La Taverna dei "bianchisti"!! (parte 10)

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papalla

Novellino
7 Settembre 2008
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Bianchi
Lo faro', lo faro' anche perche' non mi darebbe nessun problema, anzi, ultimamente mi sono abituato molto alla presa bassa e quanto pedalo in presa alta mi sento alto.
Non so neanche io perche' non ne ho ancora tolto un paio, forse per pura briga e perche' mi piace ancora meno vedere il tubo che sporge sopra rispetto a tanti spessori sotto.
Oggi c' e' brutto, tanto per cambiare, le strade sono ancora innevate o bagnatissime e magari mi cimento...

pure qui tempaccio

ora non nevica per cui è pure freddo
e nel pomeriggio ricomincia

vai vai, seghetto, nastro di carta, mascherina e via!!!
330px-Chirurgo_con_motosega.jpg
 

papalla

Novellino
7 Settembre 2008
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Bianchi
ora credo di aver capito cosa intendevi dire tu dici che se con Sempre ti trovi bene con il dislivello sella tubo sterzo sei apposto se invece x star "comodo" devi aggiungere spessori al tubo sterzo allora ti conviene optare x la infinito per un fattore anche meccanico perchè il cuscinetto è sottoposto ad una maggiore solle citazione laterale con le conseguenze che ne conporta,vibrazioni ecc.. imparata una di nuova.ecco vedi quando ho comperato la bici io stè cose non le sapevo!!nella mia dalla foto riesci a capire se ci sono spessori?

yess

tu ad esempio hai il manubrio e i comandi montati "bene"
o meglio, a me non piacciono i comandi alti o i manubri montati troppo in salita per avvicinare le leve e riuscire a tenere la presa bassa senza abbassarsi ;)

capisco la comodità, ma allora meglio usare altri telai che permettono di montare tutto più alto e più vicino
questo i venditori dovrebbero consigliarlo, a meno di pensare che col tempo il cliente potrà abbassarsi, sistemare le leve ecc. cosa tipica per chi si avvicina alla bici e quindi piano piano acquisterà abitudine, tono muscolare, flessibilità ecc.


dalla foto mi sembra che ne hai 3 per un tot. di 2.5 cm ma non si vede benissimo

contali o manda una foto col dettaglio della zona sterzo
 

Sobber

Pedivella
13 Gennaio 2009
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pochissime
Continuo a leggere in Taverna, tutte le volte che la Infinito viene usata come termine di paragone, che è da preferire rispetto agli altri modelli della gamma per una maggiore 'comodità' che offre quel tubo di sterzo più alto riducendo il problema del dislivello sella-manubrio e per i vantaggi estetici che ne derivano in termini di spessori sotto all’attacco che quindi si possono eliminare.
Da parte mia ho detto varie volte che proprio quello è il particolare da tenere in minore considerazione quando si parla di questo ricercato e felice progetto di casa Bianchi.

Il progetto Infinito infatti è il frutto di sofisticati studi della più avanzata ingegneria, che dopo 4 anni dal suo ingresso sul mercato è cambiato solo nella grafica per qualche baffo di colore che è passato da sopra a sotto, da più chiaro a meno scuro e via di questo passo.
[FONT=&quot]I progettisti trovatisi di fronte alla esigenza di realizzare un mezzo in grado di garantire velocità in salita, in pianura, in discesa e su ogni tipo di terreno e considerando che le competizioni hanno una durata che può raggiungere senza troppo meravigliarsi le 4-5 ore hanno dovuto ricercare quelle caratteristiche che sono la leggerezza, resistenza alle sollecitazioni statiche e dinamiche, comfort, reattività, rigidezza nel piano trasversale ed elasticità nel piano longitudinale, affidabilità, guidabilità e.. bellezza estetica!

