L'incubo cinese all'assalto della bici Made in Italy

magicady

Passista
15 Agosto 2009
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Doha Qatar
magicady.forumup.it
Bici
FM 028 Horse with no name Nome Ady
E il discorso purtroppo bisogna estenderlo a tanti "costruttori" italiani che ormai rimarchiano i telai(e non solo,anche la componentistica)Made in China.
Per i pochissimi costruttori veri si apre in alcuni casi addirittura un problema di prodotto.
Nelle fabbriche del Far East asiatico si possono usare materiali e vernici tossiche ma che in qualche caso funzionano meglio dei prodotti simili a norma ambientale europei.

Bisognerebbe vietare l'importazione dei materiali tossici e non a norma.Essere più severi e rigorosi nei controlli.
Questi prodotti invece circolano liberamente anche sulle nostre bici.

su questo sono d'accordo, controlli su tutte le bici che arrivano dalla cina, quindi controllare l'80 % delle bici vendute in italia,
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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Bici
n+1
Marche e reale provenienza/produzione, articolo un pò datato (vd riferimento a Pinarello da aggiornare dopo l'intervista a CyclingPro di qualche tempo fa...) = http://www.italiaoutdoors.com/outdo...f-your-gear/290-equipment-bike-compaines.html

l'articolo originale era qui= http://allanti.com/articles/where-was-my-bike-made-pg328.htm

Comunque Giant è il massimo gruppo MONDIALE nel ciclismo. Poi molte situazioni sono "scatole cinesi" :) in cui una marca ha una compartecipazione più o meno rilevante in un'altra (se non ricordo male Merida con Specialized http://inrng.com/who-makes-what/ ...e a sua volta Merida è legata a Giant...)
 
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Baracus

Apprendista Velocista
13 Novembre 2004
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Mi (Cinisello Beach)
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Time
Beh, il discorso non e' cosi' semplice, ma parecchio piu' complesso di quanto viene fatto. C'e' da dire che esistono ancora tante aziende italiane che producono componenti per bici ( ma anche bici da passeggio etcc.) che se non vengono protette verrebbero spazzate via. Qui non sia parla solo di alta gamma (che, si sa, grandi numeri non li ha mai fatti).

D'altronde la Cina, quando c'e' da proteggersi, lo fa e pure bene. Per esperienza diretta, vi dico che la dogana cinese alla mia ditta hanno sequestrato e distrutto la bellezza di n.10 pz di dei rele' che tra l'altro... erano costruiti in Cina, perche' non importabili. Altre storie con pezzi comunque made in Cina ma spediti da fuori verso la Cina.

Ecco, forse bisognerebbe essere piu' equilibrati. Ad oggi alla Cina (forse anche per via del fatto che ha crediti con i piu' importanti paesi del mondo, USA compresi) e' stato permesso molto protezionismo verso l'interno, lasciando che esportasse (veniva considerato paese in via di sviluppo).

Tanti altri paesi invece vengono calmierati, ovvero se esportano verso un paese per tot €, devono importare dallo stesso paese per gli stessi soldi...
 

Kéo

Maglia Amarillo
31 Gennaio 2006
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SICILY
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L'ho letto direttamente sul Sole domenica..
Io sono un fervente antiCina e vi inviterei a leggere i vostri stessi post d qualche anno fa..
Oggi leggo che 2000/3000 euro x un telaio è anacronistico che i costruttori europei sono fuori dal mondo ecc ecc ecc..
Anni fa si leggeva la qualità italiana non si può eguagliare bla bla bla..
Il carbonio che sicurezza ti da..non sai che carbonio è..
Gente che quando ha sentito che Colnago produceva la bassa gamma a Taiwan ha preso l'infarto..ecc ecc ecc..
 

PierD

Novellino
22 Giugno 2011
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Trek Madone 4.5
Su questo sono assolutamente d'accordo con te. o-o
Però dall'altro dobbiamo anche decidere se preferiamo:

a) spendere tanto per il prodotto che vogliamo acquistare è costruito in un qualsiasi paese occidentale da un operaio che lavora 8 ore al giorno, ha una paga decente, possiede tutti i diritti in ambito sindacale, assistenziale, ambientale, ecc...e quindi tutti questi costi nascosti e non (vedasi le tasse) vengono scaricati sul prezzo finale dovendo comunque l'imprenditore ritagliarsi un margine di profitto.

b) spendere poco perchè la bici, l'auto, il pc, la t-shirt e oramai qualsiasi altro prodotto manifatturiero viene assemblato da un operaio asiatico (può essere la Cina come il Vietnam) che lavora per 4 soldi non so quante ore al giorno con scarso rispetto di normativa sindacale, ambientale, di sicurezza (es. legge 626), ecc...

