Oetztaler Radmarathon 2013

ezio79

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4 Aprile 2007
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sbt
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di ogni tipo
Ma dove cavolo avete messo tutto il vestiario una volta che le condizioni meteo si sono fatte più clementi? Zainetto? Tutto quanto stipato nelle tasche delle maglie (?!?!?!?), gettato a terra a beneficio degli sciacalli?

Per andare più sul generale: come pensate sia meglio organizzarsi per portarsi dietro tutto l'abbigliamento per uscite di diverse ore nelle quali si può trovare gran freddo, acqua e poi clima più temperato?
tutto materiale estremamente traspirante e studiato, quando il meteo è migliorata è bastato aprire in salita e chiudere in discesa
 

gemano

Apprendista Velocista
5 Marzo 2009
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Via Nirone 7 Alu carbon Veloce 2009- - litespeed t3 sram force 22 fulcrum r3/ red wind 50
Che avventura….in questo week end ho fatto davvero il pieno di emozioni…tante, tantissime belle, qualcuna brutta ma sicuramente tutte molto intense e che rimarranno per molto nella mia testa…ieri sul Rombo sotto una fastidiosa pioggerella ghiacciata a denti stretti ho confidato alla Sarah “è un’esperienza bellissima e son felice di essere qui ma questa manifestazione richiede una dedizione ed una voglia di soffrire che non so se l’anno prossimo avrò ancora intenzione di dedicargli” adesso sono già più possibilista….vedremo…
Ma andiamo con ordine, la trasferta, pianificata sin dallo scorso inverno, è preceduta da una settimana di ansia per il maltempo ma, confidando che come lo scorso anno i siti meteo fossero tutti tendenzialmente pessimisti, prendiamo un po’ sottogamba gli avvertimenti.
Partenza da Milano di buon mattino e come da piano redatto con teutonica precisione pausa pranzo in una Malga (consigliata da un amico “virtuale”) a 5 tornanti (che conterò metro per metro 24 ore dopo) dalla fine del Rombo…ed a 15 minuti dalla strada asfaltata l’aria cristallina ed il cielo sereno ci mettono allegria per cui tra chiacchere (il padrone della malga all’inizio non voleva credere che noi caciaroni fossimo davvero iscritti alla Oetzy), buon cibo e qualche foto “particolare” (vero Missile???) il tempo vola e guardando l’orologio scopriamo che è ora di correre a Solden.
L’arrivo al passo coincide con il peggioramento deciso del tempo ma va beh…anche l’anno scorso poi…Solden è sempre speciale per cui una volta lasciate le cose in hotel ci fiondiamo in paese dove troviamo proprio di tutto…dal mega-agonista che fa la sgambata con 10 gradi e pioggia a chi si ammazza di birra e wurstel…ma il bello del ciclismo è anche questo…ritiro pacchi e 400 foto in paese (significativa quella con la macchina di fine gara e con il missile “toreador”) e si va in albergo per la cena, preparazione delle bici e a nanna…
Notte passata con l’orecchio teso per sentire se la pioggia avesse smesso di picchiare sui vetri ma…inutilmente…ci svegliamo la mattina alle 4.30 e…piove tanto…va beh facciamo colazione poi decidiamo…usciamo per sentire la temperatura ma non lascia scampo…fa pure freddo!!!
Rapido check dei vestiti e scopro che alla fine, sottovalutando troppo il meteo, non ho portato niente di imbottito…per fortuna il Missile mi presta la sua mantellina cerata…alla fine la Sarah ha replicato l’abbigliamento dell’anno scorso (intimo invernale + divisa estiva + gilet antivento + Windstopper pesantino + mantellina leggera manicotti gambali e, unica novità i guanti da sub corredata con qualche “scaldino” sparso per il corpo) io non avendo il windstopper ho confidato nella “doppia mantellina” e nei “doppi guanti”…quando però sollevo la bici per portarla giù dalle scale mi accorgo che tra borsellino sottosella, borsa da manubrio comprata per l’occasione, borracce, ammennicoli vari, guanti di scorta, viveri per una intera campagna di Russia (moriremo di freddo ma non di fame confido alla Sarah uscendo dall’Hotel) è davvero pesantissima…speriamo che il peso in più mi aiuti in discesa mi dico tra me e me…
Il Missile dopo tanti tentennamenti dall’alto della sua trentennale esperienza decide di non prendersi i rischi connessi alle discese con un tempaccio simile ed in effetti bisogna dire che ha dimostrato di avere tanto buonsenso…dai nel 2014 la organizzano ancora…non è un problema!!!
