Nuove frontiere: W' & CP parliamone

andry96

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Io la penso esattamente al contrario. Il cuore si regola automaticamente a seconda di quanto ossigeno serve al corpo. Se ti serve più ossigeno il cuore pomperà più velocemente, e se il muscolo cardiaco si rinforza o si espande pomperà più lentamente.

Il vero collo di bottiglia è l'assorbimento di ossigeno a livello cellulare.

Se il problema fosse il sangue trasportato dal cuore, allora per fare i watt di Pogacar quando il suo cuore batte a 100 bpm mi basterebbe portare il mio cuore a 170 bpm, per esempio. Ma a 100 bpm le sue cellule stanno facendo un lavoro totalmente diverso dalle mie, lui consuma semplicemente ossigeno, io sto annegando nell'acido lattico.

Paradossalmente il massimo consumo di ossigeno "puro", cioè senza interferenze con altri sistemi energetici, è ad intensità basse (da cui derivano le varie teorie sulla zona 2).
no il massimo consumo di ossigeno è a vo2 max

l'acido lattico nel corpo non esiste, esiste il lattato ma non è il nemico anzi...

 

canserbero

los tigres no andan en manada
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Io la penso esattamente al contrario. Il cuore si regola automaticamente a seconda di quanto ossigeno serve al corpo. Se ti serve più ossigeno il cuore pomperà più velocemente, e se il muscolo cardiaco si rinforza o si espande pomperà più lentamente.

Il vero collo di bottiglia è l'assorbimento di ossigeno a livello cellulare.

Se il problema fosse il sangue trasportato dal cuore, allora per fare i watt di Pogacar quando il suo cuore batte a 100 bpm mi basterebbe portare il mio cuore a 170 bpm, per esempio. Ma a 100 bpm le sue cellule stanno facendo un lavoro totalmente diverso dalle mie, lui consuma semplicemente ossigeno, io sto annegando nell'acido lattico.

Paradossalmente il massimo consumo di ossigeno "puro", cioè senza interferenze con altri sistemi energetici, è ad intensità basse (da cui derivano le varie teorie sulla zona 2).
Solitamente in sforzi massimali o submassimali protratti c’è un plateau della gittata cardiaca che non è sufficientemente compensato dall’aumento della fc. Infine, per tagliarla breve, è fuorviante ragionare a compartimenti stagni perché credo sia quasi inevitabile che a determinati adattamenti centrali seguiranno determinati adattamenti periferici e viceversa.
 

pianpianello

Gregario
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cancello a pedali
no il massimo consumo di ossigeno è a vo2 max

l'acido lattico nel corpo non esiste, esiste il lattato ma non è il nemico anzi...

Ovviamente il massimo consumo è a vo2max, ma a vo2max i processi cellulari non sono puramente ossidativi. Motivo per cui per me il collo di bottiglia ossidativo è già visibile e misurabile a intensità basse, ad esempio a LT1.

Se questo collo di bottiglia si allenabile e quanto lo sia, è tutto discutibile. C'è chi parla di volume in z2, chi parla di alta intensità, chi parla di polarizzato, norvegese, eccetera, e chi dice che purtroppo è tutta genetica.

Solitamente in sforzi massimali o submassimali protratti c’è un plateau della gittata cardiaca che non è sufficientemente compensato dall’aumento della fc.
Sì ok, ma chi è forte spinge tanti watt anche a frequenze cardiache molto basse, tipo 100-120 battiti, e quindi non individuo nel cuore un collo di bottiglia.
 

andry96

Ammiraglia
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Ovviamente il massimo consumo è a vo2max, ma a vo2max i processi cellulari non sono puramente ossidativi. Motivo per cui per me il collo di bottiglia ossidativo è già visibile e misurabile a intensità basse, ad esempio a LT1.
sono due concetti abbastanza diversi inutilmente mischiati
Se questo collo di bottiglia si allenabile e quanto lo sia, è tutto discutibile. C'è chi parla di volume in z2, chi parla di alta intensità, chi parla di polarizzato, norvegese, eccetera, e chi dice che purtroppo è tutta genetica.
una non esclude l'altra, poi ovvio che se ti alleni come pogacar non diventi pogacar
Sì ok, ma chi è forte spinge tanti watt anche a frequenze cardiache molto basse, tipo 100-120 battiti, e quindi non individuo nel cuore un collo di bottiglia.
conosci la loro gittata cardiaca e la tua? quanto ossigeno il loro sistema cardiovascolare trasporta a 120 battiti?


trovare un collo di bottiglia unico è comunque una chimera
 

canserbero

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Sì ok, ma chi è forte spinge tanti watt anche a frequenze cardiache molto basse, tipo 100-120 battiti, e quindi non individuo nel cuore un collo di bottiglia.
il contesto era quello di fare allenamento per stimolare il massimo consumo di ossigeno con il fine di portare il cuore in condizioni in cui gittata e frequenza cardiaca sono elevate. La speranza è che alla lunga ci sia una rimodellazione cardiaca utile alla pratica. Le ricadute sono un po’ a tutti i livelli, comprendendo sia prestazione a sforzi massimali che non.
 

