con attenzione i tuoi articoli, ma sabato 25, non appena il mio cellulare, scendendo dalle 3 Cime di Lavaredo, è tornato ad avere copertura di rete, ho potuto constatare che era invaso da decine di messaggi e chiamate, molti dei quali avevano come oggetto la tua poco attenta riflessione su quanto da me detto in tv il giorno precedente sul caso Di Luca.
Giunto a Brescia a notte fonda, prima di andare a nanna ho avuto il tempo per guardarmelo con calma, cogliendo l’occasione per leggerne alcuni altri da te scritti nei giorni precedenti, in modo da capire se fossero dello stesso taglio. Non ero certo infatti di aver percepito con chiarezza cosa volessi trasmettere con quello che mi hai dedicato. La mattina seguente mi sono confrontato con amici/colleghi, tra questi anche quelli che tu citi come Ingurdabili ed Inascoltabili, chiedendo se quanto avessi detto in trasmissione fosse stato da loro compreso, ottenendo risposta affermativa.
Perdonami la lunga e noiosa premessa, ma la sorpresa è grande. Non tanto in relazione alle critiche che chiunque, tu compreso naturalmente, ha il diritto di avanzare sia sul mio operato sia sul mio modo di interpretare il delicato ruolo che Raisport mi ha assegnato, ma semplicemente perché il tuo elevatissimo articolo fa leva su concetti lontanissimi da quanto ho effettivamente detto. Riconosco, ho usato il verbo “criminalizzare”, non era quello appropriato, “processare” lo sarebbe stato di più, ma il ragionamento seppur veloce e sintetico a causa dei tempi televisivi da rispettare, mi sembrava comprensibile, anche per te.
Mi chiedo, veramente non hai capito o c’è dell’altro? Credo ci sia dell’altro. Rileggendo fino in fondo noto passaggi del tipo : “geniale Silvio...dall’alto della tua saggezza socratica..., Silvio preposto laico..., vecchio Silvio...., Silvio narcisista...., Silvio personcina che dice cose poetiche solo per uscirne migliore ed apparire il più illuminato tra gli Inguardabili che lo circondano...Silvio risparmiaci il tuo pistolotto umanista...”. Si caro Cristiano, sono convinto ci sia dell’altro, ci conosciamo da anni e credo che per aver perduto la bussola come ti è capitato, si nasconda effettivamente dell’altro. Quando e se vorrai farmi conoscere di cosa si tratta, sai come contattarmi.
Le ultime due righe del tuo imperdibile articolo meriterebbero un approfondimento ed una replica articolata, che sarei perfettamente in grado di fare ma che preferisco dedicare eventualmente a coloro che volessero veramente capire, liberi da pregiudizi e soprattutto sereni. Un accenno lo dovresti aver sentito durante l’ultima puntata del Processo alla Tappa degli Inguardabili andata in onda a Brescia dopo la fine del Giro in risposta al Direttore Andrea Monti, anche lui sostenitore della tesi che verte sull’auspicato ed agognato ricambio generazionale per risolvere definitivamente il problema del doping nel ciclismo. Se hai tempo e voglia di andartela a rivedere, potresti cogliere altri spunti per le tue attente riflessioni e con una maggiore attenzione eviteresti di deragliare, consentendo anche agli indignati dal tradimento di Di Luca di cui sostieni di far parte, di arricchire la discussione in modo serio.
Augurandoti di ritrovare quanto prima la serenità perduta, ti auguro un buon proseguimento di stagione.
Silvio Martinello
ma il corridore Di-Luca quando ha subito il 29 aprile il controllo a sorpresa credo ne sia stato a conoscenza che a breve gli sarebbe arrivata la squalifica, non oso immaginare con che forza a livello psicologico e' andato a correre il giro d'Italia sapendo che da un giorno all'altro gli sarebbe arrivato la mazzata della positivita'
Sto leggendo - sono a fine - il libro di Tyler Hamilton (The Secret Race), che tra l'altro consiglio vivamente a chi non l'avesse già letto.
Quella era proprio l'epoca dell'EPO, e con l'arrivo dei primi test a sorpresa i corridori si trovavano a dover fronteggiare il problema della permanenza nel fisico delle sostanze dopanti.
La soluzione era quella delle cosiddette micro-dosi: invece di inettarsi 2000 unità ogni 3-4 giorni i corridori se ne inettavano 400 o 500 ogni notte.
I controlli venivano effettuati dalle 7 alle 22 (ma in realtà quasi sempre da mezzogiorno in poi), per cui un ciclista che si iniettasse EPO alle 22.10 era teoricamente al sicuro (Capitolo 8).
Può essere che sia successa una cosa del genere, un errore di calcolo per una dose piccola che forse il personaggio in questione pensava di avere già espulso (in attesa di controanalisi e col beneficio del dubbio, ovvio).
) che ancora le analisi e controanalisi non lo rivelano!!!
A me non capiterà mai di essere squalificato per doping". :lookaround:
http://sport.tiscali.it/feeds/13/05/28/t_11_1011285.html
Nibali: " A me non capiterà mai di essere squalificato per doping". :lookaround:
http://sport.tiscali.it/feeds/13/05/28/t_11_1011285.html
Nibali: "Di Luca ha macchiato il ciclismo"
Errare è umano, perseverare è diabolico. Per Danilo Di Luca, corridore della Vini Fantini-Selle Italia, quella comminata durante il Giro d'Italia appena terminato è la terza squalifica per doping della carriera. Il killer di Spoltore, risultato positivo all'EPO, ha dovuto incassare anche le durissime parole di Vincenzo Nibali - fresco vincitore della "corsa rosa" , intervistato dal settimanale Oggi: "Danilo Di Luca mi fa tanta rabbia. Forse ha perso di vista i veri valori della vita". Lo squalo dello Stretto ha le idee chiarissime su come dovrebbe essere lo sport tanto amato e si innervosisce quando pensa all'atteggiamento del 37enne abruzzese: "Di Luca non ha macchiato il mio Giro, ha macchiato il ciclismo. A me non capiterà mai di essere squalificato per doping". :lookaround:
[url]http://sport.tiscali.it/feeds/13/05/28/t_11_1011285.html[/URL]



Vi ricordate il Pirata all'alpe D'Huez nel 98 scattò sul galibier ed arrivò da solo all'alpe stabilendo il record di scalata che ancora resiste, oppure Armstrong che girava a 100 rpm in salite del tour piuttosto che tirando il 54x11 in cronometro di 50 km, e che ne dite di corridori che attaccavano sulle grandi salite uno/due/tre giorni di fila senza mai prendere una cotta (vedi riccò e sella). avete invece visto Evans che ha operso il secondo posto in 700 metri? .
Cassani non credo legga il forum, ma su Facebook ha scritto questo:.
OT: Sarebbe bello confrontarsi su questi temi o ancora MEGLIO leggere i suoi pareri tecnici. Perchè non scrive?O.T. Cassani legge il forum. Infatti dopo la vittoria del corridore belga a Mercoglliano di alcuni anni fa , ha citato il post. di Lollo che ne raccontava la carriera, proprio qui su BDC fine O.T.

siano tutti dei volontari. O no?Domanda banale. Quanto cosa alle Federciclismo ogni convocazione della Procura? Noi speriamo zero, speriamo che gli avvocati procuratori (che di ciclismo sanno pochino ) siano tutti dei volontari. O no?
[url]http://blog.cyclingpro.it/2013/05/28/caso-di-luca-che-gioco-gioca-la-procura-federale-fci/[/URL]