chi è questo tizio?scusate l'ignoranza
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Mr Giant
chi è questo tizio?scusate l'ignoranza
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Mr Giant
E il discorso purtroppo bisogna estenderlo a tanti "costruttori" italiani che ormai rimarchiano i telai(e non solo,anche la componentistica)Made in China.
Per i pochissimi costruttori veri si apre in alcuni casi addirittura un problema di prodotto.
Nelle fabbriche del Far East asiatico si possono usare materiali e vernici tossiche ma che in qualche caso funzionano meglio dei prodotti simili a norma ambientale europei.
Bisognerebbe vietare l'importazione dei materiali tossici e non a norma.Essere più severi e rigorosi nei controlli.
Questi prodotti invece circolano liberamente anche sulle nostre bici.
Su questo sono assolutamente d'accordo con te.
Però dall'altro dobbiamo anche decidere se preferiamo:
a) spendere tanto per il prodotto che vogliamo acquistare è costruito in un qualsiasi paese occidentale da un operaio che lavora 8 ore al giorno, ha una paga decente, possiede tutti i diritti in ambito sindacale, assistenziale, ambientale, ecc...e quindi tutti questi costi nascosti e non (vedasi le tasse) vengono scaricati sul prezzo finale dovendo comunque l'imprenditore ritagliarsi un margine di profitto.
b) spendere poco perchè la bici, l'auto, il pc, la t-shirt e oramai qualsiasi altro prodotto manifatturiero viene assemblato da un operaio asiatico (può essere la Cina come il Vietnam) che lavora per 4 soldi non so quante ore al giorno con scarso rispetto di normativa sindacale, ambientale, di sicurezza (es. legge 626), ecc...
Direi proprio che la seconda soluzione abbia ormai già preso piede.
Il problema è che come dici tu il giochino reggeva fino a quando in occidente si guadagnava il giusto e si comprava a poco.
Ora invece mi sa che iniziando a girare meno soldi anche quel poco inizia ad essere tanto...e non tornano più i conti sia per chi compra che per chi vende.
Giusto!
E questo vale in tutti i settori.
Comperare prodotti Made in Cina, vuol dire sicuramente risparmiare nell'immediato, perchè la si produce con diritti per i lavoratori, sicurezza e rispetto dell'ambiente, quasi sempre nulli o quasi.
Mandiamo in crisi le nostre aziende (quelle degli imprenditori seri che continuano a produrre in Italia), perdiamo posti di lavoro e diventiamo tutti più poveri, finchè non potremo nemmeno più pensare di comperare i prodotti Made in Cina.
Vuol dire essere miopi come quegli imprenditori che sono andati a produrre in Cina, ma anche all'est, per giuadagnare di più, ma poi si lamentano che in Italia non vendono più ... per forza, se la gente non lavora, non ha i soldi.
Serve usare il cervello sia da parte di chi produce, che di chi compera.
Su questo, per quanto non mi siano simpatici, i francesi hanno molto da insegnarci.
Solo 2 telaisti attualmente in Veneto? Non mi risulta proprio.
"Ho spostato a Taiwan la produzione di biciclette di fascia media destinate ai mercati orientali"; mi risulta che le bici Colnago made in Taiwan sono acquistabili in Italia.
sai cos'è, che fino a che in cina ci compravano loro andava bene, ora che la gente ha delocalizzato gli acquisti su internet non va più bene, qual'è la nostra colpa? di aver cambiato le strategie d'acquisto? tutte queste parole come "new economy" - "global brand"- "sales manager" ecc ecc con cui si sono riempiti la bocca in questi anni gli si sta ritorcendo contro, dimostrando come determinate strategie, finalizzate al massimo profitto ad ogni costo, utilizzate in questo ultimo decennio, nel lungo periodo si siano dimostrate miopi e distruttive....Anche su questo siamo d'accordo. L'imprenditore cerca sempre di trarre più profitto possibile dalla sua impresa sennò mette su una Onlus no-profit e fa prima...!
Quello su cui voglio provare a farti ragionare è che per alcuni aspetti questo giochino della delocalizzazione ha fatto comodo in alcuni casi (vedasi ad es. l'elettronica o il tessile) anche a noi consumatori.
Quindi una parte di responsabilità (seppur piccola) in questo processo credo sia anche nostra...
Certo,molto dipende da noi...ma tanto dipende da una miopia dei costruttori che hanno guardato solo l'arricchirsi a breve termine...Comunque io personalmente cerco di comprare prodotti costruiti in Italia o perlomeno in Europa,anche se sono sempre meno,anche perche' la grossa differenza di prezzo per me utilizzatore finale non c'è.Su questo sono assolutamente d'accordo con te.
Però dall'altro dobbiamo anche decidere se preferiamo:
a) spendere tanto per il prodotto che vogliamo acquistare è costruito in un qualsiasi paese occidentale da un operaio che lavora 8 ore al giorno, ha una paga decente, possiede tutti i diritti in ambito sindacale, assistenziale, ambientale, ecc...e quindi tutti questi costi nascosti e non (vedasi le tasse) vengono scaricati sul prezzo finale dovendo comunque l'imprenditore ritagliarsi un margine di profitto.
b) spendere poco perchè la bici, l'auto, il pc, la t-shirt e oramai qualsiasi altro prodotto manifatturiero viene assemblato da un operaio asiatico (può essere la Cina come il Vietnam) che lavora per 4 soldi non so quante ore al giorno con scarso rispetto di normativa sindacale, ambientale, di sicurezza (es. legge 626), ecc...
Direi proprio che la seconda soluzione abbia ormai già preso piede.
Il problema è che come dici tu il giochino reggeva fino a quando in occidente si guadagnava il giusto e si comprava a poco.
Ora invece mi sa che iniziando a girare meno soldi anche quel poco inizia ad essere tanto...e non tornano più i conti sia per chi compra che per chi vende.

Molto sta contribuendo ancora i bassi costi dei trasporti, ma il petrolio non durerà in eterno e se non verrano trovate altre fonti sostitutive che per adesso ancora non esistono nel settore dei trasporti le produzioni ritorneranno tutte nei paesi d'origine.
Buona pedalata
e sarà così per tutti....
ALCOA CANNONDALE......cosa hanno di italianoKéo;3098241 ha scritto:Avevo scritto un post come il tuo e l'ho cancellato..per evitare questioni..
Mi trovi + che d'accordo..
Io sono uno che anzichè prendere un carbonio di dubbia provenienza con gli adesivi italiani allo stesso prezzo ho preso un alluminio ITALIANO saldato in italia..
Comprate cinese..
E poi lamentatevi se in sardegna chiude l'ALCOA..che per chi non lo sapesse produceva il famoso alluminio CANNONDALE..

Anche su questo siamo d'accordo. L'imprenditore cerca sempre di trarre più profitto possibile dalla sua impresa sennò mette su una Onlus no-profit e fa prima...!
Quello su cui voglio provare a farti ragionare è che per alcuni aspetti questo giochino della delocalizzazione ha fatto comodo in alcuni casi (vedasi ad es. l'elettronica o il tessile) anche a noi consumatori.
Quindi una parte di responsabilità (seppur piccola) in questo processo credo sia anche nostra...