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bravo, giusto rimodulare il mio intervento, che doveva esser preso come consiglio e non come un rimprovero, pero capisco che molto hanno bisogno di avere una base numerica per avere stimoli nell'allenarsi. e sono il primo a volte d esserlo, sempre con lo sguardo sul que garmin dove ovviamente i watt sono i soli dati che guardo, pero alla fine sento di vole uscire per voglia di pedalare e voglia sdi esplorare e non di mettermi ogni volta in esame.
Ognuno ha il proprio modo di vivere la bici.. c'é chi ci sballa ad avere la bici da 7 Kg, ruote top livello per pedalare solo la Domenica, chi come me di queste cose se ne fotte e vuole migliorare la potenza, chi se ne fotte di entrambe le cose ed esce con marsupio panino per farsi una scampagnata. Non si può avere la pretesa che gli altri vivano la bicicletta come noi pensando che ci siano un modo è giusto e uno sbagliato, per me lo spartiacque è fra chi gareggia e tutti gli altri, i professionisti non tiriamoli nemmeno il ballo che sono un altro pianeta. Tornando ai watt per me che giro da solo e la sfida è spesso con me stesso e con i tempi i numeri sono tutto, sono al mia motivazione e la mia cartina tornasole di come sto facendo le cose.
 
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trovare un collo di bottiglia unico è comunque una chimera
Sostanzialmente corretto.
Non c'è una singola limitazione ma un accoppiamento continuo fra disponibilità e richiesta che coinvolge tutti gli aspetti: trasporto convettivo (portata cardiaca, emoglobina, flusso); diffusione periferica (trasferimento ossigeno da capillari a mitocondri); capacità ossidativa mitocondriale disponibile, carico neuromuscolare (che contribuisce a definire livello e durate sostenibili e modula ulteriormente la risposta).
Continuano ad essere corretti gli scenari estremi (più allenati a prevalente limitazione nel trasporto, meno allenati in cui prevale limitazione periferica), ma la "soluzione" non è riconducibile in modo semplice a un singolo elemento prevalente (potrebbe, ma non sempre e non sempre allo stesso modo).
 
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LIUL

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Non si può avere la pretesa che gli altri vivano la bicicletta come noi pensando che ci siano un modo è giusto e uno sbagliato, per me lo spartiacque è fra chi gareggia e tutti gli altri, i professionisti non tiriamoli nemmeno il ballo che sono un altro pianeta. Tornando ai watt per me che giro da solo e la sfida è spesso con me stesso e con i tempi i numeri sono tutto, sono al mia motivazione e la mia cartina tornasole di come sto facendo le cose.
sono totalmente d'accordo con la prima parte ma sul fatto che la tua unica motivazione siano i numeri, i watt invece la vedo diversamente, il rischio è che la motivazione sia un pò effimera e presto ci si arrivi a stancare di confrontarsi solo con se stessi e con i numeri, per fare un esempio nello sport che hai praticato, è un pò come sollevare 50 kg di panca piana da solo in cantina, possono essere tanti o pochi... il termine di paragone c'è l'hai quando ti confronti con gli altri e non parlo necessariamente di gare ma anche uscite di gruppo, strava ecc. Detto questo ognuno è libero di vivere la bici (e tutto il resto) come crede
 

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sono totalmente d'accordo con la prima parte ma sul fatto che la tua unica motivazione siano i numeri, i watt invece la vedo diversamente, il rischio è che la motivazione sia un pò effimera e presto ci si arrivi a stancare di confrontarsi solo con se stessi e con i numeri, per fare un esempio nello sport che hai praticato, è un pò come sollevare 50 kg di panca piana da solo in cantina, possono essere tanti o pochi... il termine di paragone c'è l'hai quando ti confronti con gli altri e non parlo necessariamente di gare ma anche uscite di gruppo, strava ecc. Detto questo ognuno è libero di vivere la bici (e tutto il resto) come crede
capisco il discorso... non è che abbia problemi anzi mi farebbe piacere confrontarmi, è che proprio non conosco nessuno. gli unici amici che ho e che vanno in bici vanno in osteria a ubriacarsi come bestie, il che non è esattamente il mio modo di intendere la bicicletta..
 