Arriviamo in griglia alle 6.42 (partenza 6.45) con i fari dell’auto di “fine gara” che ci illuminano le schiene…partenza scorrevole ma già a scendre verso Oetz l’andatura è molto blanda…proviamo i freni e più che frenare diciamo che “consigliano” alle ruote di rallentare…l’unica speranza è che andando avanti il tempo migliori e la discesa del Kuthai (la più veloce delle 4) sia se non asciutta almeno non allagata…
Ad Oetz arrivamo in condizioni (a parte mani, piedi e gambe) buone le mantelline hanno tenuto abbastanza e tutto sommato non abbiamo freddissimo e qui però compio il primo grave errore che poi mi condizionerà tutto il giorno…tiro via la mantellina più pesante ed in guanti invernali (anche se zuppi) confidando che in salita mi sarei scaldato…purtroppo non avviene e a metà kuthai mi ritrovo a tremare come una foglia ed ad avere i crampi ad entrambe le gambe (dopo 5 km di salita…partiamo bene) provo ad aprire uno “scaldino” di riserva (nella “dispensa” ne abbiamo portati una quantità indefinita) ma con le mani ghiacciate non riesco quindi volente o nolente rimetto la seconda mantellina (ormai zuppa) riparto e vado a raggiungere la Sarah per comunicargli la mia volontà di finirla qui…la botta a recuperare mi fa bene ed un pochino mi sblocco pertanto penso va beh se proprio mi devo ritirare lo farò al Kuthai anche perché a bordo strada c’è molta gente in attesa del “carro scopa” per cui aspettare per aspettare aspetterò con un tea caldo in mano…
Arrivo al passo e mangiamo e beviamo qualcosa di caldo e, poco convinti, proviamo a scendere anche perché star fermi è impossibile e l’acqua invece di diminuire aumenta…la prima “staccata” è da brividi…la bici non solo non frena ma neanche vuole rallentare facciamo il primo tratto i discesa con i freni totalmente tirati a 10 km/h con l’ansia ogni momento (n.b. è da luglio che devo cambiare i pattini poi per pigrizia mai fatto!!!)…nel tratto più ripido della discesa (un attraversamento di un paese con pendenza al 15%) sento dietro di me un grido “MUOIO” e vedo la Sarah che mi passa in velocità gridando “AIUTO NON VANNO I FRENI AIUTO”…dopo un tratto a zig zag credo d’istinto stacca un piede e si dirige decisa verso il bordo strada sinistro …dentro di me il tempo si è fermato già immaginavo le conseguenze più tragiche…una sensazione mai provata…bruttissimo…magicamente sulla destra appare una salita che conduce ad una casa…una salita brevissima (non più di 200 mt) ma molto ripida…con una prontezza di spirito e di riflessi non comune la Sarah decisa si butta in quella salita e grazie alla forza di gravità si ferma…il tutto non sarà durato più di 10 secondi ma a me è parso durare più delle 12 e passa ore di giro!!!!Non c’è niente da dire questa è FORTUNA non si può definire in altro modo. Se fosse accaduto in un qualsiasi altro momento o in qualsiasi altro punto le conseguenze sarebbero state sicuramente diverse e non certo piacevoli…
Dopo una lunga pausa per far “decantare” le emozioni tremando ancora per il freddo (e non solo) decidiamo di ripartire solo per raggiungere il primo punto di raccolta e quindi tornare a casa…anche perché tra pause , discese “ferme” e rischio caduta siamo abbastanza certi di essere fuori dal tempo massimo.
Più ci abbassiamo più il tempo migliora pur restando piovoso e quando la discesa si trasforma in falsopiano veniamo superati dalla macchina di fine gara…con uno scatto di orgoglio provo a forzare un po’ il ritmo (sto tirando un gruppettino di “disperati” anche se tirare è relativo, visto il meteo stare a ruota non è consigliabile) e mi trovo la Sarah a ruota allora mi giro e le chiedo “proviamo a rientrare nel tempo massimo al Brennero?alla peggio ci abbiamo provato…se proprio ci dobbiamo ritirare facciamolo in Italia” lei mi dice di si e vedo tanta tanta determinazione nello sguardo quindi mi metto a tirare in maniera decisa…e pian piano recuperiamo tanti gruppettini e gruppettoni…il tempo intanto migliora e, pur restando baganata la strada smette di piovere in maniera decisa…a metà Brennero ripassiamo la macchina di fine gara (una sferzata incredibile per il morale) e fino agli ultimi 2 km (i più duri) le cose vanno benissimo..l’arrivo al passo coincide con la prima (e forse unica) crisi della Sarah che paga il ritmo imposto sul falsopianone a salire…anch’io ammetto di essere un po’ cotto per cui facciamo una buona pausa al passo (il margine sul cancello orario è rassicurante) e ci buttiamo in discesa verso Vipiteno, in alcuni tratti la strada è persino asciutta…in questo momento nella