L'incubo cinese all'assalto della bici Made in Italy

matteosverige

Pedivella
28 Luglio 2008
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18
Göteborg, Svezia
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Zullo, Colnago, Canyon
Qualcuno ha un'idea di quanto esportino i marchi italiani?

Tipo un Colnago quanto vende fuori dall'Italia? E fuori dall'Europa? E in Cina?

E un Pinarello?

E un Pegoretti?

Perché magari come consumatori noi vediamo solo un lato della delocalizzazione, ma come imprenditori i mercati esteri danno anche tantissime possibilità di sviluppo, non solo problemi...
 

bicilook

Ammiraglia
15 Giugno 2008
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Qualcuno ha un'idea di quanto esportino i marchi italiani?

Tipo un Colnago quanto vende fuori dall'Italia? E fuori dall'Europa? E in Cina?

E un Pinarello?

E un Pegoretti?

Perché magari come consumatori noi vediamo solo un lato della delocalizzazione, ma come imprenditori i mercati esteri danno anche tantissime possibilità di sviluppo, non solo problemi...

Come imprenditori sicuramente ci sono molte opportunita',è per i dipendenti che le cose cambiano e di molto. Uno che fa l'operaio in Germania vive una vita dignitosa,se in Germania perde il lavoro e va a fare l'operaio in Cina le cose cambiano,di molto,e in molto peggio.:cry:cry:cry
 

matteosverige

Pedivella
28 Luglio 2008
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Zullo, Colnago, Canyon
Come imprenditori sicuramente ci sono molte opportunita',è per i dipendenti che le cose cambiano e di molto. Uno che fa l'operaio in Germania vive una vita dignitosa,se in Germania perde il lavoro e va a fare l'operaio in Cina le cose cambiano,di molto,e in molto peggio.:cry:cry:cry

Su questo siamo d'accordo.

Io stavo più pensando al fatto che si dice sempre che le bici prodotte in Cina danneggiano l'Italia. Ma quante bici italiane sono vendute all'estero? Chi tra gli italiani ha maggior successo? Perchè? Io credo che nel mercato globalizzato del giorno d'oggi le possibilità per sviluppare un'azienda ci sono, anche se non è facile. E se l'azienda che cresce è italiana una parte della ricchezza prodotta arriverà comunque agli italiani.
 

Deciso

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Su questo siamo d'accordo.

Io stavo più pensando al fatto che si dice sempre che le bici prodotte in Cina danneggiano l'Italia. Ma quante bici italiane sono vendute all'estero? Chi tra gli italiani ha maggior successo? Perchè? Io credo che nel mercato globalizzato del giorno d'oggi le possibilità per sviluppare un'azienda ci sono, anche se non è facile. E se l'azienda che cresce è italiana una parte della ricchezza prodotta arriverà comunque agli italiani.

Interessante domanda se il paese in questione non fosse Cina.
In Cina ne comprano 1 e ne rifanno 1000. Non credo sia nella loro indole quella di acquistare prodotti stranieri, quanto piuttosto provare a rifarli sì. (vedi moda, elettronica, meccanica etc etc e addirittura alimentare)
 

Mario Ruoppolo

Novellino
14 Novembre 2008
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Su questo siamo d'accordo.

Io stavo più pensando al fatto che si dice sempre che le bici prodotte in Cina danneggiano l'Italia. Ma quante bici italiane sono vendute all'estero? Chi tra gli italiani ha maggior successo? Perchè? Io credo che nel mercato globalizzato del giorno d'oggi le possibilità per sviluppare un'azienda ci sono, anche se non è facile. E se l'azienda che cresce è italiana una parte della ricchezza prodotta arriverà comunque agli italiani.

Infatti il fatto è che le bici sono prodotte in Cina e commercializzate da aziende italiane in tutto il mondo, mentre prima erano prodotte in Italia e commercializzate in tutto il mondo. Questo comporta che le aziende italiane a parità di margine, se non a con un margine maggiore diano da lavorare a meno persone.
Questo vuol dire che se l'azienda italiana produce ricchezza non è detto che ne arriverà agli italiani dato che questi si arricchiscono col lavoro.
 

franzfranz

Pedivella
1 Febbraio 2007
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gli introiti alla fine sono gli stessi (le bici sono vendute sempre allo stesso prezzo) cambia solo la distribuzione della ricchezza.. che si accentra sempre più in mano a poche persone (proprietari) a scapito in questo caso degli operai (italiani licenziati e cinesi sottopagati).. è il problema di tutto il capitalismo attuale.. stessa ricchezza totale, ma che si accentra sempre più in mano a pochi.. ricchi sempre più ricchi.. e gli altri azzi loro.
 

mescal

Bioesorcista
7 Settembre 2008
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quelle che non usa Peggio
gli introiti alla fine sono gli stessi (le bici sono vendute sempre allo stesso prezzo) cambia solo la distribuzione della ricchezza.. che si accentra sempre più in mano a poche persone (proprietari) a scapito in questo caso degli operai (italiani licenziati e cinesi sottopagati).. è il problema di tutto il capitalismo attuale.. stessa ricchezza totale, ma che si accentra sempre più in mano a pochi.. ricchi sempre più ricchi.. e gli altri azzi loro.

a mio avviso non è il capitalismo il problema, il problema è la sua estremizzazione, come tutte le estremizzazioni
 

franzfranz

Pedivella
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sembra che la razza umana non sia in grado di mantenere l'equilibrio in niente.. alla fine, nel medio/lungo periodo, prevale sempre la logica dell'interesse del singolo.. capitalismo comunismo o altro che sia..
 

sepica

Ammiraglia
10 Agosto 2004
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ma quale equilibrio , questa e' la normale evoluzione delle cose , anzi giustamente come qualcuno ha detto e' il capitalismo, non per forza deve essere catalogato come un difetto del capitalismo , e' giustamente fatto cosi, trarre il maggior profitto dal lavoro degli altri .
Io contionuo a dire che gli imprenditori italiani pur di continuarea galeggiare hanno dovuto x forza esternalizzare in oriente dove la "stessa mano d'opera ti costa 10 volte di meno, non e' una questione di margini o di profitto e' una questione di sopravvivenza.
 

mescal

Bioesorcista
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ma quale equilibrio , questa e' la normale evoluzione delle cose , anzi giustamente come qualcuno ha detto e' il capitalismo, non per forza deve essere catalogato come un difetto del capitalismo , e' giustamente fatto cosi, trarre il maggior profitto dal lavoro degli altri .
Io contionuo a dire che gli imprenditori italiani pur di continuarea galeggiare hanno dovuto x forza esternalizzare in oriente dove la "stessa mano d'opera ti costa 10 volte di meno, non e' una questione di margini o di profitto e' una questione di sopravvivenza.

giusto, e la reazione a questo istinto di "sopravvivenza imprenditoriale" da parte dei consumatori è stato quello di esternalizzare gli acquisti, rigirando una parte di cetriolo al mittente, secondo le Leggi del "rischio d'impresa" mi sembra :-x

:rosik:

basterebbe solo volere un po di meno anzichè volere tutto
 

sepica

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giusto, e la reazione a questo istinto di "sopravvivenza imprenditoriale" da parte dei consumatori è stato quello di esternalizzare gli acquisti, rigirando una parte di cetriolo al mittente, secondo le Leggi del "rischio d'impresa" mi sembra :-x

:rosik:

basterebbe solo volere un po di meno anzichè volere tutto
sta nel gioco delle parti, certo ora bisogna capire cosa intendi per volere di meno anzichè tutto, conosci ditte che avevano tutto e vogliono contiuare ad avere tutto.
Purtroppo o forse x fortuna viviamo in un mondo in cui ogni anno devi crescere devi raggiungere sempre un margine miglire dell anno percedente. Altreimenti non e' che vivi con qualcosa di meno ma rischi di sparire nel corso degli anni.
 

Mario Ruoppolo

Novellino
14 Novembre 2008
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ma quale equilibrio , questa e' la normale evoluzione delle cose , anzi giustamente come qualcuno ha detto e' il capitalismo, non per forza deve essere catalogato come un difetto del capitalismo , e' giustamente fatto cosi, trarre il maggior profitto dal lavoro degli altri .
Io contionuo a dire che gli imprenditori italiani pur di continuarea galeggiare hanno dovuto x forza esternalizzare in oriente dove la "stessa mano d'opera ti costa 10 volte di meno, non e' una questione di margini o di profitto e' una questione di sopravvivenza.

E' normale all'interno di una logica liberista, dove si pensa che sia il mercato l'unica legge e che la sua mano invisibile porti al benessere di tutti.
Fino a qualche decennio fa era la politica di una Stato a guidare l'economia, ora è la finanza mondiale a dettare legge agli stati e il risultato è sulle prime pagine di tutti i giornali.
Quindi per me continua a non essere normale avere la possibilità di comprare oggetti non di prima necessità (come una bdc) a prezzi sempre più competitivi con l'eventualità di poter avere molto tempo per utilizzarla dato che non avrò più il lavoro!
 

sepica

Ammiraglia
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E' normale all'interno di una logica liberista, dove si pensa che sia il mercato l'unica legge e che la sua mano invisibile porti al benessere di tutti.
Fino a qualche decennio fa era la politica di una Stato a guidare l'economia, ora è la finanza mondiale a dettare legge agli stati e il risultato è sulle prime pagine di tutti i giornali.
Quindi per me continua a non essere normale avere la possibilità di comprare oggetti non di prima necessità (come una bdc) a prezzi sempre più competitivi con l'eventualità di poter avere molto tempo per utilizzarla dato che non avrò più il lavoro!
E' normale all'interno di una società capitalista tutto qua, io sin dal primo intervento lho detto se tu speri in una un intervento statale questo lo si ha solo imponendo i dazi, che come dissi li odio ma sono l'unica soluzione in questa socità capitalista.
Poi noi vediamo solo una parte di questo capitalismo ci sono altri molti alrti benefici che sembrano ovvi e normali ma non e'0 cosi e' la forza del capitalismo avere tanti vantaggi.purtroppo a volte a discapito di alcuni ma anche qui farei dei distinguo
 
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Mario Ruoppolo

Novellino
14 Novembre 2008
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Castellarano (RE)
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Scusa ma l'alternativa non è o il comunismo russo tutto stato niente mercato o lo stato zero e governo al mercato.
I dazi non sono nè il primo nè l'unico intevento statale. Prestiti alle aziende (e non alle banche se non li usano per prestarli alle aziende), compartecipazioni (come fanno in Cina ...), politica fiscale, politiche del lavoro, investimenti in infrastrutture, politica monetaria ... questa e altro che chi è più esperto di me saprà elencare meglio.
 

sepica

Ammiraglia
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Scusa ma l'alternativa non è o il comunismo russo tutto stato niente mercato o lo stato zero e governo al mercato.
I dazi non sono nè il primo nè l'unico intevento statale. Prestiti alle aziende (e non alle banche se non li usano per prestarli alle aziende), compartecipazioni (come fanno in Cina ...), politica fiscale, politiche del lavoro, investimenti in infrastrutture, politica monetaria ... questa e altro che chi è più esperto di me saprà elencare meglio.
a si ok, in un ottica piu lungimirante sarebbe l'optimus senza dubbio anche se, guarad te la germania dove lattenzione all aziende anzi alla crescita delle stesse e al benessere dei lavoratori e' ai massimi livelli eppure anche li si esternalizza, mantenendo il pero il knowhow in casa ovvero ricerca.
In italia saarebbe auspicabile ....magari.... ma nel frattempo pero l'unico modo per arginare il fenomeno cinese si chiama DAZI, anzi credo che ci siano anche in Germania, d'altra parte come faresti a frenare il cinese che bussa alla porta questo era il punto di patenza di questo 3d
 

oleander

Apprendista Passista
25 Ottobre 2006
995
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o in ufficio o in bici
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Bici
Cooper C1 & C2
@ Sepica
Se una ditta Italiana vende un telaio a 2500 € e una Cinese a 400 € mi spieghi di quanto dovrebbero essere i dazi per rendere competitivo il telaio Italiano.
Non credo che si potrebbe applicare il 500%.
Se applichi un dazio normale tipo 20 o 30% il telaio Cinese costerebbe 600/700 €, quindi ancora conveniente.
Tieni poi conto che i dazi li pagherebbero anche le ditte Italiane se è vero come è vero che anche loro li prendono la e quindi ci troveremmo probabilmente con i prezzi dei telai Italiano più cari del 20/30%.
Non credere che eventuali dazi se li tengano in carico loro.
Imho i dazi non servono a nulla.
 

championcip

Gregario
5 Settembre 2007
636
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Alto Pavese
championcip.blogspot.com
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BMC Promachine SLC01, Specy Tarmac Comp, Maxxy Speed
sinceramente l'esternalizzazione è il risultato di un insieme di cose.
Le nostre aziende vogliono mantenere margini di guadagno sempre più alti, così da poter pagare i debiti e riuscire ad avere degli utili.
Tutte le aziende poi hanno investito in questi ultimi anni i propri utili non in investimenti, ma in finanza. La finanza costa molto meno di un investimento e rende molto di più.
Per fare questo molte aziende hanno creato delle società apposite per eludere il fisco, investire in borsa sfruttando la tassazione assai più bassa e togliendo danaro all'economica reale. L'imposizione dei dazi ricado solo sui consumatori e non sulle aziende.
Come risolvere il problema?
Tassare gli investimenti di borsa con le stesse aliquote con cui si tassa il lavoro!
Regolamentare gli investimenti finanziari e combattere il dumping fiscale.
Vedrete che torneranno i vecchi imprenditori che quando guadagnavano una parte degli utili la reinvestivano nelle loro aziende! creando occupazione