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Sostanzialmente corretto.
Non c'è una singola limitazione ma un accoppiamento continuo fra disponibilità e richiesta che coinvolge tutti gli aspetti: trasporto convettivo (portata cardiaca, emoglobina, flusso); diffusione periferica (trasferimento ossigeno da capillari a mitocondri); capacità ossidativa mitocondriale disponibile, carico neuromuscolare (che contribuisce a definire livello e durate sostenibili e modula ulteriormente la risposta).
Continuano ad essere corretti gli scenari estremi (più allenati a prevalente limitazione nel trasporto, meno allenati in cui prevale limitazione periferica), ma la "soluzione" non è riconducibile in modo semplice a un singolo elemento prevalente (potrebbe, ma non sempre e non sempre allo stesso modo).
in atleti avanzati il limite è la gittata cardiaca, il vo2max, infatti il doping negli sport aerobici verte sempre sull'aumento del trasporto dell'ossigeno e difficilmente sull'aumento di forza muscolare. Diverso il discorso in soggetti meno allenati
 

LIUL

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capisco il discorso... non è che abbia problemi anzi mi farebbe piacere confrontarmi, è che proprio non conosco nessuno. gli unici amici che ho e che vanno in bici vanno in osteria a ubriacarsi come bestie, il che non è esattamente il mio modo di intendere la bicicletta..
è cosi' per tutti o almeno per tanti, anche io quando ho iniziato non conoscevo nessuno, la prima volta mi sono buttato in un gruppo che ho incontrato casualmente, cosi'piano piano ho iniziato a fare conoscenze nell'ambiente e nel giro di un paio dio anni ho stretto le migliori amicizie che ho. è più semplice di ciò che sembra, se conosci i vari punti di partenza dei gruppi un giorno vai al ritrovo e inizi a pedalare... il resto viene da se
 

Enea96

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in atleti avanzati il limite è la gittata cardiaca, il vo2max, infatti il doping negli sport aerobici verte sempre sull'aumento del trasporto dell'ossigeno e difficilmente sull'aumento di forza muscolare. Diverso il discorso in soggetti meno allenati
Anche no, è esattamente il contrario. Nei Professionisti il valore di Vo2Max è molto simile e talmente alto da non portare a variazioni tra un atleta e l'altro. Negli amatori per definizione le differenze sono molto maggiori e portano ad ovvie differenze molto marcate.
 

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Anche no, è esattamente il contrario. Nei Professionisti il valore di Vo2Max è molto simile e talmente alto da non portare a variazioni tra un atleta e l'altro. Negli amatori per definizione le differenze sono molto maggiori e portano ad ovvie differenze molto marcate.
Penso di essere stato il primo a fare un intervento senza dare un dovuto contesto - erroneamente l’ho dato per sottointeso visto a chi mi stavo principalmente rivolgendo - e senza di quello credo sia un praticamente impossibile dare un’indicazione che sia in qualche modo utile al singolo nel momento storico della propria carriera sportiva. Avendo anche corso a piedi, a me ha sempre impressionato il modesto valore di vo2max dichiarato di Kipchoge, eppure si sa come era la questione 7-8 anni fa; e ovviamente parliamo di altro sport in cui l’efficienza del gesto deve avere un peso e variabilità individuale maggiore rispetto al ciclismo, ma credo che se si considerano le cose con larghe vedute, e cerca di di contestualizzare, non si dovrebbero trovare contraddizioni a quanto ognuno ha detto
 
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Anche no, è esattamente il contrario. Nei Professionisti il valore di Vo2Max è molto simile e talmente alto da non portare a variazioni tra un atleta e l'altro. Negli amatori per definizione le differenze sono molto maggiori e portano ad ovvie differenze molto marcate.
infatti nel professionismo il livello è meno eterogeneo rispetto al mondo amatoriale, ad alti livelli per fare la differenza bisogna massimizzare i marginals gains ma di fatto negli sport di endurance ciò che conta è quanto ossigeno si può trasportare, da quarant'anni a questa parte infatti si è sempre ricercato questo con metodi più o meno leciti. Poi chiaro che quando si hanno livelli simili entrano in gioco economia dl gesto capacità tecniche alimentazione recupero ecc.
 