mia mente si accende la speranza che se da qui in poi tutto fosse andato perfettamente avremmo anche potuto arrivare a Solden, il Giovo è sempre una mazzata è regolare e continuo quindi, memori dell’anno scorso, vogliamo evitare di prenderlo forte per saltare ala fine e l’incubo del cancello orario (che per fortuna lasceranno più “largo”) ci angoscia un pochino…arrivati in prossimità degli ultimi km sento che qualcosa non funziona nel mi pedale sinistro…penso alla tacchetta consumata e dico va beh continuiamo, ristoro con casino allucinante e dico alla Sarah vai al passo e ci vediamo lì (nel frattempo lei stava salendo con gilet senza mantella e windstopper) riparto dal ristoro faccio 1 km e STLACK il pedale sinistro gira a vuoto…non faccio tempo a capire cosa sta succedendo che un signore di fianco a me mi guarda e dice noooo indicandomi la guarnitura, abbasso lo sguardo e vedo che non c’è più la pedivella sinistra…stacco d’istinto il piede destro lo appoggio per terra e mi accorgo che l’intera pedivella è rimasta attaccata alla scarpa…ci mett un 20 secondi a capire cosa sta succedendo quindi stacco il pedalino dalla scarpa risalgo in bici e scendo al punto di assistenza un paio di km più giù…con in mano pedivella e pedale nel frattempo incrocio il direttore di gara che mi guarda MALISSIMO (!!!) chiedo al ragazzo gentilissimo della mavic di aiutarmi ma al momento anche lui mi dice “big trouble”…lo guardo e dico solo “please I want to continue” prova a rimontarmi la pedivella ma mi fa capire che manca un pezzo che lui purtroppo non ha, gli dico “ma riesco a finire?”…la risposta è un “I don’t Know” e a gesti mi fa capire di non andare in piedi sui pedali (eh facile da dire quando mancano 2000 mt di dislivello alla fine)…intanto che i meccanico armeggiava sulla mia Bianchina provo a chiamare la Sarah per avvertirla ma il cellulare nonostante fosse i una bustina di plastica è allagato pertanto non funziona…arrivo al passo a tutta (i ritardo sul cancello orario ma “graziato”dai tizi dell’organizzazione e dopo aver controllato
Se c’è la Sarah mi butta a stra-tutta in discesa (la strada è ormai asciutta).
Raggiungo al Sarah a metà discesa in piena crisi di fame e di freddo,(si vedeva la bici tremare da dietro!!!) le infilo a forza windstopper mantellina e la obbligo a mangiare un gel, una barretta e a buttar giù una red bull presa al volo al ristoro e ripartiamo verso San Leonardo sempre con l’ansia del tempo massimo…in discesa perdiamo ancora un sacco di tempo anche perché credo che lo spavento del Kuthai non sia ancora stato metabolizzato totalmente comunque arriviamo a San Leonardo e ci buttiamo verso il “mostro”…adesso fa veramente caldo e tiriamo via tutto anche gambali e manicotti…la mia Bianchi più che una bici da corsa sembra un trattore con rimorchio da quanto è carica (!!!) la salita è meno devastate dell’anno scorso e senza troppa sofferenza arriviamo fin dopo Moso dove l’ambulanza e i vigili del fuoco hanno allestito un ristoro “abusivo” (in realtà l’ambulanza continuava a passare a distribuire barrette acqua e panini..penso di averne prese almeno 7/8) solo che l’arrivo del Direttore di Corsa ci impedisce una sosta (in realtà un addetta segna anche il mio numero su un taccuino…a questo punto vado in paranoia temendo di essere “fuori gara” e con un altro signore mentre saliamo già ipotizziamo di scrivere alle più alte cariche dello Stato per l’ingiustizia subita….solo nella nostra mente subita!!!) il Ristoro “ufficiale” a metà Rombo ci fa capire che c’è MOLTA gente messa peggio di noi pertanto pian piano saliamo e cominciamo l’ultimo “muro” di tornanti…il tempo intanto è peggiorato e ricomincia a piovigginare acqua gelida…l’arrivo alla galleria è salutata da un abbraccio liberatorio e con animo più sereno, nonostante il freddo, la pioggia e le nuvole basse, ci rechiamo al passo…
Passiamo lo striscione della Red Bull tenendoci per mano e veniamo, persino, intervistati dalla troupe presente a riprendere per il DVD..adesso è tutto bello, bellissimo…la fatica non esiste più e tutti i ciclisti che passano o che sono lì al passo sono “amici” ci si da il cinque reciprocamente e ci si incita l’un con l’altro….la discesa in mezzo alla nebbia passa via veloce…e l’arrivo a Solden è davvero un TRAUM…passato il traguardo ci si trova abbracciati a gente che fino a qualche minuto prima non si conosceva….uno spettacolo vero….non so ripendandoci non credo che sarà la mia ultima Oetzy….:-)
 