La discesa in sella per es. è una grossa componente da valutare bene al momento dell'acquisto, ma non ci si deve limitare unicamente alle misure del telaio e dell'attacco, bisogna tener conto di angoli e geometrie, avancorsa e interasse poichè un particolare tipo di telaio può esaltare le qualità e possibilità di chi ci pedala sopra ma anche limitarne drasticamente il c.d. stato di grazia. Avere la corretta distribuzione dei pesi del corpo tra avantreno e retrotreno comporta una tangibile differenza di guida e di resa in discesa e comunque alle alte velocità. Oltre all'atteggiamento del ciclista in questo senso, è la lunghezza del carro posteriore che è fondamentale per ciò che concerne la stabilità posteriore della bicicletta, specie in curva e in discesa. Va da sé che un carro posteriore non troppo corto (anche se gli scarti sono nell’ordine delle frazioni dei millimetri) migliori decisamente questa caratteristica in quanto permette uno spazio maggiore su cui distribuire le sollecitazioni delle eventuali piegate e scodate in curva, allo stesso tempo, però, va considerato che un carro posteriore il più corto possibile consente una minore dispersione di energia, se il carro è di misura ridotta per la prontezza e l’efficacia delle progressioni e degli scatti, le prestazioni saranno determinanti sotto quest'altro aspetto. La Infinito ha una lunghezza del carro frutto di uno studio particolarissimo, la Sempre e addirittura la Oltre sotto questo aspetto, difficile a credersi, sono meno ricercate.

La Infinito dunque vanta uno studio maniacale delle geometrie. Intervenendo sull’angolo dell’inclinazione del piantone centrale rispetto all’orizzontale per es. si è modificato il comfort e la guidabilità, intervenendo sull’inclinazione dell’avantreno si è ulteriormente ottimizzata la stabilità in discesa e quindi la facilità di guida. Un telaio con angoli più accentuati viene solitamente considerato meno scomodo perché permette una maggiore distribuzione delle vibrazioni (che quindi si ripercuotono meno sul ciclista), gli speciali inserti in materiali smorzanti fanno il resto. Inoltre la pedalata più "da dietro" rispetto al movimento centrale chiama in causa più gruppi muscolari delle gambe permettendo una pedalata di maggiore potenza. Un angolo più accentuato (che sposta il peso del ciclista verso la ruota posteriore) offre maggiore stabilità in discesa ma non ha i vantaggi di un telaio più "in piedi" (così viene definita una struttura con angolo piantone più dritto) di avere il bacino più vicino alla verticale del movimento e quindi di poter esercitare più forza in fase di spinta. Capiamo dunque quanto fondamentale sia l'importanza di adottare quella particolare misura che riesce a non penalizzare nessun aspetto.

Dal particolare angolo di sterzo poi dipende l'incidenza della forcella sulla ruota anteriore. Anche in questo caso non c'è una misura migliore di un'altra ma con un o studio espressamente dedicato al comportamento della ruota anteriore si è potuti arrivare al miglior risultato in vista di quelle caratteristiche che si desiderava ottenere dall'avantreno della Infinito.
C2C è una sigla abbastanza chiara, capire come un telaio di questa categoria possa allo stesso tempo garantire rigidità accelerazioni e scatti al pari delle migliori specialissime sul mercato è molto più complicato.

In qualche occasione già ho descritto i punti di forza del progetto Infinito, potrei ora descrivere l'imponente studio nella ricerca della lunghezza specifica per i foderi bassi e la distanza tra essi, la distanza del mozzo della ruota anteriore dalla scatola del movimento, lo studio mirato dell'avancorsa e di una particolare forcella che non ho ancora citato, ma non vi annoierò, vi dirò solamente che ci sono davvero 2cm in più nel tubo di sterzo! o-o

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Sdrex

Apprendista Velocista
17 Ottobre 2012
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Vetta Focosa!
Continuo a leggere in Taverna, tutte le volte che la Infinito viene usata come termine di paragone, che è da preferire rispetto agli altri modelli della gamma per una maggiore 'comodità' che offre quel tubo di sterzo più alto riducendo il problema del dislivello sella-manubrio e per i vantaggi estetici che ne derivano in termini di spessori sotto all’attacco che quindi si possono eliminare.
Da parte mia ho detto varie volte che proprio quello è il particolare da tenere in minore considerazione quando si parla di questo ricercato e felice progetto di casa Bianchi.

