Non va mai presa per reale la misura della circonferenza-ruota fornita dai ciclomputer o risultante da vari calcoli teorici, perchè i copertoncini sono diversi fra di loro e dipende dalla pressione di gonfiaggio: quindi l'unico modo preciso è quello di gonfiare le gomme alla pressione di esercizio, salire in bici con impugnatura bassa e, pedalando lentamente accanto a un muro, far compiere un giro di ruota e quindi misurare lo sviluppo reale a terra.
Perché i fautori di questo metodo non capiscono che l'errore che si introduce semplicemente non riusciendo a far compiere un percorso perfettamente rettilineo alla ruota è molto superiore all'errore di misura del semplice diametro della ruota da fermo e poi moltiplicarlo per pigreco? Se misurate sull'asfalto il punto di partenza e di arrivo del segno di uniposca sul cerchione lo farete in linea retta, ma siete sicuri che la ruota ha percorso quella distanza dritta e non a zigzag? Sottostimerete sicuramente la lunghezza del giro. Non a caso vengono fuori valori di 2080...
Fate così: salite sulla bici ferma, tenendovi ovviamente ad un appoggio...
Un vostro amico avrà in mano un metro rigido, oppure un bastone, appoggiato perpendicolarmente a terra, per far sì che sia tenuto pefettamente perpendicolare e togliervi anche questo errore usate una bolla o un filo a piombo. Dovete segnare e misurare la distanza sul bastone che da terra arriva al punto più alto del battistrada, nella parte superiore della ruota.
Questo è il diametro.
Se siete precisi al mm, non potete introdurre un errore più grande di 3,14mm nella circonferenza.



senza rancore sia chiaro!