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tubus

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10 Dicembre 2009
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Là, dove osano le nutrie
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Made in Taiwan ma velò francais
La mia Oetztaler, dopo quella ottima del 2012, è durata 11 km: già in griglia avevo il fondoschiena inzuppato, dall' albergo alla linea di partenza c' erano 2 km scarsi. Riparato sotto una pensilina fino al colpo di cannone, dopo 5 km avevo gambe e piedi fradici, in quel momento ho pensato alla discesa del Kuhtai e ho mollato. Avevo una cuffia da doccia sopra il casco, intimo invernale, divisa estiva della società e paclite che non hanno fatto passare una goccia. Ma i copriscarpe antipioggia (!!!) non tenevano, e soprattutto ho toppato optando per pantaloni invernali con protezione in gore. Non mi sento deluso, ho fatto la cosa giusta per me in quel momento, mi piacerebbe avere una statistica precisa, divisa per fasce di età, con le varie percentuali di mancata partenza/abbandono, secondo me sono stati percentualmente più numerosi i ritiri e gli abbandoni delle fasce M2 e M3, nonchè le donne. E' solo una riflessione, una chiave di lettura. Mi sono poi goduto tutta la giornata, dalle evoluzioni in moto a quella dell' aereo acrobatico. E poi le fasi concitate dell' arrivo, con l' emozione del vincitore e la cavalleria e solidarietà tra tutti gli arrivati. E due considerazioni: tra i primi 100 arrivati, almeno 80 avevano ruote in carbonio e con alto profilo (Ullrich compreso, con una Bianchi nera e le Lightweight), e poi molti montavano il parafango posteriore, almeno all' inizio sarebbe servito anche a me per salvare il fondoschiena. Complimenti a tutti, partiti, arrivati, ritirati, e non partiti. Certo che a Solden l' incognita maltempo è sempre presente, almeno un paio di ore nell' arco della giornata c' è pioggia. E il prossimo anno l' Oetztraler è una settimana dopo, speriamo bene !!
 

Clodovico

Mago di Otz
30 Ottobre 2006
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Feathery Princess & Dark Mistress
Gemano con tutto il rispetto non e' quello il modo con cui si affronta una gara cosi. La tua sembra la cronaca di una serie di colpi di fortuna, ognuno dei quali se non fosse stato tale ti avrebbe potuto portare molti danni.
 