Il progetto Infinito infatti è il frutto di sofisticati studi della più avanzata ingegneria, che dopo 4 anni dal suo ingresso sul mercato è cambiato solo nella grafica per qualche baffo di colore che è passato da sopra a sotto, da più chiaro a meno scuro e via di questo passo.
[FONT=&quot]I progettisti trovatisi di fronte alla esigenza di realizzare un mezzo in grado di garantire velocità in salita, in pianura, in discesa e su ogni tipo di terreno e considerando che le competizioni hanno una durata che può raggiungere senza troppo meravigliarsi le 4-5 ore hanno dovuto ricercare quelle caratteristiche che sono la leggerezza, resistenza alle sollecitazioni statiche e dinamiche, comfort, reattività, rigidezza nel piano trasversale ed elasticità nel piano longitudinale, affidabilità, guidabilità e.. bellezza estetica!

La discesa in sella per es. è una grossa componente da valutare bene al momento dell'acquisto, ma non ci si deve limitare unicamente alle misure del telaio e dell'attacco, bisogna tener conto di angoli e geometrie, avancorsa e interasse poichè un particolare tipo di telaio può esaltare le qualità e possibilità di chi ci pedala sopra ma anche limitarne drasticamente il c.d. stato di grazia. Avere la corretta distribuzione dei pesi del corpo tra avantreno e retrotreno comporta una tangibile differenza di guida e di resa in discesa e comunque alle alte velocità. Oltre all'atteggiamento del ciclista in questo senso, è la lunghezza del carro posteriore che è fondamentale per ciò che concerne la stabilità posteriore della bicicletta, specie in curva e in discesa. Va da sé che un carro posteriore non troppo corto (anche se gli scarti sono nell’ordine delle frazioni dei millimetri) migliori decisamente questa caratteristica in quanto permette uno spazio maggiore su cui distribuire le sollecitazioni delle eventuali piegate e scodate in curva, allo stesso tempo, però, va considerato che un carro posteriore il più corto possibile consente una minore dispersione di energia, se il carro è di misura ridotta per la prontezza e l’efficacia delle progressioni e degli scatti, le prestazioni saranno determinanti sotto quest'altro aspetto. La Infinito ha una lunghezza del carro frutto di uno studio particolarissimo, la Sempre e addirittura la Oltre sotto questo aspetto, difficile a credersi, sono meno ricercate.

La Infinito dunque vanta uno studio maniacale delle geometrie. Intervenendo sull’angolo dell’inclinazione del piantone centrale rispetto all’orizzontale per es. si è modificato il comfort e la guidabilità, intervenendo sull’inclinazione dell’avantreno si è ulteriormente ottimizzata la stabilità in discesa e quindi la facilità di guida. Un telaio con angoli più accentuati viene solitamente considerato meno scomodo perché permette una maggiore distribuzione delle vibrazioni (che quindi si ripercuotono meno sul ciclista), gli speciali inserti in materiali smorzanti fanno il resto. Inoltre la pedalata più "da dietro" rispetto al movimento centrale chiama in causa più gruppi muscolari delle gambe permettendo una pedalata di maggiore potenza. Un angolo più accentuato (che sposta il peso del ciclista verso la ruota posteriore) offre maggiore stabilità in discesa ma non ha i vantaggi di un telaio più "in piedi" (così viene definita una struttura con angolo piantone più dritto) di avere il bacino più vicino alla verticale del movimento e quindi di poter esercitare più forza in fase di spinta. Capiamo dunque quanto fondamentale sia l'importanza di adottare quella particolare misura che riesce a non penalizzare nessun aspetto.

