Giro d'Italia 2015

gio81mi

Apprendista Passista
1 Dicembre 2009
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provincia di milano
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scott cr1
milano per l'arrivo del giro non caccia una lira e non ne vuole cacciare da diversi anni. L'unica discriminante del 2015 come ho detto potrebbe essere l'expo, altrimenti qui oltre a non dargli il milione non gli rifanno neppure le strade ( e il centro è tutto binari e pavè come si sa ).
Comunque già dagli ultimi anni in cui arrivavano a milano s'era capita la tendenza. Prima facevano tappa finale con premiazione sul palco allestito all'occasione con vista duomo. L'ultimo anno hanno fatto al premiazione sul furgoncino con vista sul mcdonalds, una roba che se pensi al podio del tour con l'arco di trionfo sullo sfondo ti viene veramente la mestizia addosso

nel 2015 torino è la capitale europea dello sport (mica caxxi )
 

Jello

Gregario
7 Ottobre 2013
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Trek Madone & Wilier 101SR
interessante il parere di chi ha seguito dall'interno il carrozzone

cmq a questo punto facciamo anche l'arrivo del giro sui campi elisi, sicuro i francesi apprezzerebbero

Ti assicuro: questi sono problemi concreti. Se hai occasione di sentire il parere di chi, come me, ha lavorato al Giro, sono sicuro al 100% che confermerà quanto ho scritto.
Ho mille aneddoti da raccontarti, e quasi nessuno che deponga a favore dell'organizzatore.
Ripeto: alcune cose sono possibili in Francia anche solo per una mera questione di budget. Con circa 150 milioni a disposizione ogni anno (grossomodo questo è quanto dispongono al Tour), puoi fare quello che ti passa per la testa. Al Giro ci si deve accontentare di molto meno, circa 30 milioni, e se non trovano nessuno in Italia che li paghi tanto, è giusto che prendano in considerazione di andare là dove li ricoprono d'oro e dove i tifosi si riversano sulle strade, come successo quest'anno in Irlanda.
E poi, se c'è una cosa, giusto una, che A.S.O. invidia a RCS Sport, è la possibilità di inserire alla vigilia dell'arrivo una tappa con salite come Mortirolo, Stelvio, Zoncolan... Vero che, arrivando a Roma la domenica, si potrebbe ipotizzare, ad esempio, per il sabato un arrivo a Campo Imperatore, ma non sarebbe la stessa cosa.
E comunque, riporto un'indiscrezione che è ancora da confermare allo stato attuale: il Giro d'Italia potrebbe partire ancora dall'Olanda nel 2016. Giusto per la cronaca, la trasferta olandese del 2010 è stata bellissima: tantissimo pubblico come non ne ho mai visto sulle strade italiane, gente disponibilissima e tifosi entusiasti di avere il Giro a casa loro.
 

kar38

Recordman
23 Ottobre 2010
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si grazie
Ti assicuro: questi sono problemi concreti. Se hai occasione di sentire il parere di chi, come me, ha lavorato al Giro, sono sicuro al 100% che confermerà quanto ho scritto.
Ho mille aneddoti da raccontarti, e quasi nessuno che deponga a favore dell'organizzatore.
Ripeto: alcune cose sono possibili in Francia anche solo per una mera questione di budget. Con circa 150 milioni a disposizione ogni anno (grossomodo questo è quanto dispongono al Tour), puoi fare quello che ti passa per la testa. Al Giro ci si deve accontentare di molto meno, circa 30 milioni, e se non trovano nessuno in Italia che li paghi tanto, è giusto che prendano in considerazione di andare là dove li ricoprono d'oro e dove i tifosi si riversano sulle strade, come successo quest'anno in Irlanda.
E poi, se c'è una cosa, giusto una, che A.S.O. invidia a RCS Sport, è la possibilità di inserire alla vigilia dell'arrivo una tappa con Mortirolo, Stelvio, Zoncolan: vero che, arrivando a Roma la domenica, si potrebbe ipotizzare, ad esempio, per il sabato un arrivo a Campo Imperatore, ma non sarebbe la stessa cosa.
E comunque, riporto un'indiscrezione che è ancora in ogni caso da confermare: il Giro d'Italia potrebbe partire ancora dall'Olanda anche nel 2016. Giusto per la cronaca, la trasferta olandese del 2010 è stata bellissima: tantissimo pubblico come non ne ho mai visto sulle strade italiane, gente disponibilissima e tifosi entusiasti di avere il Giro a casa loro.