rapportoagile

Moderatoren
20 Agosto 2008
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Settequerce (Bolzano)
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Scapin Dyapason
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il mio regalo preparato dalla fidanzata!
WOOOOWW. Che bella torta. quasi perfetta (mancano i due puntini sulla "O"). Potrebbe farne una corretta, ...e questa inviarmela, che a me va bene anche così:mrgreen::mrgreen:
 

rapportoagile

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Scapin Dyapason
Sulla torta ad essere pignoli mancano le dieresi sulla prima "O" che in realtà è "Ö"

per il resto è davvero stupenda oltre che meritata.
acc...non avevo visto che mi hai preceduto (lo fai anche in bici, d'altronde).
Ma "Umlaut" in italiano si dice dieresi?? si impara sempre qualcosi di nuovo. (da non confendere con diuresi:mrgreen::mrgreen:)
 

marko

Maglia Iridata
22 Novembre 2005
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,mhfujcf
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La mia
Sulla torta ad essere pignoli mancano le dieresi sulla prima "O" che in realtà è "Ö"

per il resto è davvero stupenda oltre che meritata.

ciao anche i colori sono sbagliati...lo sfondo e' giallo non rosso
la "o" pero' e' stata corretta prima di portarla a soelden,l'abbiamo offerta a tutti i clienti dell albergo in cui soggiornevamo
e' stata fatta di fretta :mrgreen:
comunque era pure buona
 

gemano

Apprendista Velocista
5 Marzo 2009
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Gemano con tutto il rispetto non e' quello il modo con cui si affronta una gara cosi. La tua sembra la cronaca di una serie di colpi di fortuna, ognuno dei quali se non fosse stato tale ti avrebbe potuto portare molti danni.

Accetto di buon grado la tua critica perchè so bene che viene da una persona con esperienza (mi piacerebbe prima o poi scambiare 2 parole di persona) però mi permetto di dissentire o-o.
Il colpo di "fortuna" c'è stato sicuramente nell'evitare la caduta in discesa, su quello non ci si scappa però, è stata, a mio parere l'unica occasione in cui si è trattata di fortuna (e sappiamo tutti bene che in qualunque GF nei primi 30 km partendo dalle retrovie per non cadere di fortuna ne serve TANTA visti certi fenomeni che girano).
Il guaio meccanico alla pedivella sarebbe potuto succedere in ogni momento (dalla "gita sul canale" alla GF ed il fatto di avere un "servizio scopa" a mio parere ti permette di "rischiare di rimanere a piedi" certo dovrei fare più manutenzione alla bici questo è innegabile:angrymod:) e il fatto che la Sarah si sia lanciata in discesa nonostante il freddo tutto sommato non è stato proprio (sempre a mio parere) erratissimo nel senso che stare al passo voleva dire prendere tanto ma tanto freddo scendendo se non altro le temperature si alzano.

Altre occasioni in cui ci si è affidati alla "sorte" non ne vedo...anzi nella discesa del Kuthai eravamo, forse, molto più "in sicurezza" di tanta altra gente...

Sinceramente penso di aver avuto molta più "fortuna" a finire la Colnago sotto l'acqua di 2 anni fa o ad uscire indenne dalla prima pianura della IX colli o della Selle Italia...

Di sicuro il modo in cui tu affronti le GF è quello "tecnicamente" più corretto (attento studio del meteo, del percorso, perfetta conoscenza delle strade e prove su prove per arrivare ad avere un vestiario perfettamente adatto alla situazione) e, lo dico senza ironia alcuna, a volte leggo i tuoi post per "imparare" però ti dico che non è l'unico modo di interpretare le Granfondo ripeto forse quello che per il tuo modo di essere (e per i tuoi tanti ani di esperienza) è il migliore ma non l'unico o il miglione "in assoluto" e che "correndo dietro" si vedono scene da far accapponare la pelle.
Noi stessi ieri abbiamo "aiutato" un bel pò di gente...a chi passando barrette a chi chiedendo come stavano a chi passando del tea caldo...

Detto questo...ora faccio tesoro dei tuoi post e...vado ad ordinare 2 pac lite!!!!

o-oo-oo-o
 

Clodovico

Mago di Otz
30 Ottobre 2006
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Feathery Princess & Dark Mistress
Ti ringrazio per la bella risposta.

Mi riferivo anche all'arrivare a Solden senza il vestiario adeguato e al non avere cambiato i freni che sapevi essere consumati.

Comunque a proposito della Colnago hai ragione, ci ho lasciato la integrita' di una clavicola.

Se da qui a meta' ottobre sei a Milano centro in orario di pranzo ci si vede volentieri.
 

gemano

Apprendista Velocista
5 Marzo 2009
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Ti ringrazio per la bella risposta.

