Idem la penso proprio come te.... Da quando pratico il ciclismo ogni ansia e pensiero svaniscono.... Benvenuta BDC!!!
Scusa abarthkit, ma lui dice:
Sto bene quando vado in bici e sono sereno con i miei figli e con mia moglie tutte le volte che torno a casa. Sono riuscito a combattere le mie ansie con lo sport, anche se credo di aver sostituito le mie ansie con il ciclismo. forse mi sbaglio, ma non saprei. Apprezzo questo tread perchè leggo di persone che provano le mie stesse sensazioni e credo sia una buona forma di autoterapia condivisa. Grazie
Non è che le ansie siano generate proprio dalla pratica del ciclismo, e che quindi solo la sua pratica, a volte esagerata, contribuiscano sia al manifestarsi che alla scomparsa del malessere?
Io vado in bici da 13 anni, per i primi 5-6 anni facendo 3000 km, da 5-6 con regolarità ma stando attento a fare meno di 10000 km annui proprio perchè mi sembra già una distanza da pazzi: quando in un gruppo ascolto gente a fine stagione che parla di 13-15000 km mi spavento e mi preoccupo per loro.
Quest'anno ho iniziato a pensare a come tagliare il cordone ombelicale che ormai mi lega a questa disciplina. Attualmente esco 2, max 3 volte in settimana, ma cerco però di fare dai 70 km della sgambata infrasettimanale ai 150-200 del lungo del sabato. Non riesco ad uscire se non posso dedicare almeno 3 ore al colpo (il sabato la giornata è completamente dedicata alla bici, con partenza al mattino e rientro nel pomeriggio inoltrato), dato che tempi minori mi costringono a fare sempre le solite strade, e questo mi annoia.
Mi spiacerebbe chiudere definitivamente, anche perchè ormai posso dire di avere trovato, grazie alla bici, anche alcuni amici.
Quindi che farò? Tornerò come agli inizi, a fare "passeggiatine" di 2 ore nei boschi attorno a Bolzano, città nella quale risiedo? Ma come faccio ad abbandonare gli allenamenti che al sabato in estate mi consentono di fare 3-4 passi dolomitici partendo da casa? (cosa per la quale penso di essere invidiato da molti amanti della bici).
Insomma sono entrato in un tunnel, come quello che mi pare di capire sia lo stato di chi parla della bici collegandola in qualsiasi modo all'ansia, sia che la ritenga generatrice di questa, sia che la ritenga (a torto secondo me) la soluzione.
Cerco una uscita "giusta" ma non so se ci sia, e credo quindi che non mi rimanga che continuare così per un paio di stagioni ancora, fino alla saturazione ed alla chiusura completa con questa attività con il ritorno alle abitudini pre-ciclistiche, ovviamente rapportate agli anni che nel frattempo sono passati.