No, credimi, non e' sarcasmo e mi spiace che tu lo intenda in questo modo. Se traspare questo dalle mie parole mi ritiro mestamente. E' semplice ironia.
ll rock mi piace, mi piacciono molte forme di rock. Semplicemente chiamo le cose con il loro nome.
Posso anche trovare dolcissimo e coinvolgente "wonderful tonight" di clapton e trovare l'inciso di chitarra azzeccato e appassionante nel contesto, ma da qui a dire che clapton sia un gran chitarrista o padroneggi lo strumento a sei corde ce ne passa.
Posso pensare che alcuni testi di de andre' siano riusciti, trasmettano elementarmente emozioni (anche se conditi da furbesca immediatezza) ma da qui a definirlo poeta ce ne passa.
Allo stesso modo, mi rendo conto che IN QUELL'AMBITO ovvero in quel genere di musica leggera, gli esempi postati abbiano tentato di proporre qualche cosa di relativamente nuovo (oddio, i riferimenti e le scopiazzature ci sonoe sono evidenti cosi' come i deliri da presunto genio) anche se conditi da parecchia boria ingiustificata a e idee di base assai deboli ma da qui a parlare di talento a pacchi evidente nelle dinamiche armoniche, ritmiche e melodiche...beh, ce ne passa.
Non c'e' metro. C'e' un pentagramma, delle note, delle dinamiche armoniche e melodiche oltreche' ritmiche.
TI porto un esempio: prova a obbligare uno scrittore a scrivere un libro utilizzando 10 verbi, 5 aggettivi e una trentina di parole. Quanto pensi possa essere espressivo?
Oppure mi devo aspettare che moccia prossimamente ritiri il premio nobel per la letteratura?
Hai parlato, in un tuo intervento, di blues. Una miniera di incapaci. Il blues ha senso nei luoghi e nell'ambito e periodo storico nel quale e' nato. Ha ed aveva senso non estrapolato dalla storia, dal luogo.
E' poi diventato una fucina miserabili. Qualunque chitarrista alle prime armi se invitato ad una casalinga jam chiedera' :"ok, facciamo un blues" tonalita' a scelta.
Non padroneggi le misolidie ma immagino tu sappia il perche'. Qualunque cialtrone dopo qualche mese e un paio di licks di pentatoniche riesce ad apparire accettabile allo strumento.
Ma parliamo di un genere che, se lasciato al proprio posto storicamente, in effetti ha rappresentato una evoluzione storica e la possibilita' di espressione a chi espressione non poteva avere nella propria ignoranza estrema.
Di esempi ne potrei portare a migliaia scandalosamente anche fra quelli considerati chitarristi che hanno fatto la storia.
Personalmente, del linguaggio da ape maja e di pentatoniche da strapazzo e tentativi espressivi pari a zero, non ho gran rispetto. O, quantomeno, li riconosco e sorrido.
Continuo a pensare che la musica sia uno strumento espressivo serio.
Nutro amore, dedizione, rispetto per essa e non amo coloro i quali, miseramente o a scopo economico, la cialtroneggiano.