Direi proprio che la seconda soluzione abbia ormai già preso piede.
Il problema è che come dici tu il giochino reggeva fino a quando in occidente si guadagnava il giusto e si comprava a poco.
Ora invece mi sa che iniziando a girare meno soldi anche quel poco inizia ad essere tanto...e non tornano più i conti sia per chi compra che per chi vende.

Giusto!
E questo vale in tutti i settori.
Comperare prodotti Made in Cina, vuol dire sicuramente risparmiare nell'immediato, perchè la si produce con diritti per i lavoratori, sicurezza e rispetto dell'ambiente, quasi sempre nulli o quasi.

Mandiamo in crisi le nostre aziende (quelle degli imprenditori seri che continuano a produrre in Italia), perdiamo posti di lavoro e diventiamo tutti più poveri, finchè non potremo nemmeno più pensare di comperare i prodotti Made in Cina
.

Vuol dire essere miopi come quegli imprenditori che sono andati a produrre in Cina, ma anche all'est, per giuadagnare di più, ma poi si lamentano che in Italia non vendono più ... per forza, se la gente non lavora, non ha i soldi.
Serve usare il cervello sia da parte di chi produce, che di chi compera.
Su questo, per quanto non mi siano simpatici, i francesi hanno molto da insegnarci.
 
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Kéo

Maglia Amarillo
31 Gennaio 2006
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SICILY
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Giusto!
E questo vale in tutti i settori.
Comperare prodotti Made in Cina, vuol dire sicuramente risparmiare nell'immediato, perchè la si produce con diritti per i lavoratori, sicurezza e rispetto dell'ambiente, quasi sempre nulli o quasi.

Mandiamo in crisi le nostre aziende (quelle degli imprenditori seri che continuano a produrre in Italia), perdiamo posti di lavoro e diventiamo tutti più poveri, finchè non potremo nemmeno più pensare di comperare i prodotti Made in Cina
.

Vuol dire essere miopi come quegli imprenditori che sono andati a produrre in Cina, ma anche all'est, per giuadagnare di più, ma poi si lamentano che in Italia non vendono più ... per forza, se la gente non lavora, non ha i soldi.
Serve usare il cervello sia da parte di chi produce, che di chi compera.
Su questo, per quanto non mi siano simpatici, i francesi hanno molto da insegnarci.

Avevo scritto un post come il tuo e l'ho cancellato..per evitare questioni..
Mi trovi + che d'accordo..
Io sono uno che anzichè prendere un carbonio di dubbia provenienza con gli adesivi italiani allo stesso prezzo ho preso un alluminio ITALIANO saldato in italia..
Comprate cinese..
E poi lamentatevi se in sardegna chiude l'ALCOA..che per chi non lo sapesse produceva il famoso alluminio CANNONDALE..
 

Lanerossi

Maglia Iridata
22 Settembre 2004
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Recoaro Terme (VI)
lanerossi.altervista.org
Solo 2 telaisti attualmente in Veneto? Non mi risulta proprio.
"Ho spostato a Taiwan la produzione di biciclette di fascia media destinate ai mercati orientali"; mi risulta che le bici Colnago made in Taiwan sono acquistabili in Italia.

Questo virgolettato fa capire quanto bene sia stato scritto quell'articolo...
Se davvero Colnago ha detto una cosa del genere, è da spararsi.
A mio parere si è un fatto un collage di dichiarazioni, travisando qua e là...
 

mescal

Bioesorcista
7 Settembre 2008
18.952
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Garage - Officina
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Bici
quelle che non usa Peggio
Anche su questo siamo d'accordo. L'imprenditore cerca sempre di trarre più profitto possibile dalla sua impresa sennò mette su una Onlus no-profit e fa prima...!
Quello su cui voglio provare a farti ragionare è che per alcuni aspetti questo giochino della delocalizzazione ha fatto comodo in alcuni casi (vedasi ad es. l'elettronica o il tessile) anche a noi consumatori.
Quindi una parte di responsabilità (seppur piccola) in questo processo credo sia anche nostra...
sai cos'è, che fino a che in cina ci compravano loro andava bene, ora che la gente ha delocalizzato gli acquisti su internet non va più bene, qual'è la nostra colpa? di aver cambiato le strategie d'acquisto? tutte queste parole come "new economy" - "global brand"- "sales manager" ecc ecc con cui si sono riempiti la bocca in questi anni gli si sta ritorcendo contro, dimostrando come determinate strategie, finalizzate al massimo profitto ad ogni costo, utilizzate in questo ultimo decennio, nel lungo periodo si siano dimostrate miopi e distruttive....
se Colnago piange per colpa dei telai che la gente compra in cina, contestando un'etica di acquisto, avrebbe dovuto pensarci prima, quando ha autorizzato una minor etica di produzione

