Che botte ragà...
...uno non fa in tempo ad entusiasmarsi per quegli ultimi km di "balletto" fra Rasmussen e Contador oppure per la bellissima tattica usata ieri dal Ras e improvvisamente scopri che lascia il Tour.
Ma come? Leggo oggi il giornale e rimango impietrito! Dicevano che i due vengono controllatti un giorno sì e un'altro pure? E allora perchè deve andar via?...
E così era stato per Vino... mi stava antipatico ma quella forza di volontà mi aveva conquistato forse perchè da semplice praticante escursionista(nè pro, nè amatore) so quanto sia difficile pedalare anche solo se ti fa male un dito, figurarsi con tutte le botte che aveva preso lui; poi la crono, poi la tappa...insomma mi garbano tanto le imprese e mi piace "sognare" e credere nella forza che può darti lo sport, perchè io stesso nel mio piccolo la sento e sono entusiata se riesco a fare quel dislivello i più o quel tale miglioramento! Ma poi i sogni si sfasciano in malo modo e ci rimani proprio male.
Tempo fa Pantani, per il quale ero praticamente in adorazione, poi Basso di cui ero grande tifoso; ora Ras, il pollo, che viene dalla Mtb (e io sono anche un biker) e mi faceva piacere vedere che un original ex-*****iolo potesse arrivare a vincere una grande corsa a tappe da Bitumari come il tour.
A chi tocca domani? Contador? Soler? Chiunque emerga sembra essere fuori dalle regole.
Ragazzi, al di là del fatto che nessuno può onestamente pensare che davvero sia solo un problema del ciclismo, bisogna altrettanto onestamente pensare che qualcosa nel ciclismo non va e la gente inizia a parlarne come se fosse l'unico aspetto evidente di questo splendido e formativo sport. E dico splendido con cognizione: ho fatto tennis, calcio/calcetto, atletica, pallavolo; ho molti termini di paragone.
Diavolo, il ciclismo è uno grande sport ma basta con le pillole e le medicine, le esasperazioni, le esagerazioni che ognuno di noi può vedere anche nel suo piccolo. Si è esagerato, stiamo andando a scatafascio, ormai non si fa più sport, dico S-P-O-R-T, ma si pensa solo alla prestazione, alla dannata leggerezza e questo non è ragionevole neanche nel professionismo, a mio avviso; non si pedala ma si calcola, non si pedala ma si leggono dati, tabelle, cadenze e numeri; negli alti livelli lo sport si è trasformato in tanti dannatissimi soldi e basta. Null'altro.
E la gente....La gente è ignorante e molto spesso non sa neanche cosa diavolo significhi la parola sport! La gente critica ma poi pretende la prestazione fuori dall'ordinario! Critica e parla di drogati e dopati ma poi non è capace di apprezzare lo sforzo umano, quello che ti blocca le gambe e ti fa rallentare ed arrivare ultimo, quello dei gregari sconosciuti che fanno il lavoro oscuro per poi sparire. Normale che poi qualche pseudo-atleta inizi a pensare che non bisogna mai arrivare ultimo e che sarebbe meglio anche non fermarsi ad un'onesta metà classifica ma che bisogna assolutamente arrivare primi per emergere! E per arrivare primo prende la pillola o qualche altra maledetta diavoleria anche se è solo un dannatissimo amatore che gareggia per i prosciutti.
Roba da matti! Delusione.