Mi riferivo anche all'arrivare a Solden senza il vestiario adeguato e al non avere cambiato i freni che sapevi essere consumati.

Comunque a proposito della Colnago hai ragione, ci ho lasciato la integrita' di una clavicola.

Se da qui a meta' ottobre sei a Milano centro in orario di pranzo ci si vede volentieri.

Quello dell'abbigliamento e dei freni sicuramente...però credo proprio che sarà l'ultima volta!!!!
 

desmotia

Apprendista Passista
15 Ottobre 2010
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Lido di Venezia......dove il vento contro è la nos
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GALLIUM PRO
Arrivato in terra austriaca poco convinto ho comunque deciso di partire nonostante la pioggia e il freddo.....
Una volta partito gli errori commessi in fase di scelta dell'abbigliamento mi si sono riproposti subito e arrivato ai piedi del Kuthai zuppo ho potuto solo girare la bici e tornare a casa.....peccato.

Unica nota positiva del we è stato aver conosciuto di persona Peval con cui condivido un grande amico!!!
 

Aargauer

Gregario
27 Ottobre 2011
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Quello dell'abbigliamento e dei freni sicuramente...però credo proprio che sarà l'ultima volta!!!!

Tutto è bene quel che finisce bene ok, ma una controllatina ai freni visto che sono 5000 mt e più di dsl e quindi anche in discesa, potevi dargliela... Io averò passato un paio d'ore buone il sabato tra tacchetti freni, mariposa, copertoni, cambio...
Poi certo è facile parlar dopo, ma che ti serva per il futuro.
E comunque bravo che l'hai finita!
 

Tapinaz

Maglia Iridata
3 Giugno 2005
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Parco agricolo sud Milano
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C50 e RCA
Io avevo comprato, una spesa e.s.a.g.e.r.a.t.a., il completo della Assos, ultimo ritrovato ed altre varie amenità descrittive
115521galleriapoprsstur.jpg


i pantaloni alla zuava hanno tenuto ma danno un fastidio..., i guanti simil sub, ma anche traspiranti vanno bene, la giacca forse dovevo prenderla xl per copre meglio l'estivo x bionic con i manicotti sottostanti. Da quel pelo che non copriva entrava un po' d'acqua, ma lì penso che ci voglia un parafango corto sottosella che non ho mai provato. La conseguenza è stata la maglietta bagnata sulla schiena che mi ha rovinato.
I copriscarpe sono molto efficienti, l'acqua però entrava dagli attacchi, ma non tanto come con altre similari protezioni, e lì non so se esite un'altra soluzione.
Il cappellino sembra da fighetta ma svolge la sua funzione associato al sottocasco invernale.
Insomma forse troppi soldi.
 

robyboris

Apprendista Velocista
15 Agosto 2010
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Treviso
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Canyon Ultimate Cf Slx
Io avevo comprato, una spesa e.s.a.g.e.r.a.t.a., il completo della Assos, ultimo ritrovato ed altre varie amenità descrittive
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i pantaloni alla zuava hanno tenuto ma danno un fastidio..., i guanti simil sub, ma anche traspiranti vanno bene, la giacca forse dovevo prenderla xl per copre meglio l'estivo x bionic con i manicotti sottostanti. Da quel pelo che non copriva entrava un po' d'acqua, ma lì penso che ci voglia un parafango corto sottosella che non ho mai provato. La conseguenza è stata la maglietta bagnata sulla schiena che mi ha rovinato.
I copriscarpe sono molto efficienti, l'acqua però entrava dagli attacchi, ma non tanto come con altre similari protezioni, e lì non so se esite un'altra soluzione.
Il cappellino sembra da fighetta ma svolge la sua funzione associato al sottocasco invernale.
Insomma forse troppi soldi.
Ma insomma con quello che costa i pantaloni sti svizzeri li potevano fare aderenti:asd:
 

Ser pecora

Diretur
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16 Aprile 2004
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dove capita
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Io avevo guanti e calze seal-skinz.
Ve li sconsiglio caldamente.
I guanti a fine Kuthai erano fradici, mentre le calze ho dovuto toglierle sul Giovo in pausa emetica per far uscire l'acqua che era entrata rivoltandoli...(avevo pure i sovrascarpe antipioggia).