e che càzzo
 
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bicilook

Ammiraglia
15 Giugno 2008
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ORBEA Orca Omx -Colnago C60
Su questo sono assolutamente d'accordo con te. o-o
Però dall'altro dobbiamo anche decidere se preferiamo:

a) spendere tanto per il prodotto che vogliamo acquistare è costruito in un qualsiasi paese occidentale da un operaio che lavora 8 ore al giorno, ha una paga decente, possiede tutti i diritti in ambito sindacale, assistenziale, ambientale, ecc...e quindi tutti questi costi nascosti e non (vedasi le tasse) vengono scaricati sul prezzo finale dovendo comunque l'imprenditore ritagliarsi un margine di profitto.

b) spendere poco perchè la bici, l'auto, il pc, la t-shirt e oramai qualsiasi altro prodotto manifatturiero viene assemblato da un operaio asiatico (può essere la Cina come il Vietnam) che lavora per 4 soldi non so quante ore al giorno con scarso rispetto di normativa sindacale, ambientale, di sicurezza (es. legge 626), ecc...

Direi proprio che la seconda soluzione abbia ormai già preso piede.
Il problema è che come dici tu il giochino reggeva fino a quando in occidente si guadagnava il giusto e si comprava a poco.
Ora invece mi sa che iniziando a girare meno soldi anche quel poco inizia ad essere tanto...e non tornano più i conti sia per chi compra che per chi vende.
Certo,molto dipende da noi...ma tanto dipende da una miopia dei costruttori che hanno guardato solo l'arricchirsi a breve termine...Comunque io personalmente cerco di comprare prodotti costruiti in Italia o perlomeno in Europa,anche se sono sempre meno,anche perche' la grossa differenza di prezzo per me utilizzatore finale non c'è.
Se mi vendono una Carrera Hercules,top di gamma,su misura senza sovrapprezzo,a 3000 euro costruita per certo in Italia, e dall'altra parte una Cervelo a 3000 e fischia Euro fatta al 100% in Cina...qual'è la differenza?
La differenza è che Wroomen e White in gran parte si gonfiano le tasche sfruttando la manodopera di schiavi Cinesi,e con una parte di quei soldi sponsorizzano una squadra prof.
Ma per me utilizzatore finale il prezzo non cambia,è sempre alto...a quel punto è meglio far continuare a lavorare i miei connazionali che un po' di diritti ancora li hanno,lo stipendio consente loro almeno ancora di mangiare
regolarmente,che decretare la fine del nostro costruttore comprando un prodotto comunque molto caro e alimentare il mercato della schiavitu' in oriente.o-o
 

Deciso

Apprendista Cronoman
27 Settembre 2005
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Montorsoli (FI)
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Orbea Aero, F8 Pinarello, Orbea Terra
Della serie: "armiamoci e ..partite (tornate indietro)".

Se in Italia siamo a questi livelli così bassi di tecnologia, occupazione, salari ..etc etc.. un motivo ci sarà.
Per me è che l'imprenditoria è di bassissimo livello aziendal-culturale: va dove il vento tira senza linee di condotta chiare. Basta mettersi i soldi nel portafoglio nel BREVE PERIODO, salvo poi tornare indietro nelle politiche nel LUNGO PERIODO.
 

Perseo_navy

Apprendista Scalatore
26 Dicembre 2008
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Pinarello FP3 e Rose CGF
Buongiorno a tutti,
la globalizzazione è stata una manna per le multinazionali e gli imprenditori, che hanno potuto cosi delocalizzare le loro aziende in paesi dove i lavoratori vengono pagati di meno e c'è minore attenzione alla sicurezza del lavoro, degli impianti e dell'ambiente. Per poi rilevarsi un arma a doppio taglio, perchè questi paesi hanno cominciato a produrre in proprio e sfruttando la globalizzazione stessa a vendere direttamente tramite internet vedendosi la concorrenza direttamente in casa ed eliminando quel passaggio intermediatore che gli permetteva lauti guadagni. Poi fino a quando nei paesi occidentali la diminuzione dell'occupazione nel settore secondario veniva assorbita dal terziario tutto è andato bene e si continuava a produrre a bassi costi in cina per rivendere con forti margini di guadagno in occidente, quando è entrata in gioco la crisi finanziaria degli ultimi anni ed il terziario è andato il crisi. E' caduta l'occupazione e si rotto quell'equilibrio precario che reggeva quella situazione ed ora sono tutti a pagare la crisi, tranne questi paese emergenti che hanno ancora molto margine di sviluppo e ci sono con fiato sul collo.
Molto sta contribuendo ancora i bassi costi dei trasporti, ma il petrolio non durerà in eterno e se non verrano trovate altre fonti sostitutive che per adesso ancora non esistono nel settore dei trasporti le produzioni ritorneranno tutte nei paesi d'origine.
Buona pedalata
 

Perseo_navy

Apprendista Scalatore
26 Dicembre 2008
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Pinarello FP3 e Rose CGF
e sarà così per tutti....