ma ti credevo e infatti mi ha fatto piacere il parere di chi conosce meglio la situazione ..rispetto a noi che scriviamo senza saperla

quella di parigi era una battuta

per la partenza all'estero io sono favorevole specie se come quella dall' irlanda di quest'anno il giro è accolto molto bene e soprattutto molto meglio di certe tappe dove si vedono pochissimi tifosi sulla strada

quindi finkè si pare dove piace la bici, ben vengano le parteze all'estero
 

Jello

Gregario
7 Ottobre 2013
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Trek Madone & Wilier 101SR
per la partenza all'estero io sono favorevole specie se come quella dall' irlanda di quest'anno il giro è accolto molto bene e soprattutto molto meglio di certe tappe dove si vedono pochissimi tifosi sulla strada

Infatti, è un bene anche per il Giro.
Secondo me, non ha molto senso solo andare in Francia, non tanto per una questione di sciovinismo dei Francesi (che, al contrario, secondo me sono molto sportivi con chiunque), ma solo perché loro hanno già il Tour e giustamente, dal loro punto di vista, prediligono la corsa locale, che poi - è inutile nasconderselo - è la più importante. Magari, ancora ancora, se vuoi fare una tappa in Francia, la puoi fare a Nizza, come avvenne nel '98: tra Nizza e Montecarlo soprattutto, abita metà gruppo; e poi, i Nizzardi, per lo meno quelli purosangue, per ovvi motivi storici, guardano all'Italia sempre con molto affetto. A me piacerebbe vedere il Giro in Germania, magari a Monaco di Baviera, che è facilmente raggiungibile dall'Italia: secondo me, una partenza dal Monaco sarebbe un successo clamoroso.
 

bumba

Passista
25 Maggio 2010
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no
Il Tour certe cose le fa perché è il Tour, ma non si può pensare che si possa fare al Giro altrettanto: i Francesi hanno un budget 5 volte superiore a quello del Giro e si possono permettere di pagare squadre di operai perché lavorino su una sola tappa precisa. Al Giro questo è un lusso che non ci si può permettere.

Ecco il punto sta tutto lì: perchè il Tour ha un budget 5 volte superiore?
Perchè abbiam perso così tanto terreno da essere ormai così indietro rispetto ai francesi, quando negli anni 70 e ancora primi anni 80 non avevamo nulla da invidiare? Perchè (estendendo il discoro) le classiche italiane (Sanremo e Lombardia) sembrano sempre più il Giro della Parrocchia e quelle franco-belghe-olandesi sembrano più importanti dei Mondiali stessi?

Come si può colmare questo gap?

Questi sono solo alcuni dei quesiti che dei buoni gestori/manager di ciclismo italico dovrebbero quanto meno porsi...
 

Jello

Gregario
7 Ottobre 2013
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Ecco il punto sta tutto lì: perchè il Tour ha un budget 5 volte superiore?
Perchè abbiam perso così tanto terreno da essere ormai così indietro rispetto ai francesi, quando negli anni 70 e ancora primi anni 80 non avevamo nulla da invidiare? Perchè (estendendo il discoro) le classiche italiane (Sanremo e Lombardia) sembrano sempre più il Giro della Parrocchia e quelle franco-belghe-olandesi sembrano più importanti dei Mondiali stessi?

Come si può colmare questo gap?

Questi sono solo alcuni dei quesiti che dei buoni gestori/manager di ciclismo italico dovrebbero quanto meno porsi...