LIUL

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Avendo anche corso a piedi, a me ha sempre impressionato il modesto valore di vo2max dichiarato di Kipchoge, eppure si sa come era la questione 7-8 anni fa; e ovviamente parliamo di altro sport in cui l’efficienza del gesto deve avere un peso e variabilità individuale maggiore rispetto al ciclismo, ma credo che se si considerano le cose con larghe vedute, e cerca di di contestualizzare, non si dovrebbero trovare contraddizioni a quanto ognuno ha detto
il suo vo2ma era basso se confrontato con altri atleti di elite ma parliamo cmq di valori oltre 70, probabilmente a farne un fenomeno è stata la capacità di stare vicino a vo2 per tanto tempo, l'economia di corsa e un tipo di fibre muscolari perfette per la corsa di lunga distanza. Però ciò ci conferma appunto che la grossa differenza nell'endurance la fa la cilindrata del motore, poi è ovvio che ci saranno amatori con 85 di vo2max lontanissimi dalle prestazioni dei pro ma il motivo è che non sono allenati per utilizzare quel vo2max. Faccio un esempio, prendi un atleta con 50 di vo2max e fallo allenare e vivere per anni come un pro, non arriverà mai a 6 wattkg di ftp, fai la stessa cosa con uno che ha 85 o 90, in questo caso è probabile che arriverà a quel valore
ho preso come esempio 6 wattkg perchè credo sia lo spartiacque tra prof di buon livello e corridori elite/amatori avanzati
 
22 Marzo 2007
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in atleti avanzati il limite è la gittata cardiaca, il vo2max, infatti il doping negli sport aerobici verte sempre sull'aumento del trasporto dell'ossigeno e difficilmente sull'aumento di forza muscolare. Diverso il discorso in soggetti meno allenati
Come approssimazione generale sì. Approssimazione che però non è sufficiente a definire gli interventi correttivi individuali, stante quanto osservato prima (i diversi aspetti operano in parallelo e si sovrappongono) :)
 

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capisco il discorso... non è che abbia problemi anzi mi farebbe piacere confrontarmi, è che proprio non conosco nessuno. gli unici amici che ho e che vanno in bici vanno in osteria a ubriacarsi come bestie, il che non è esattamente il mio modo di intendere la bicicletta..
mannaggia non volevo sporcare questo topic con cose stupide e inopportune...
io tutte le amicizia ciclistiche le ho fatte e maturate in strada... conosco tizio caio, poi lo rincontro e poi ci scambiamo il telefono....profilo strava, e poi "se so rose fioriranno".
Magari esci in orari improbabili e appunto con poca continuità.
 

Enea96

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Due punti a riguardo....anche se è abbastanza OT

1) come già specificato sopra, corsa molto diversa da bici, con RE fattore estremamente importante... kipchoge era circa a 75-80, Puppi supera appena i 70, Kilian ha testato 96 lo scorso anno. Sfido a vedere reali differenze in gara nei rispettivi campi basandosi su questo dato.

2) anche nei ciclisti prof. il valore Vo2Max non viene considerato/testato durante l'anno, è una metrica scollegata dalla performance. Viene fatto un test a inizio stagione di controllo, poi ci si basa su ben altro per definire i programmi di allenamento.

Anche perché è un valore difficilmente variabile in atleti di quel livello, e la cui variazione non coincide sempre con aumento di prestazione. Ricordo un Blummenfelt contrariato dall'aver registrato un Vo2Max troppo elevato per il tipo di gara target.

È la condizione minima per partecipare (credo che nel WT si parta da 75-80) ma non predice differenze di performance
 
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Io la penso esattamente al contrario. Il cuore si regola automaticamente a seconda di quanto ossigeno serve al corpo. Se ti serve più ossigeno il cuore pomperà più velocemente, e se il muscolo cardiaco si rinforza o si espande pomperà più lentamente.

Il vero collo di bottiglia è l'assorbimento di ossigeno a livello cellulare.

Se il problema fosse il sangue trasportato dal cuore, allora per fare i watt di Pogacar quando il suo cuore batte a 100 bpm mi basterebbe portare il mio cuore a 170 bpm, per esempio. Ma a 100 bpm le sue cellule stanno facendo un lavoro totalmente diverso dalle mie, lui consuma semplicemente ossigeno, io sto annegando nell'acido lattico.

Paradossalmente il massimo consumo di ossigeno "puro", cioè senza interferenze con altri sistemi energetici, è ad intensità basse (da cui derivano le varie teorie sulla zona 2).
Non ne capisco di fisiologia dello sport essendomi occupato di rianimazione (quindi non proprio di atleti o gente al top) ma la regola generale è che la gittata cardiaca aumenta con la frequenza cardiaca fino ad un certo punto in cui la curva si appiattisce e poi può anche diventare negativa, questo perché a prescindere dall'efficienza del muscolo cardiaco nel produrre gittata sistolica ad un certo punto la fase diastolica (estensiva del miocardio) diventa troppo breve e di conseguenza il riempimento delle camere cardiache non è ottimizzato, poi contestualmente aumenta anche il consumo di ossigeno cardiaco e la perfusione coronarica diminuisce perché in gran parte legata alla fase sistolica (nella persona sana non è un problema comunque)... insomma per dire che l'aumento della FC e della GC non sono lineari ma addirittura negativo ad un certo punto.