Scrivo qualche altra cosa, probabilmente non si capirà niente, come nel caso dell'altro post che ho scritto in questa discussione.
Le esperienze, se correttamente riportate, sono tutte utili, la mia in questo ambito mi pare forse leggermente diversa da quelle di altri.
I miei primi dischi su una stradale sono stati gli
Shimano r785 per Di2. Sono passati parecchi anni. Poi ho avuto tutti i DA che si sono succeduti.
Riguardo la terribile manutenzione:
Pulizia pistoncini: MAI
Rientro manuale pistoncini: Solo al cambio pastiglie
Dischi finiti prima di cambiare bicicletta: MAI
Durata pastiglie: > 10.000km
Spurgo: un caso di una leva comando di dx che prendeva aria da qualche parte ed ogni tanto avevo corsa lunga. Mai risolto, era sulla M9 bianca.
Zin zin: Un paio di casi di biciclette nuove con pinze da allineare, fatto una volta ed amen, poi con gli 11v dopo averli massacrati a fine discesa avevo un poco di rumore di ferraglia alle prime pedalate, poi spariva da solo. Con il 12v finora mai successo.
Riguardo quanto scritto l'altro giorno:
Non mi pare di aver in nessun modo detto che fino ad ora ci sono state orde di ciclisti che si sono ammazzati in discesa perché sprovvisti di dischi.
Ho scritto che se un dispositivo può fare la differenza UNA VOLTA NELLA VITA, perché privarsene in cambio di niente?
Spero sia ovvio che fare la differenza non implichi necessariamente vivere o ammazzarsi, ma anche sbattere o no, uscire di strada o no ecc ecc.
Non sono un super ciclista, anzi sono una scamorza, adesso sono pure vecchio e oltretutto di nuovo fermo perché una in macchina mi ha tirato sotto.
Però il mio paio di centomila km pedalando li ho fatti, in questi km mi sono capitate tante cose.
Tre volte automobilisti che pensavano ai c@zzi loro mi hanno messo sotto, in nessuno di questi casi dischi si, dischi no avrebbe fatto alcuna differenza.
Una volta sotto il diluvio alla Strade Bianche con rim e carbonio, alla fine del discesone che c'è dopo lo strappo dell'ospedale mi sono accorto che in nessun modo sarei riuscito ad imboccare la rotonda a destra, di fronte la corsia era occupata dalle macchine in fila in attesa di transitare.
Un attimo prima di schiantarmi sul cofano della prima vettura sono riuscito a saltare sul marciapiede (che lì è pure alto) ed ho sfilato almeno 4/5 macchine prima di fermarmi.
Un anno il diluvio è capitato scendendo dai tornanti del Rombo verso Sölden, frenava talmente poco che ho distrutto, oltre che me stesso, anche le tacchette (di ferro) degli Speedplay. Ci ho messo una vita a scendere. L'anno dopo anche diluviava, lì le scamorze l'acqua la prendono sempre..., ma avevo i freni nuovi e la discesa ha avuto i soli disagi di una discesa da 2.500 m sotto un diluvio fatta dopo 200km, che già non sono pochi.
Un giorno ero in area urbana e parlottavo con un altro ciclista, all'improvviso e senza motivi apparenti il veicolo davanti a noi inchioda. Io ero proprio dietro e mi sono fermato a pochi cm dal suo paraurti, lui invece è andato mezzo metro più avanti ma non ha preso la macchina in quanto era appena di fianco e la sua ruota ha accarezzato il lato della vettura.
Mi ha subito detto: Ah! Ecco un caso in cui questi c@zzo di dischi in effetti fanno una differenza. Non si può neanche dire che fosse un rimbambito, aveva appena vinto l'assoluta a Cesenatico.
Comunque, ripeto, ognuno si compri quello che gli pare, l'importante è che lo faccia con cognizione di causa.
Si, un poco lunghetto, ma sono bloccato dal fisioterapista a fare la magneto ed ho approfittato.