Non sai quante volte me la sono posta anche io, questa domanda, dopo aver visto più di una tappa del Tour dal vivo.
A saperci rispondere, saremmo in grado di risolvere la metà dei problemi di questo paese.
Comunque, secondo me, è in primis una questione di cultura.
Conosco abbastanza bene i Francesi, li apprezzo molto; il che non significa necessariamente che li ritenga più bravi degli Italiani. Ma riconosco loro una qualità che noi Italiani non abbiamo: sanno valorizzare al meglio tutto quello che hanno, che per inciso è anche tanto.
Noi diamo troppe cose per scontate: continuiamo a gloriarci delle nostre splendide città, del nostro clima, dei nostri paesaggi, ma ormai ci siamo dimenticati che tutto questo deve essere tutelato, valorizzato, migliorato. Ci siamo seduti sugli allori, e abbiamo trascurato il nostro patrimonio, anche quello sportivo, costituito dal Giro.
Così, mentre tra gli anni '70 e gli anni '80 i Francesi hanno capito che dovevano far crescere il Tour, perché diventasse la corsa numero uno in un ciclismo sempre più mondializzato, in cui iniziavano a farsi vedere Americani, Australiani e Canadesi, noi, facendo seguito alla nostra ancestrale abitudine di dividerci in guelfi e ghibellini, ci occupavamo solo della rivalità Moser-Saronni.
Mentre gli altri crescevano, noi rimanevamo al palo, e manco ci accorgevamo di quello che succedeva attorno a noi. Così, negli anni '90, un bel giorno ci siamo svegliati e ci siamo accorti che il Tour era diventato qualcosa d'altro rispetto al Giro. Troppo tardi.
Negli ultimi anni, il Giro, secondo me, non ha fatto altro che rincorrere il Tour, cercando continuamente salite impervie, spesso poco più che mulattiere, ed arrivi improbabili, al solo scopo di distinguersi dalla Grande Boucle. Il che non è sempre un male, quando si tratta di valorizzare quello che di buono si ha: ma bisognerebbe puntare anche sulla tradizione, senza snaturare la corsa con arrivi dalla logistica impossibile, che stressano, non solo gli addetti ai lavori, ma pure i corridori. Anche loro badano a certe cose. E se gli si continua a proporre percorsi iper-impegnativi, magari anche un po' pericolosi, e con trasferimenti stressanti, ci credo che finiscano col disertare il Giro, già più povero economicamente rispetto al Tour, o ad abbandonarlo dopo pochi giorni di corsa.
 
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michele-poggiana

Pedivella
1 Maggio 2013
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treviso provincia
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battaglin c12 , ralfier ultegra di2
il tour poi è in un periodo migliore dell'anno
sia per il tempo(a parte quest'anno),niente tappe annullate ne riprese che non ci sono
sia perche c'è gente in ferie o che va a fare la scampagnata
sia perche non ci sono in europa sport in quel periodo
 

kar38

Recordman
23 Ottobre 2010
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Ecco il punto sta tutto lì: perchè il Tour ha un budget 5 volte superiore?
Perchè abbiam perso così tanto terreno da essere ormai così indietro rispetto ai francesi, quando negli anni 70 e ancora primi anni 80 non avevamo nulla da invidiare? Perchè (estendendo il discoro) le classiche italiane (Sanremo e Lombardia) sembrano sempre più il Giro della Parrocchia e quelle franco-belghe-olandesi sembrano più importanti dei Mondiali stessi?

Come si può colmare questo gap?

Questi sono solo alcuni dei quesiti che dei buoni gestori/manager di ciclismo italico dovrebbero quanto meno porsi...


moser disse che negli anni 70-80 il livello era uguale e i forti correvano tutto l'anno dalle classiche al mondiale poi essendo per la maggior parte italiani sponsor e squadre quindi volevano i big al giro

ovviamente il tour manteneva il suo blasone, man mano che c'erano sempre meno sponsor italiani le squadre estere conoscevano sempre più il tour e quindi sponsor e fondi si sono dirottati la, anche xkè i francesi sono stati bravi a vedersi mentre gli italiani come al solito si sono sentiti superiori e sono finiti per cantarsela da soli

anche se mi pare che man mano stia risalendo il giro
 

kar38

Recordman
23 Ottobre 2010
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si grazie
. Magari, ancora ancora, se vuoi fare una tappa in Francia, la puoi fare a Nizza, come avvenne nel '98: tra Nizza e Montecarlo soprattutto, abita metà gruppo; e poi, i Nizzardi, per lo meno quelli purosangue, per ovvi motivi storici, guardano all'Italia sempre con molto affetto.


