Ivan Basso, 33 anni, Giro d'Italia 2010
Cadel Evans, 33 anni, Freccia Vallone 2010
Oscar Freire, 34 anni, Milano-Sanremo 2010
Alessandro Petacchi, 36 anni, Maglia Verde al Tour 2010
Alexandre Vinokourov, 37 anni, Liegi-Bastogne-Liegi 2010
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Senza entrare troppo negli aspetti "tecnico-scientifici" si può senz'altro affermare che al giorno d'oggi la longevità agonistica degli atleti professionisti (parlo dei ciclisti) è aumentata parecchio rispetto a qualche anno fa.
Fino agli anni '70/'80 (scusate se insisto con quel periodo, ma per me è stata l'ultima epoca d'oro del ciclismo) un campione era considerato "finito" a 30 anni. Gente come Gimondi (che vinse il suo ultimo giro a 34 anni) o Moser (che nell'84, a 33 anni, visse il suo anno di grazia: Record dell'ora, Milano-San Remo, Giro d'Italia) erano considerati "fenomeni eccezionali".
Adesso si continua a correre e vincere almeno fino ai 35 anni, ma quest'anno in gruppo c'era ancora gente come Garzelli, Vinokurov, Simoni etc. che sono più prossimi alla soglia dei 40 che dei 30...
Evidentemente il diverso modo di prepararsi, di integrare, di calcolare sforzi e allenamenti ha influito. E poi probabilmente la ricerca ha scoperto che dai 30 ai 40 anni, con l'adeguata cura, un'atleta "di fondo" (certo non un centometrista) ha ancora tanto da dare.
Negli amatori invece il discorso è molto diverso, lì contano di più la tenacia, la "convinzione" ed il tempo cui uno dedica allo sport. Dalle mie parti molti veterani (che fanno "la vita da ciclista") vanno più forte dei senior...