La Rai e il Giro (commenti, critiche...)

Danvlo

Pignone
28 Febbraio 2021
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tarmac
Non esiste una squadra di sostenere 7/8 ore di diretta (a parte che le tappe al massimo ne durano 6), in nessuna televisione. I tempi del ciclismo sono troppo diluiti e alla lunga anche il miglior telecronista finirebbe a raccontare episodi della sua infanzia di quando iniziava ad andare in bici.
6 o 7 cambia poco . Se ti informi mi bene oltre alle tappa c'è un prima alla partenza poi la tappa e poi processo . Se guardi ancora meglio ti accorgerai che chi trasmette queste dirette sono canali tematici quindi chi guarda e al limite si abbona VUOLE quel contenuto ,euro sport o rai sport per poi passare su rai 2 quando si arriva al culmine della tappa. Se uno è telecronista non mi aspetto che canti o balli per intrattenere, gli si potrebbe abbinare vicino persone che lo aiutano o ospiti a giro
 

motogpdesmo16

via col vento
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Trek Madone 4.7
Tornando sul processo alla tappa, è un altro programma che tengono in vita artificialmente in quanto è davvero decaduto tantissimo: non si vede più alcun ciclista che non sia qualcuno di quelli che ha obblighi dettati dalla tappa (vincitore/maglia), ds che parlano con il contagocce. Saranno le squadre sempre più restie a lasciarli andare?
Poi minuti e minuti a parlare di quel che sarà la tappa del giorno dopo ed a fare il moviolone di quel che è accaduto in quella odierna.
Ok, mi direte che posso cambiare canale o spegnere la televisione se non mi piace, vero anche questo, ma forse è solo un po' di nostalgia per i ricchissimi parterre delle edizioni del processo durante il giro anni 90 e 2000.
Oggi c'erano Garzelli, Cassani, Conti...
 

lechuzo2008

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colnago
comunque Wladimir Belli è molto sottovalutato come commentatore. Gli tocca fare da spalla al duo Magrini/Gregorio, e il ruolo da una parte ci sta ed è anche divertente, ma sicuramente un pò "svilente" per la sua figura.
Per la sua competenza, per la precisione dei suoi interventi, per la capacità di non essere mai noioso anzi al contrario di riuscire ad attirare l'attenzione del telespettatore con discorsi "sempre" inerenti al ciclismo , alla corsa, alla meccanica, al nutrizionismo, al modo di stare in sella, alle nuove tecnologie, ai tempi di riferimento in salita ecc ecc, lo vedrei molto bene nel ruolo di conduttore principale!
chissà , magari la rai potrebbe farci un pensierino....
 

bradipus

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qualunquemente
...
Ma piegare uno sport antico e nobile a miope esigenze televisive lo ritengo inaccettabile.
Sarebbe come entrare a Notre Dame indossando sandali, camicia hawaiana e bevendo la nota bevanda energetica con il toro.
Un po' di delicatezza. Cribbio.
Che ci piaccia o meno, dobbiamo arrenderci all'evidenza che tutto lo sport professionistico vive grazie ai media.
E questo vale soprattutto il nostro sport, dove non si paga quasi mai il biglietto, dove gli sponsor sganciano i quattrini solo perché il loro marchio passi in tv, tramite le divise degli atleti, e dove l'organizzazione delle gare più importanti è possibile solo grazie ai diritti televisivi.
E non è che nei 'bei tempi andati' fosse diverso: Binda nel 1930 fu pagato per rimanere a casa perché altrimenti il Giro avrebbe avuto meno interesse, e la Gazzetta avrebbe venduto meno copie.
Può non essere di nostro gradimento, ma la realtà è questa, e con questa dobbiamo confrontarci.
 

albertissimo

Passista
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Che ci piaccia o meno, dobbiamo arrenderci all'evidenza che tutto lo sport professionistico vive grazie ai media.
E questo vale soprattutto il nostro sport, dove non si paga quasi mai il biglietto, dove gli sponsor sganciano i quattrini solo perché il loro marchio passi in tv, tramite le divise degli atleti, e dove l'organizzazione delle gare più importanti è possibile solo grazie ai diritti televisivi.
E non è che nei 'bei tempi andati' fosse diverso: Binda nel 1930 fu pagato per rimanere a casa perché altrimenti il Giro avrebbe avuto meno interesse, e la Gazzetta avrebbe venduto meno copie.
Può non essere di nostro gradimento, ma la realtà è questa, e con questa dobbiamo confrontarci.
L'errore che si rischia di fare è quello di credere che la modernità (o presunta tale) applicata ad uno sport antico e legato alle tradizioni porti senza dubbio a dei benefici in termini di spettacolo e di attrattiva degli sponsor.
Personalmente credo sia esattamente il contrario.
Sinceramente prenderei queste proposte di Fabretti (o chi per lui) per quello che valgono.
Ovvero poco o niente.
 

