Concordo pienamente con Never... Se, come dicono e ci credo, sei parecchio tirato, il non rinunciare quasi a nulla non va più bene se vuoi andare oltre, anzi a dire tutta la verità nemmeno il fai da te non andrebbe più tanto bene. Questo perché sei arrivato al punto in cui stai bene, sei in forma, non manca nulla, ma se vuoi osare di più e vedere dove arrivi devi guardare i dettagli, un esempio importante e chiaro di ciò lo trovi nel "Running Nutrition" di Marco Perugini (edito dal Project I.), nella parte ultima dedicata al "professionista", devi vista la mole chilometrica fare una distribuzione macro normo proteica, bassa di grassi e alta (molto alta!) di cho, bisogna pesare, condire poco, curare gli spuntini, fare i giusti carichi prima di allenamenti duri e gare etc, fare da solo e senza bilancino diventa difficile e per chiarire il panettone ha molti cho ma anche moltissimi grassi, quindi va bene a piccole dosi nel giorno di festa non come routine dopo il lungo, perché altrimenti poi non puoi alzare a sufficienza i cho avendo già troppi grassi, non è facile, anche perché i cho con pochi grassi... Ecco ci siamo capiti, le gioie sono altre.

Si definisce il periodo dove vuoi essere al top di forma ma anche di peso, si segue un percorso, è dura, molto dura, e sicuramente da risultati eccellenti. Devi capire se ne vale la pena, per me no, per te vedi tu.
Quando si parla di alimentazione e forma fisica bisogna differenziare il livello e le ambizioni, il sedentario "attivo", lo sportivo, il professionista.
Il primo se segue una alimentazione equilibrata secondo le linee guida ormai stra-conosciute e mantiene una vita attiva è a posto (non che sia semplice sennò sarebbero tutti in forma là fuori e non simil omino
Michelin).
Il secondo deve fare qualche cosa in più, si allena di più, deve guardare un minimo le calorie anche senza impazzire ma nemmeno andando troppo a caso nè in plus nè in minus, introdurre il minimo sindacale di cho per avere la giusta brillantezza negli allenamenti, curare con più attenzione le fonti proteiche (ne servono un pochino di più quindi vanno un attimo scremate, privilegiando le fonti magre animali, il pesce azzurro, le vegetali, qualche aggiunta di whey quando/se necessario), magari quando necessario qualche piccola integrazione multivitaminica etc...
Il terzo, non necessariamente professionista, vale anche per gli amatori, è uno che tendenzialmente si allena tutti i giorni o quasi, o magari alcuni anche due volte al giorno (vedi triathlon), ha ambizioni di classifica, magari non vincere ma ambizioni comunque importanti, deve curare l'allenamento con programmi ed obiettivi precisi, deve curare anche l'alimentazione nel dettaglio, la precisione deve essere non maniacale ma siamo lì, fine.
Contando che mediamente 7 persone su 10 non sono in nessuna delle 3 (vedi omino Michelin di cui sopra

), già essere in una delle tre è un successo, quale delle tre dipende, io mi ritengo a cavallo tra la 1 e la 2, dipende dai periodi, se vuoi andare oltre, essendo già tu decisamente in forma, non ti resta che la tre ma devi sentirtela e soprattutto secondo me meglio non fare da soli in questo caso.
Concludo dicendo che imho è personale come scelta ma ritengo molto meglio essere tutta la vita nella uno, oppure nella due, che fare un paio di stagioni nella tre e poi "saltare" di testa e finire con gli omini Michelin di cui sopra come spesso vedo accadere, esattamente come negli allenamenti, gente che fa due stagioni o tre in crescendo da "leoni" con 7 allenamenti o 8 a settimana, preparatore, nutrizionista, bilance e vita simil pro, anzi peggio perché dobbiamo pure lavorare, per poi mollare tutto e dopo due anni sedentari + 20 kg, ecco, è personale il modo di vivere lo sport, però questo modo lo vedo un pò pericoloso perché può portare alla "saturazione mentale", l'opposto di quello che dovrebbe essere lo sport amatoriale, non dico sia il tuo caso eh, nemmeno ti conosco, ho solo portato un esempio...