Dal particolare angolo di sterzo poi dipende l'incidenza della forcella sulla ruota anteriore. Anche in questo caso non c'è una misura migliore di un'altra ma con un o studio espressamente dedicato al comportamento della ruota anteriore si è potuti arrivare al miglior risultato in vista di quelle caratteristiche che si desiderava ottenere dall'avantreno della Infinito.
C2C è una sigla abbastanza chiara, capire come un telaio di questa categoria possa allo stesso tempo garantire rigidità accelerazioni e scatti al pari delle migliori specialissime sul mercato è molto più complicato.

In qualche occasione già ho descritto i punti di forza del progetto Infinito, potrei ora descrivere l'imponente studio nella ricerca della lunghezza specifica per i foderi bassi e la distanza tra essi, la distanza del mozzo della ruota anteriore dalla scatola del movimento, lo studio mirato dell'avancorsa e di una particolare forcella che non ho ancora citato, ma non vi annoierò, vi dirò solamente che ci sono davvero 2cm in più nel tubo di sterzo! o-o

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questo post equivale ad una trombata! o-o grazie grazie grazie, purtroppo non ci sono più aggettivi per definirti... inizierò a spedirti doni a casa per i tuoi interventi :mrgreen::mrgreen: c'è rimasto solo quello da fare.... o-o
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luciano_c

Novellino
5 Ottobre 2010
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prov To
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bianchi
Grazie a tutti,
poco per volta comincio a capirci qualcosa di più; ora posto le foto, se riesco, della mia bicicletta e del particolare degli spessori del manubrio.
Sono parecchi vero? e per quello che l'ho sempre trovata comoda
ma come avevo già detto non ho mai avuto nessuna possibilità di confronto perchè è stata l'unica che ho usato.
ciao a tutti
 

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frafra14

Pignone
3 Dicembre 2012
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Carraro d'ambiez 915 alu carbon / Bianchi Mega Pro Campagnolo veloce
Continuo a leggere in Taverna, tutte le volte che la Infinito viene usata come termine di paragone, che è da preferire rispetto agli altri modelli della gamma per una maggiore 'comodità' che offre quel tubo di sterzo più alto riducendo il problema del dislivello sella-manubrio e per i vantaggi estetici che ne derivano in termini di spessori sotto all’attacco che quindi si possono eliminare.
Da parte mia ho detto varie volte che proprio quello è il particolare da tenere in minore considerazione quando si parla di questo ricercato e felice progetto di casa Bianchi.

Il progetto Infinito infatti è il frutto di sofisticati studi della più avanzata ingegneria, che dopo 4 anni dal suo ingresso sul mercato è cambiato solo nella grafica per qualche baffo di colore che è passato da sopra a sotto, da più chiaro a meno scuro e via di questo passo.
[FONT=&quot]I progettisti trovatisi di fronte alla esigenza di realizzare un mezzo in grado di garantire velocità in salita, in pianura, in discesa e su ogni tipo di terreno e considerando che le competizioni hanno una durata che può raggiungere senza troppo meravigliarsi le 4-5 ore hanno dovuto ricercare quelle caratteristiche che sono la leggerezza, resistenza alle sollecitazioni statiche e dinamiche, comfort, reattività, rigidezza nel piano trasversale ed elasticità nel piano longitudinale, affidabilità, guidabilità e.. bellezza estetica!