bradipus

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qualunquemente
L'errore che si rischia di fare è quello di credere che la modernità (o presunta tale) applicata ad uno sport antico e legato alle tradizioni porti senza dubbio a dei benefici in termini di spettacolo e di attrattiva degli sponsor.
Personalmente credo sia esattamente il contrario.
Sinceramente prenderei queste proposte di Fabretti (o chi per lui) per quello che valgono.
Ovvero poco o niente.
Quanto il ciclismo sia cambiato nel corso del tempo l'ha già spiegato @Ser pecora qualche post fa, e non voglio certo ripetere quanto da lui ben descritto; quello che volevo dire è che lo sport professionistico non può prescindere dall'interesse dei media, senza il quale chiuderebbe domani.
Quello che ha detto Fabretti può essere condivisibile o meno, ma è innegabile che abbia sollevato un problema reale: se tra qualche anno il Giro dovesse avere, nelle sue dirette di cinque ore, uno share del 2%, non credo ci sarebbe nessun direttore di televisione generalista (non solo la Rai) che sgancerebbe un quattrino per portarla nei propri palinsesti.
Non è questione di 'modernità' o meno, ma di sostenibilità del modello di business (perché di business si tratta, che ci piaccia o no, come per tutto il resto dello sport professionistico).
 

bicilook

Ammiraglia
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Quanto il ciclismo sia cambiato nel corso del tempo l'ha già spiegato @Ser pecora qualche post fa, e non voglio certo ripetere quanto da lui ben descritto; quello che volevo dire è che lo sport professionistico non può prescindere dall'interesse dei media, senza il quale chiuderebbe domani.
Quello che ha detto Fabretti può essere condivisibile o meno, ma è innegabile che abbia sollevato un problema reale: se tra qualche anno il Giro dovesse avere, nelle sue dirette di cinque ore, uno share del 2%, non credo ci sarebbe nessun direttore di televisione generalista (non solo la Rai) che sgancerebbe un quattrino per portarla nei propri palinsesti.
Non è questione di 'modernità' o meno, ma di sostenibilità del modello di business (perché di business si tratta, che ci piaccia o no, come per tutto il resto dello sport professionistico).
Si però c'è anche da dire che uno ormai con i media attuali il ciclismo se lo guarda all'ora che vuole e dove vuole ..quando lo trasmetteva solo la rai,o ti vedevi la diretta o ti armavi di videoregistratore per cui è normale che calino gli ascolti.
 
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fulvosam

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corte o lunghe può cambiare qualcosa, ma c'è da capire che la gente lavora nel pomeriggio, a parte una parte che è in pensione o fa il primo turno, chi può permettersi di guardare la tappa in settimana? Il ciclismo si corre di giorno e di giorno si lavora, quindi lo share non sarà mai a livelli degli sport serali
 

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corte o lunghe può cambiare qualcosa, ma c'è da capire che la gente lavora nel pomeriggio, a parte una parte che è in pensione o fa il primo turno, chi può permettersi di guardare la tappa in settimana? Il ciclismo si corre di giorno e di giorno si lavora, quindi lo share non sarà mai a livelli degli sport serali
Lo Share equivale alla percentuale degli spettatori che sono davanti al video in quel momento..
 

lechuzo2008

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Si però c'è anche da dire che uno ormai con i media attuali il ciclismo se lo guarda all'ora che vuole e dove vuole ..quando lo trasmetteva solo la rai,o ti vedevi la diretta o ti armavi di videoregistratore per cui è normale che calino gli ascolti.
giustamente anche coloro che guardano la tappa la sera causa lavoro su raiplay vengono conteggiati nello share
corte o lunghe può cambiare qualcosa, ma c'è da capire che la gente lavora nel pomeriggio, a parte una parte che è in pensione o fa il primo turno, chi può permettersi di guardare la tappa in settimana? Il ciclismo si corre di giorno e di giorno si lavora, quindi lo share non sarà mai a livelli degli sport serali

se Remco fosse di nazionalità italiana farebbe lo share della finale di champions ogni giorno!
 
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albertissimo

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Quanto il ciclismo sia cambiato nel corso del tempo l'ha già spiegato @Ser pecora qualche post fa, e non voglio certo ripetere quanto da lui ben descritto; quello che volevo dire è che lo sport professionistico non può prescindere dall'interesse dei media, senza il quale chiuderebbe domani.
Quello che ha detto Fabretti può essere condivisibile o meno, ma è innegabile che abbia sollevato un problema reale: se tra qualche anno il Giro dovesse avere, nelle sue dirette di cinque ore, uno share del 2%, non credo ci sarebbe nessun direttore di televisione generalista (non solo la Rai) che sgancerebbe un quattrino per portarla nei propri palinsesti.
Non è questione di 'modernità' o meno, ma di sostenibilità del modello di business (perché di business si tratta, che ci piaccia o no, come per tutto il resto dello sport professionistico).
Comprendo.
Ma allora se il problema è lo share si ritornasse (personalmente non lo spero) alla diretta delle ultime 2 ore.
Sai che botto di share (sono ironico).
Ma snaturare il ciclismo che è uno sport di resistenza e stravolgere il senso di un Giro d'Italia sia con riferimento alla promozione del territorio e della performance sulle 3 settimane, accorciando le tappe a 120 km, ritengo sia un'inaccettabile tentativo di rincorrere il business.
Cerchiamo delle soluzioni ma senza sentire proposte sinceramente inascoltabili.
Molti anni fa dissi alla mia cara zia: "Inizia il Giro la settimana prossima".
"Vai anche Tu?" mi chiese con tenera innocenza.
A questo punto con tappe da 120 km (vedi proposta di Fabretti giustamente dileggiata da Mauro Vegni) quasi quasi mi iscrivo anche io bella cumpa :ola:
 

bonny92

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Franciacorta, oddio un pò più in giù!
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...corte o lunghe può cambiare qualcosa, ma c'è da capire che la gente lavora nel pomeriggio, a parte una parte che è in pensione o fa il primo turno, chi può permettersi di guardare la tappa in settimana?...
Allora siamo apposto per l'incremento di share nei prossimi anni :mrgreen: