Locanda "da Dario"

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ciofecca gialloblù

Apprendista Velocista
16 Maggio 2009
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de fero
Io non confondo...un artigiano produce (e vende, diciamo, come aspetto secondario). Un commerciante, quello che tu intendevi fosse giusto dovesse sconsigliare l'acquisto di una bici XY con LW, invece vende soltanto. Per questo secondo me è un po' troppo pretendere dal secondo che svolga una funzione per la quale non è pagato, anche se non viene interpellatoo-o



Guarda, se mi arriva il telaio non so. So che un Pegoretti posso acquistarlo senza mai parlare con Dario, in taglia stock. Garantito al limone. Se passo da Gitabike, posso.
Per cui mi parrebbe un assurdo che poi lo stesso Dario (che offre questa opzione) se la rimangiasse solo per il mercato italiano.
Insomma, se avesse davvero voluto fare SOLO telai su misura sulle esigenze specifiche del cliente, avrebbe lavorato senza gitabike. O no?o-o

Se abitassi dall'altro capo del mondo rispetto al mio telaista forse, ma ribadisco il forse, compilerei il modulo con le misure e lo invierei.
Visto però che stiamo parlando di un acquisto impegnativo dal punto di vista economico, per di più carico di valenze di altro tipo (l'appagamento personale dato dall'uso di un prodotto che è un unicum, la possibilità di spaziare nella scelta dei dettagli, ecc...), considerato che per la maggior parte degli utenti qui sul forum Caldonazzo non è una meta irraggiungibile, beh io una chiacchieratina dal vivo con Dario la farei....
In primis perché le misure sono sicuramente importanti, ma prese a se stanti dicono poco se non correlate ad altri parametri sia fisici (dorso piatto piuttosro che curvo, comparsa di indolenzimento/dolore da retrazioni muscolari indotte da posture non corrette mantenute a lungo, ecc...), sia legati alla modalità d'uso della bici (tipologia di percorsi affrontati più frequentemente, chilometri mediamente percorsi ad ogni uscita, ecc..).
In seconda battuta rinunciare al colloquio vis a vis con Dario è paragonabile ad una forma di autocastrazione, si perderebbe probabilmente la cosa più bella di tutto l'iter realizzativo del telaio, quel ricordo che a distanza di tempo fa scaturire sul viso un sorriso quasi da ebete.....Infine si perderebbe la possibilità di conoscere Dario Pegoretti come uomo, il suo pensiero e la sua visione del mondo, sicuramente questa sarebbe la rinuncia di gran lunga peggiore.
Poi ognuno è libero beninteso di fare ciò che vuole o-o
 

Bartali

Velocista
16 Ottobre 2006
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se chiedi le lw per metterle in salotto non ci sono controindicazioni (anzi la carbon sport sarà felicissima perché sarà uno dei rari esemplari che non dovrà sostituire per difetto di frenata!).
Ma se Tu chiedi ad un ingegnere di fare un progetto che secondo Lui non è sicuro, attuabile o valido, la sua serietà professionale non dovrebbe farTi avere il suo assenzo.

Se le scarpe le compri per andare a passeggio certo che Te le possono vendere a cuor leggero, ma di logica chi compra un paio di scarpe altamente tecniche da running le compra per correrci ...

Concordo nel caso tu CHIEDA ad un ingegnere una consulenza, così come a un venditore. Ma io continuo a ripetere che il caso in cui un cliente entra in negozio e SENZA CHIEDERE CONSIGLIO chiede un oggetto, un negoziante non è scorretto se glielo vende!
Scusa se ho messo qualche parola in stampatello, era solo per chiarire ulteriormenteo-o


prendiamo il caso dei farmacisti: fino a quando hanno fatto il loro dovere (offrendo consulenza e preparati galenici) non ci sono stati problemi,
quando si sono trasformati in commercianti di farmaci hanno dovuto introdurre per legge l'obbligo di presentazione della ricetta per la consegna di tutti i farmaci più complessi.
Anche lì si potrebbe dire ma se io voglio curare il mio maldidenti con l'arsenico perché - pagando - non devo essere libero di farlo?

Il paragone con la questione sanitaria mi pare quantomeno esagerato. Sei un bravo avvocato, ma anch'io lavoro con le parole.
In campo medico si gioca con la vita dei pazienti, con le bici si compiono scelte che per la salute sono indifferenti, quindi tutte lecite.
La nostra Costituzione tutela il diritto alla salute, ma certamente anche la libertà di fare ciò che si vuole, quando non si lede la libertà di alcuno (e nel caso delle scelte in campo ciclistico, certamente è così)o-o
 

ezio79

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4 Aprile 2007
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Concordo nel caso tu CHIEDA ad un ingegnere una consulenza, così come a un venditore. Ma io continuo a ripetere che il caso in cui un cliente entra in negozio e SENZA CHIEDERE CONSIGLIO chiede un oggetto, un negoziante non è scorretto se glielo vende!
Scusa se ho messo qualche parola in stampatello, era solo per chiarire ulteriormenteo-o
come Ti ho detto se si vende qualcosa di paragonabile ai gusti del gelato quello che dici è fuori discussione, ma se si vende qualcosa di più complesso la professionalità di un commerciante impone, nel rispetto delle scelte del cliente, di non limitarsi alla consegna dell'oggetto.
Perché nell'esempio delle scarpe credi che non ci sia di mezzo la salute?
Tendiniti e consumo delle cartilagini sono problematiche gravi che possono accompagnare il malcapitato per tutta la sua esistenza ...
Quello che descrivi Tu più che un negozio è un discount dove la mercanzia è sugli scaffali a disposizione dei clienti che possono prenderla e pagarla alla cassa.
 

Bartali

Velocista
16 Ottobre 2006
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ciofecca gialloblù;2550768 ha scritto:
Se abitassi dall'altro capo del mondo rispetto al mio telaista forse, ma ribadisco il forse, compilerei il modulo con le misure e lo invierei.
Visto però che stiamo parlando di un acquisto impegnativo dal punto di vista economico, per di più carico di valenze di altro tipo (l'appagamento personale dato dall'uso di un prodotto che è un unicum, la possibilità di spaziare nella scelta dei dettagli, ecc...), considerato che per la maggior parte degli utenti qui sul forum Caldonazzo non è una meta irraggiungibile, beh io una chiacchieratina dal vivo con Dario la farei....
In primis perché le misure sono sicuramente importanti, ma prese a se stanti dicono poco se non correlate ad altri parametri sia fisici (dorso piatto piuttosro che curvo, comparsa di indolenzimento/dolore da retrazioni muscolari indotte da posture non corrette mantenute a lungo, ecc...), sia legati alla modalità d'uso della bici (tipologia di percorsi affrontati più frequentemente, chilometri mediamente percorsi ad ogni uscita, ecc..).
In seconda battuta rinunciare al colloquio vis a vis con Dario è paragonabile ad una forma di autocastrazione, si perderebbe probabilmente la cosa più bella di tutto l'iter realizzativo del telaio, quel ricordo che a distanza di tempo fa scaturire sul viso un sorriso quasi da ebete.....Infine si perderebbe la possibilità di conoscere Dario Pegoretti come uomo, il suo pensiero e la sua visione del mondo, sicuramente questa sarebbe la rinuncia di gran lunga peggiore.
Poi ognuno è libero beninteso di fare ciò che vuole o-o

Concordo in pieno, ma qui si discuteva della possibilità teorica, non della opportunità praticao-o
 

Bartali

Velocista
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come Ti ho detto se si vende qualcosa di paragonabile ai gusti del gelato quello che dici è fuori discussione, ma se si vende qualcosa di più complesso la professionalità di un commerciante impone, nel rispetto delle scelte del cliente, di non limitarsi alla consegna dell'oggetto.
Perché nell'esempio delle scarpe credi che non ci sia di mezzo la salute?
Tendiniti e consumo delle cartilagini sono problematiche gravi che possono accompagnare il malcapitato per tutta la sua esistenza ...
Quello che descrivi Tu più che un negozio è un discount dove la mercanzia è sugli scaffali a disposizione dei clienti che possono prenderla e pagarla alla cassa.

Se io voglio un paio di LW ma non faccio Gf e circuiti, perchè non potrei averle?
Se io voglio il telaio XY ma sono una pippa bestiale, perchè un negoziante è scorretto se me lo vende?
E' scorretto se mi dice che con quello diventerò una scheggia, non se me lo vende.
Hai detto, incidentalmente, una cosa sacrosanta, la cosa più importante a mio avviso:
"nel rispetto delle scelte del cliente"

Che ci piaccia o meno, è quello che bisogna rispettare prioritariamente.
Checchè tu ne dica, se io voglio comprarmi un paio di scarpe da running e andarci in giro distruggendo i miei tendini, nessuno me lo può impedire (per fortuna).

Tu descrivi un mondo dove debba essere prescritta come una medicina quasi ogni cosa....un incubo totalitario. Il totalitarismo della ragione.
Se il sonno della ragione genera mostri, la ragione utilitaristica genera prigioni e grigiori.

Ma forse ora sono andato un po' oltre....torniamo a parlare di pegoretti, che è meglioo-o
 
S

sante pollastri

Guest
dico la mia:pedalo su diverse bici(acciaio,carbonio,alluminio)tutte con misure molto simili tra loro in quanto qualcuna l'ho comprata usata,ma le differenze sono dell'ordine del mezzo cm.
riesco a condurle tutte al limite e preferisco di gran lunga l'acciaio,che mi dà sensazioni e prestazioni superiori.
la prossima bici credo sarà una Pegoretti,di sicuro non sarà nè l'ultima nè la bici della vita,forse sarà la preferita.
se non avessi avuto la fortuna di possedere altre bici avrei chiesto a Dario la bici che ho in mente:una BLE,la piu' estrema,come dice Lui,con un pronunciato dislivello sella/manubrio e senza rialzi del tubo sterzo.
siccome così non è, la molla principale che mi spinge a possedere una Pegoretti è la curiosità.
curiosità di vedere come mi mette in bici(sarebbe la prima volta che qualcuno mi impone le misure....) e quale modello mi consiglia.
poi magari mi farebbe proprio un BLE.
ma se io dovessi investire un mucchio di soldini per la bici della mia vita e non fosse possibile farla come dico io,beh,me la procurerei per altre vie,da stock.
 
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ezio79

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Se io voglio un paio di LW ma non faccio Gf e circuiti, perchè non potrei averle?
Se io voglio il telaio XY ma sono una pippa bestiale, perchè un negoziante è scorretto se me lo vende?
premesso che nell'esempio io avevo parlato addirittura di cicloturista,
è scorretto non spiegare che quel prodotto è progettato per un determinato uso e che ha evidenti controindicazioni se se ne fa un uso diverso: assenza di confort, problemi di gestibilità in discesa ed in presenza di vento, necessità di rimandare la ruota in ditta in caso di rottura di un raggio ect oppure nel caso del telaio perché le geometrie non sono compatibili e quindi è impossibile l'adattamento nonostante un fuori sella inesistente, una torre di spessori ect e che con quel telaio non solo si pedalerà in modo inefficiente (quindi peggio che con uno infinitamente più economico), ma che potrebbe anche causare o accentuare dolori vari.

PS per fortuna le Corti Statunitensi arrivano anche a condannare per molto meno :mrgreen:

E' scorretto se mi dice che con quello diventerò una scheggia, non se me lo vende.
in questo caso - se dimostrabile - si sfiora la truffa o il raggiro :mrgreen:

Hai detto, incidentalmente, una cosa sacrosanta, la cosa più importante a mio avviso:
"nel rispetto delle scelte del cliente"

Che ci piaccia o meno, è quello che bisogna rispettare prioritariamente.
con questo aspetto intendevo marcare la differenza tra un commerciante (che alla fine rispetta la volontà del cliente e vende, salvo casi limite)
ed il professionista e l'artigiano che invece hanno doveri professionali di non fare cose contrarie alla loro etica professionale.

Checchè tu ne dica, se io voglio comprarmi un paio di scarpe da running e andarci in giro distruggendo i miei tendini, nessuno me lo può impedire (per fortuna).
premesso che visto che lo hai citato sarebbe contrario a un principio di indisponibilità del diritto alla salute (oltre che un danno indiretto al sistema sanitario nazionale),
io ho sottolineato che un negoziante è professionale se Ti assiste nell'acquisto, quindi nel caso di specie Ti chiederà cosa Ti serva e perché, quindi di rispettosamente (cosa davvero facile) approfondirà l'indagine e fornirà le dovute spiegazioni al cliente, quindi eventualmente di fronte all'insistenza dello stesso, insensibile agli avvisi ed alle alternative proposte, in pace con la propria coscienza e con i propri doveri morali e sociali venderà le scarpe.

Tu descrivi un mondo dove debba essere prescritta come una medicina quasi ogni cosa....un incubo totalitario. Il totalitarismo della ragione.
Se il sonno della ragione genera mostri, la ragione utilitaristica genera prigioni e grigiori.

Ma forse ora sono andato un po' oltre....torniamo a parlare di pegoretti, che è meglioo-o
perdonami o-o, ma sei Tu che vuoi vedere nella professionalità altrui una limitazione alla Tua libertà, ignaro che la conoscenza è l'unica strada per la vera libertà
 

Bartali

Velocista
16 Ottobre 2006
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premesso che nell'esempio io avevo parlato addirittura di cicloturista,
è scorretto non spiegare che quel prodotto è progettato per un determinato uso e che ha evidenti controindicazioni se se ne fa un uso diverso: assenza di confort, problemi di gestibilità in discesa ed in presenza di vento, necessità di rimandare la ruota in ditta in caso di rottura di un raggio ect oppure nel caso del telaio perché le geometrie non sono compatibili e quindi è impossibile l'adattamento nonostante un fuori sella inesistente, una torre di spessori ect e che con quel telaio non solo si pedalerà in modo inefficiente (quindi peggio che con uno infinitamente più economico), ma che potrebbe anche causare o accentuare dolori vari.

PS per fortuna le Corti Statunitensi arrivano anche a condannare per molto meno :mrgreen:


in questo caso - se dimostrabile - si sfiora la truffa o il raggiro :mrgreen:


con questo aspetto intendevo marcare la differenza tra un commerciante (che alla fine rispetta la volontà del cliente e vende, salvo casi limite)
ed il professionista e l'artigiano che invece hanno doveri professionali di non fare cose contrarie alla loro etica professionale.


premesso che visto che lo hai citato sarebbe contrario a un principio di indisponibilità del diritto alla salute (oltre che un danno indiretto al sistema sanitario nazionale),
io ho sottolineato che un negoziante è professionale se Ti assiste nell'acquisto, quindi nel caso di specie Ti chiederà cosa Ti serva e perché, quindi di rispettosamente (cosa davvero facile) approfondirà l'indagine e fornirà le dovute spiegazioni al cliente, quindi eventualmente di fronte all'insistenza dello stesso, insensibile agli avvisi ed alle alternative proposte, in pace con la propria coscienza e con i propri doveri morali e sociali venderà le scarpe.


perdonami o-o, ma sei Tu che vuoi vedere nella professionalità altrui una limitazione alla Tua libertà, ignaro che la conoscenza è l'unica strada per la vera libertà

Il dovere del negoziante è assisterti SE gli viene richiesto. Se entra un cicloturista e vuole quel telaio il negoziante non fa male a venderglielo. Nè è tenuto per forza a dissuaderlo dall'acquisto.
E' tenuto a spiegare le caratteristiche di un prodotto (come tu hai ben spiegato all'inizio del messaggio quotato), ma non a dire "a te che sei un cicloturista non lo vendo, anche se ne conosci gli svantaggi e pur conoscendoli te ne freghi", come tu invece sembravi all'inizio voler far intendere. Poi fortunatamente con lo scorrere della discussione vedo che la tua posizione si è notevolmente ammorbidita, e questo mi fa piacere.

Fare il telaista è certamente un mestiere diverso, ciononostante tutti, e dico tutti, compreso Dario, danno la possibilità, comunque, anche se per vie traverse, di avere telai con misure stock.

Infine, io non ignoro certo che la conoscenza è una strada per la libertà, ma non condivido certo che sia l'unica.
I modelli di conoscenza possono essere vari, come vari sono i tipi di intelligenza, almeno 7 diversi. Chi sono io per giudicare quale sia l'unica forma di conoscenza vera?o-o
Ho visto anche zingari felici, diceva Claudio Lolli....

La professionalità degli altri non è una limitazione alla mia libertà, anzi è un supporto. A patto che essa venga fornita solo quando richiesta e non constituisca un ostacolo, nel caso di visioni diverse sulle cose, alla piena esplicazione della mia libertào-o
 

orsoarcubo

Velocista
29 Ottobre 2008
5.003
335
Fossato (PO)
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Bici
Colnago-Masi-Grandis-Passoni
non intendo parlare di artigiani che non conosco a sufficienza,
ma l'aspetto "artistico" penalizza e non avvantaggia Dario
perché tanti credono che le sue bici siano "da esposizione",
mentre Lui ha sempre ribadito con forza che la prima cosa che gli sta a cuore è mettere il cristiano in condizione di pedalare bene!
La "moda" c'è solo all'estero perché probabilmente ha ottimi rivenditori che sono riusciti a portarlo sulla cresta dell'onda, ma - per fortuna - non mi sembra che abbia mai assunto atteggiamenti da "stilista" del momento.
Resta un persona cordiale, umile, seria e preparata che fa con passione ed esperienza il suo mestiere cercando nella soddisfazione del cliente prima ancora che nel denaro, la propria ricompensa.

Mi sono espresso evidentemente male,con "artistico" intendevo che Dario è appunto un artista,a tutti i livelli e come artista intendo comunque una artigiano estremamente di nicchia.
Inutile dire che la penso come te su come è Dario,pur non conoscendolo di persona ho avuto ( per fortuna) modo di leggere cose sue e di scambiare opinioni sul forum ed ho capito che si tratta di una persona umile e competente,con uno spiccato senso dell'umorismo che non guasta mai.
Poi il fatto che sia un pò,diciamo,naif non fa altro che accrescere il suo personaggio pur essendo lui fondamentalmente un antidivo.
 

geminiani

Apprendista Passista
18 Agosto 2006
1.186
11
lissone
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Bici
baci
Vi racconto una mia chiacchierata con Dario, a memoria ci siam detti più o meno queste cose...

io: faccio 5000km l'anno, il telaio mi serve per uscire con gli amici la domenica mattina, faccio 5 o 6 mediofondo l'anno e arrivo sempre ultimo, che telaio mi consigli?
D: un Duende farebbe al caso tuo
io: mmmm a me piacciono i forcellini tipo quelli del mxxxxxo, non si potrebbe fare una cosa simile sul duende?
D: no
io: be', come no? non credo che sia impossibile
D: no, per fare quel tipo di forcellini ci vogliono 3h in più a telaio poi non avrebbero senso...
io: no, sul discorso tecnico non discuto, ma io parlo di estetica, se si potesse fare a me piacerebbe molto di più...
D: no

A quel punto l'ho visto iniziare ad accarezzare un tubo in modo sospetto per la mia incolumità e così non ho insistito oltre e ho cambiato discorso.
 

Bartali

Velocista
16 Ottobre 2006
5.420
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Vi racconto una mia chiacchierata con Dario, a memoria ci siam detti più o meno queste cose...

io: faccio 5000km l'anno, il telaio mi serve per uscire con gli amici la domenica mattina, faccio 5 o 6 mediofondo l'anno e arrivo sempre ultimo, che telaio mi consigli?
D: un Duende farebbe al caso tuo
io: mmmm a me piacciono i forcellini tipo quelli del mxxxxxo, non si potrebbe fare una cosa simile sul duende?
D: no
io: be', come no? non credo che sia impossibile
D: no, per fare quel tipo di forcellini ci vogliono 3h in più a telaio poi non avrebbero senso...
io: no, sul discorso tecnico non discuto, ma io parlo di estetica, se si potesse fare a me piacerebbe molto di più...
D: no

A quel punto l'ho visto iniziare ad accarezzare un tubo in modo sospetto per la mia incolumità e così non ho insistito oltre e ho cambiato discorso.

E quindi il telaio non lo hai preso più?:mrgreen:
E se avessi voluto un Marcelo te lo avrebbe fatto?o-o
 

utah

Maglia Amarillo
18 Dicembre 2006
8.895
347
Pampas Lacustre.
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La situazione è paradossale.

Pegoretti è un bravo arigiano che conosce a perfezione il suo lavoro.

Questo fa si che lui e forse pochi altri come lui siano




Unici nel loro campo.
 

orsoarcubo

Velocista
29 Ottobre 2008
5.003
335
Fossato (PO)
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Colnago-Masi-Grandis-Passoni
La situazione è paradossale.

Pegoretti è un bravo arigiano che conosce a perfezione il suo lavoro.

Questo fa si che lui e forse pochi altri come lui siano




Unici nel loro campo.

...basta vedere quanti pro hanno corso con le sue bici sotto altri marchi....questo da se basterebbe a far capire chi è e cosa sà fare questo signore.
 
Stato
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