ci sono stato un mesetto fa a nizza e in effetti diversi negozianti parlano italiano tranquillamente, anche se è incredibilmente multietnica nizza,tanto che nei supermercato c'erano le propozioni per il ramadam,cosa che almeno in campania non avevo mai visto

una partenza in germania non sarebbe affatto male, anche xkè in germania la comunità italiana è vastissima

ripeto finkè si parte dove viene apprezzato va bene, ma un amico che segue da prima di me dice che ad esempio nel 96 da atene fu piuttosto desolante come affetto del pubblico
 

Jello

Gregario
7 Ottobre 2013
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ci sono stato un mesetto fa a nizza e in effetti diversi negozianti parlano italiano tranquillamente, anche se è incredibilmente multietnica nizza,tanto che nei supermercato c'erano le propozioni per il ramadam,cosa che almeno in campania non avevo mai visto

una partenza in germania non sarebbe affatto male, anche xkè in germania la comunità italiana è vastissima

ripeto finkè si parte dove viene apprezzato va bene, ma un amico che segue da prima di me dice che ad esempio nel 96 da atene fu piuttosto desolante come affetto del pubblico

Nizza è una città molto particolare. Come tutte le grosse città francesi (Nizza è la quinta città più popolosa di Francia), vi è una folta comunità di origine magrebina ed africana, di religione islamica.
Tuttavia, Nizza è appartenuta sino al 1860 al regno sabaudo. Ricordo che il nizzardo più famoso di sempre era un tale Garibaldi Giuseppe, che soleva dire "Nizza è francese come io sono tartaro".
In effetti, ho conosciuto Nizzardi a cui pareva di fare un dispetto a parlargli in francese. Probabilmente, chi è nizzardo di famiglia, e che in quanto tale porta un cognome italiano, avrebbe piacere nel vedere la propria città ospitare il Giro, e non solo il Tour.
Tra l'altro, il sindaco della città, Estrosi, vorrebbe portare il mondiale a Nizza nel 2018. Magari, potrebbero presto esserci le condizioni anche per una tappa del Giro.
 

Jello

Gregario
7 Ottobre 2013
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Trek Madone & Wilier 101SR
per me è una questione di mentalità, roma non ha la mentalità della bici

A mio avviso, hai ragione.
Certo, i Fori Imperiali sono scenografici come manco gli Champs Elisées a Parigi, ma meglio arrivare piuttosto in borgo sperduto in cui la gente fa festa per la corsa che in un posto obiettivamente magnifico ma dove la gente preferisce altro.
Come ho scritto più sotto, mi ricordo dell'arrivo a Roma al Giro 2009: ok che Menchov non è uno che scalda i cuori, però ricordo una certa apatia, per non dire fastidio, da parte dei Romani nei confronti della corsa.
D'altronde, credo che già il Giro del Lazio, ops, la Roma Maxima possa essere considerato come un test attendibile.
 

dinute

Maglia Iridata
13 Maggio 2009
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Udine
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RCS ha debiti vertiginosi, hanno trasferito a RCS sport 7 milioni per garantire l'organizzazione di Giro, Tirreno, Lombardia, Sanremo e le altre gare RCS. Il gruppo RCS ha avuto solo nel primo trimetre 2014 44 milioni di perdite... l'azienda è in condizioni finanziare pessime e questo pesa naturalmente anche nell'organizzazione del giro.

Non so nel lungo periodo quanto potrà andare avanti in queste condizioni ma, essendo quotata in borsa, prima o poi qualche passaggio di controllo azionario accadrà.
Dei vari rami aziendali comunque l'organizzazione delle corse ciclistiche è uno dei pochi col saldo in positivo (al netto dell'ammanco milionario di qualche anno fa).