Probabilmente se la prende - a mio avviso giustamente, anche se è evidente che qualche pecca nell'organizzazione della FC ci sia - perché tu attribuisci, come già ti ho risposto sopra, all'organizzazione responsabilità che la medesima non può avere e problemi a cui non può porre rimedio, in primis quello dello stato delle strade. Certo, una discesa come quella del Sampeyre è più pericolosa di un'altra, ad esempio, come quella del Pordoi, perché è stretta, tortuosa e piena di buche. Ma, appurato che la sistemazione delle strade NON E' COMPITO DEL COMITATO ORGANIZZATIVO, bisogna prendere atto che le alternative sono solo due: o si fa passare la GF sulle strade che ci sono, così come sono, oppure non si fa la GF.
Secondo me, la colpa di un eventuale incidente in discesa alla Coppi non è né dell'organizzazione e nemmeno delle strade, ma semplicemente dell'incoscienza e della megalomania di chi vuole, a tutti i costi, giocare a fare il prò, scendendo come un pazzo proprio come se si trovasse sulla strada del Pordoi. Essere ciclista vuol dire anche documentarsi sull'itinerario che si va a percorrere ed adeguare il proprio comportamento alle condizioni della strada, del meteo ecc., proprio come quando si guida un'auto. Per conto mio, uno che va sul Fauniera, e poi si lamenta dello stato disastroso dell'asfalto in discesa, è uno che di ciclismo e di montagna non ha capito un caXXo e farebbe meglio a stare a casa a guardar la TV, oppure andare a correre in pista.
Anche altri aspetti, come la chiusura delle strade, dipendono solo in minima parte dall'organizzazione. E' il bello della democrazia a tutti i costi, il fatto che ogni sputacchio di paese possa dire la sua sul permesso di chiudere o non chiudere, in una regione dove, come già ho detto
poc'anzi, non si sa vedere più in là del proprio naso. La MDD è vista come una risorsa, perché laggiù la gente ha capito ed ampiamente dimostrato che il turismo, se coltivato, rende. La Coppi è vista come un inutile fastidio: ogni volta che mi capita di entrare in un esercizio commerciale o in una malga nelle valli cuneesi, sento la solita litanìa della montagna che si spopola e dei giovani che non vogliono restare perché non hanno lavoro... Ma se c'è qualche minima occasione per crearne, di lavoro, stai tranquillo che la si calpesta. A tal proposito, secondo me, il film "Il vento fa il suo giro" è emblematico.
Secondo me, questi sono alcuni esempi delle ragioni per cui Ivano, colpito personalmente, potrebbe essersi incaXXato. Ma lui ne trova di sicuro mille altre!!!
