Rubens però non consideri alcune cose nella tua argomentazione:
Lui mangia almeno 3 ore prima della partenza, quindi la digestione è cosa avvenuta. Sul fatto che non utilizzi tale scorta energetica in gara, è tutto da dimostrare. In primis per l'alta percentuale di zuccheri a rapida-media assimilazione (cereali, miele, marmellata, frutta secca 30min. prima della partenza), che non hanno bisogno dei tempi lunghi, ad esempio come la pasta, per essere assimilati. Secondo perché le gare che fa non durano mai 2-3 ore, non sono medio fondo, sono i lunghi che vanno oltre le 5 e spesso sulle 6 ore, con molto dislivello, ad un ritmo poi che il consumo energetico è molto alto. Quindi dubito che tali scorte possano servire prevalentemente a tamponare il dopo gara, non è solo zavorra che si sta portando dietro.
E' vero che è una colazione che soddisfa parecchio il palato, ma penso che Gabriele non l'abbia pensata solo in maniera edonistica, leggendola mi sembra di aver chiare certe scelte (50 gr. di parmigiano + latte: quindi apporto proteico). Quindi milele, marmellata (zuccheri medio-veloci), cereali integrali e fette biscottate (zuccheri lenti) queste ultime più digeribili ad esempio dei panini perché esenti dal processo di lievitazione, e migliori della brioche che contiene troppi zuccheri semplici e tanti grassi, e che può risultare di difficile digestione. Poi ci sono gli stimolanti: una moka di caffè (caffeina, stimolante molto usata dagli sportivi) + una fialetta di guaranà. E un brucia grassi, o meglio un convertitore di grassi in energia, la carnitina che è l'unica cosa che ritengo superflua. Ma tutto il resto ci sta, ci sono le proteine, ci sono gli zuccheri a rapida assimilazione (troppi a mio avviso), e quelli a lunga, il tutto commisurato al fatto che non sta andando a fare una scampagnata, ma sta per fare una gara molto impegnativa nelle posizioni di testa, quindi lui, anche se va più forte di noi, fa la stessa fatica nostra e forse di più visto che se vuole portare a casa un risultato deve avere lo stimolo a non mollare mai. Noi che siamo in altre posizioni ad un certo punto possiamo anche tirare i remi in barca, come si dice.
Ovvio che Senna abbia come obiettivo personale quello di migliorarsi, ma proprio perché è ad alti livelli, spesso cambiare qualcosa comporta mettersi molto in gioco: in soldoni se cambia alimentazione e poi le cose non vanno e la gamba non gira, rischia non solo di buttare alle ortiche una gara, ma un'intera stagione (perché le prove non si fanno per una settimana soltanto, bisogna pianificare il cambiamento nei mesi); altrettanto ovvio che se lo facciamo noi che non abbiamo nulla da perdere, in confronto, possiamo avere soltanto dei vantaggi, perché quello che perderemo in confronto sarà irrisorio. Quindi massimo rispetto per le scelte altrui che coinvolgono anche una sfera emotiva sulla quale è difficile esprimere opinioni.