Pedalo da 10 anni, più di 110.000 km, da sempre con bici rim. Ho provato un paio di BDC con i dischi, non mi hanno soddisfatto, frenano anche troppo per lo stato delle nostre strade (polvere, sporco, dissesti). Sicuramente questione di abitudine e poca sensibilità da parte mia. Non passerò, quindi, ai dischi finchè non sarò costretto, anche perchè dovrei rinunciare a poter scambiare liberamente componenti tra i diversi "cancelli" che condividiamo in famiglia, aspetto non secondario. Quindi resterò sui rim, non necessariamente perchè li ritenga migliori dei dischi. Solo una cosa, però, non comprendo tra le argomentazioni dei sostenitori di questi ultimi: per quale motivo ai fini di un cicloamatore qualsiasi una bici un poco più pesante (a parità di spesa) dovrebbe essere ininfluente, e dovremmo preoccuparci di guadagnare qualche decimo di secondo in staccata in discesa. Non credo sia questione di sicurezza, in condizioni normali per i cicloamatori (credo sia diverso per i professionisti, ovviamente) il principale problema è lo sporco e la scarsa aderenza delle strade, piuttosto che la potenza frenante e migliore modulabilità sicuramente garantita dai dischi, a maggior ragione con il bagnato. Quindi, se piove o la strada e sporca, vado più piano e freno 50 metri prima, 100 se piove, ed asciugo le piste ogni tanto. Non sarà importante guadagnare 10 secondi in salita, figuriamoci perderne 2 in discesa. A parte questo, secondo me e per le mie esigenze faccio bene a tenermi i rim, finchè sarà possibile, e non vedo argomenti capaci di convincermi che, per me, sia più utile passare ai dischi. Fa altrettanto bene a comprare e tenersi i dischi chi ha esigenze, sensazioni e preferenze diverse.