Ciao,
a mio giudizio quel giorno non è tanto lontano, il picco della produzione mondiale è stato raggiunto negli anni 90', da allora non sono stati scoperti importanti riserve o giacimenti, la produzione è aumentata con la richiesta dei paesi emergenti di conseguenza le scorte si sono notevolmente assottigliate tante è vero che pompavano anidrite carbonica nei vecchi giacimenti per far succiare fino all'ultima goccia. E' vero che con l'effetto serra si può accedere alle riserve nascoste nell'artico/antartico, ma queste verranno usate per altri scopi, visto che il petrolio è una materia prima fantastica da cui si può fabbricare di tutto e noi consumiamo principalmente per produrre energia. Quando quel momento arriverà ci sarà una grave crisi, ma a mio giudizio sarà seguita da una forte ripresa, proprio perchè tornerà a produrre in loco, ma soprattutto si riscopriranno i mezzi di trasporto comuni, treno, metropolitana e tram, ritorneranno i vecchi almimentari sotto casa, le strade saranno meno trafficate e diventerà un paradiso per la bicicletta..... lo so il mio è un sogno, ma ogni tanto fa bene sognare ed io sogno un mondo dominato dalle bici e i cinesi non ci faranno più paura.
Buona pedalata
 
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Deciso

Apprendista Cronoman
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Orbea Aero, F8 Pinarello, Orbea Terra
Vedo che siamo tutti concordi sul fatto che "queste lamentele" da parte dei grandi signori dell'imprenditoria occidentale sull'intrusione Oriente sono ridicole.

L'importante, per loro, è trovare cmq l'escamotage per lucrare nel breve periodo, salvo ricredersi nel lungo periodo.

Avete voluto delocalizzzare? Vi sta bene..anche se cmq chi lo prenderà in ..saranno sempre i soliti..
 

sepica

Ammiraglia
10 Agosto 2004
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Roma Eur
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BMC slr01 TREK Madone
Kéo;3098241 ha scritto:
Avevo scritto un post come il tuo e l'ho cancellato..per evitare questioni..
Mi trovi + che d'accordo..
Io sono uno che anzichè prendere un carbonio di dubbia provenienza con gli adesivi italiani allo stesso prezzo ho preso un alluminio ITALIANO saldato in italia..
Comprate cinese..
E poi lamentatevi se in sardegna chiude l'ALCOA..che per chi non lo sapesse produceva il famoso alluminio CANNONDALE..
ALCOA CANNONDALE......cosa hanno di italiano ;nonzo%
 

sepica

Ammiraglia
10 Agosto 2004
22.531
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Roma Eur
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BMC slr01 TREK Madone
la mia sintesi e' invece questa:

OK gli imprenditori italiani delocalizzano la produzione, ma non vorrebbero la colonizzazione dei cinesi, ma a mio avviso nonostante sia un grande fautore e fruitore della globalizzazione la guerra è troppo IMPARI.
PArliamo di costo del alvoro che va dal 1/5 ad un 1/10 di quello italiano (ma forse anche piu) costo dell'energia 1/4 di quella italiana costo delle infrastrtture altrettanto svantaggioso agevolazioni statali a palate....turni di lavoro e produttività ai massimi livelli....in qualche modo l'industria italiana deve pur difendersi e non certo con il patriottismo dei suoi clienti che riesce a vincere una simile guerra ne tantomeno a mio avviso con l'innovazione sopratutto su questo campo che oramai c'e' poco da inventare e allora
"ben vengano i dazi" ...mi duole dirlo perche amo il libero mercato.
 

peggio

Mod da quasi kom
20 Aprile 2006
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Centumcellae - Terra di Cafoni
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Semiprofessionale con meccanismo ragazzo di campagna
Anche su questo siamo d'accordo. L'imprenditore cerca sempre di trarre più profitto possibile dalla sua impresa sennò mette su una Onlus no-profit e fa prima...!
Quello su cui voglio provare a farti ragionare è che per alcuni aspetti questo giochino della delocalizzazione ha fatto comodo in alcuni casi (vedasi ad es. l'elettronica o il tessile) anche a noi consumatori.
Quindi una parte di responsabilità (seppur piccola) in questo processo credo sia anche nostra...

Mi spieghi cortesemente i casi in cui ha fatto comodo la delocalizzazione ai consumatori finali?
Alhoa