La discesa in sella per es. è una grossa componente da valutare bene al momento dell'acquisto, ma non ci si deve limitare unicamente alle misure del telaio e dell'attacco, bisogna tener conto di angoli e geometrie, avancorsa e interasse poichè un particolare tipo di telaio può esaltare le qualità e possibilità di chi ci pedala sopra ma anche limitarne drasticamente il c.d. stato di grazia. Avere la corretta distribuzione dei pesi del corpo tra avantreno e retrotreno comporta una tangibile differenza di guida e di resa in discesa e comunque alle alte velocità. Oltre all'atteggiamento del ciclista in questo senso, è la lunghezza del carro posteriore che è fondamentale per ciò che concerne la stabilità posteriore della bicicletta, specie in curva e in discesa. Va da sé che un carro posteriore non troppo corto (anche se gli scarti sono nell’ordine delle frazioni dei millimetri) migliori decisamente questa caratteristica in quanto permette uno spazio maggiore su cui distribuire le sollecitazioni delle eventuali piegate e scodate in curva, allo stesso tempo, però, va considerato che un carro posteriore il più corto possibile consente una minore dispersione di energia, se il carro è di misura ridotta per la prontezza e l’efficacia delle progressioni e degli scatti, le prestazioni saranno determinanti sotto quest'altro aspetto. La Infinito ha una lunghezza del carro frutto di uno studio particolarissimo, la Sempre e addirittura la Oltre sotto questo aspetto, difficile a credersi, sono meno ricercate.

La Infinito dunque vanta uno studio maniacale delle geometrie. Intervenendo sull’angolo dell’inclinazione del piantone centrale rispetto all’orizzontale per es. si è modificato il comfort e la guidabilità, intervenendo sull’inclinazione dell’avantreno si è ulteriormente ottimizzata la stabilità in discesa e quindi la facilità di guida. Un telaio con angoli più accentuati viene solitamente considerato meno scomodo perché permette una maggiore distribuzione delle vibrazioni (che quindi si ripercuotono meno sul ciclista), gli speciali inserti in materiali smorzanti fanno il resto. Inoltre la pedalata più "da dietro" rispetto al movimento centrale chiama in causa più gruppi muscolari delle gambe permettendo una pedalata di maggiore potenza. Un angolo più accentuato (che sposta il peso del ciclista verso la ruota posteriore) offre maggiore stabilità in discesa ma non ha i vantaggi di un telaio più "in piedi" (così viene definita una struttura con angolo piantone più dritto) di avere il bacino più vicino alla verticale del movimento e quindi di poter esercitare più forza in fase di spinta. Capiamo dunque quanto fondamentale sia l'importanza di adottare quella particolare misura che riesce a non penalizzare nessun aspetto.

Dal particolare angolo di sterzo poi dipende l'incidenza della forcella sulla ruota anteriore. Anche in questo caso non c'è una misura migliore di un'altra ma con un o studio espressamente dedicato al comportamento della ruota anteriore si è potuti arrivare al miglior risultato in vista di quelle caratteristiche che si desiderava ottenere dall'avantreno della Infinito.
C2C è una sigla abbastanza chiara, capire come un telaio di questa categoria possa allo stesso tempo garantire rigidità accelerazioni e scatti al pari delle migliori specialissime sul mercato è molto più complicato.

In qualche occasione già ho descritto i punti di forza del progetto Infinito, potrei ora descrivere l'imponente studio nella ricerca della lunghezza specifica per i foderi bassi e la distanza tra essi, la distanza del mozzo della ruota anteriore dalla scatola del movimento, lo studio mirato dell'avancorsa e di una particolare forcella che non ho ancora citato, ma non vi annoierò, vi dirò solamente che ci sono davvero 2cm in più nel tubo di sterzo! o-o

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Io sono daccordissimo con quello che dici,però credo che queste variabili siano applicate nonchè tenute in considerazione dalla maggior parte dei marchi (scartando le cinesate ovviamente).
Quello che voglio dire io è che il legame (e mi ci metto pure io nella fattispecie) con la storia e con il presente di Bianchi sia soprattutto
legato al fascino di questa, ma a livello puramente strutturale/tecnico oramai ci sia un certo equilibrio e nessun surplus..
 
Stato
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