Perchè i Pro sono riluttanti al disco ?

Bengi

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Si, ma la velocita' (esattamente) costante in bici non esiste!
In realta' anche quando sembra di viaggiare con vel. costante, essa e' istantaneamente variabile per moltissimi motivi. Ecco quindi che si innescano continue microaccelerazioni e decellerazioni che risentono (anche) della massa periferica di una ruota ... Inoltre le microdecellerazioni sono in parte contrastate da ruote con maggiore massa inerziale periferica.
 
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RedCaad

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e per questo che i motori delle auto hanno il volano.
 

sembola

Scalatore
22 Aprile 2004
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Bici
verde
ma l'attrito vale sia se calcoli per una ruota leggera o una pesante...
Non esattamente.
In primo luogo l'attrito potrà pure essere identico ma la decelerazione conseguente è diversa a seconda della massa del corpo (ed a parità di velocità, ovviamente). Secondariamente il "mantenimento" della velocità di fatto consiste in una continua ri-accelerazione, ed un corpo con più massa richiede una forza maggiore (ancor più se la maggior massa è concentrata sulla periferia della ruota).


parliamo di misure che hanno valenza solo teorica perchè poi nell'applicazione sono solo una piccola parte delle forze applicate.
Su questo sono d'accordo con te, parliamo di forze di entità relativamente piccola. Il punto è però un altro, vale a dire che "l'energia che serve a mantenerle in rotazione è 0 " non è vero...
 
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RedCaad

Guest
Su questo sono d'accordo con te, parliamo di forze di entità relativamente piccola. Il punto è però un altro, vale a dire che "l'energia che serve a mantenerle in rotazione è 0 " non è vero...

forse intendeva che la differenza tra i due sistemi a parita di velocità costante (ed eliminando tutte le variabili, come attriti ecc ecc.) è pari a zero.
 

babias

Pedivella
27 Agosto 2010
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Pro Lite Piemonte CX '12 | Specialized Pitch Pro '09
Quindi il momento d'inerzia di una ruota a disco è inferiore? Questi dati vengono forniti dalle case costruttrici?
 

mikimetal91

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se sommi le forze delle microaccelerazioni e microdecelerazioni, la somma è... 0!
 
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Cube, Specialized
Visto che si tratta di differenze in grammi e che le variazioni di velocità sono infinitesime, probabilmente si parla di differenze non percepibili da un ciclista, anche perché sono ordini di grandezza minori delle altre forze durante la pedalata (resistenza aerodinamica, attrito volvente, attriti meccanici della trasmissione).
Per di più a 70 km/h le ruote girano a 600 rpm, un valore per nulla elevato.
 

mikimetal91

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sono su questo forum dal 2010, ed è dal 2010 che sento ste cose, giustificate nei modi più vari.
due ruote con lo stesso peso, dove una lo concentra più sul cerchio e una sul mozzo, hanno (ovviamente) lo stesso attrito sulla strada.

Ti dò atto di avere fantasia
 

Bengi

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se sommi le forze delle microaccelerazioni e microdecelerazioni, la somma è... 0!
Solo che le (micro)accelerazioni sono sempre a carico del ciclista, mentre le (micro)decellerazioni sono dovute a fattori esterni (variabilita' della direzione e intensita' del vento, strada non perfettamente piana, effetto "elastico" dell'andatura nelle retrovie di un gruppo, susseguirsi di tratti rettilinei e curvilinei, ecc.) , pertanto il bilancio energetico del ciclista non e' mai nullo, ma sempre negativo! Ed e' tanto piu' negativo quanto maggiori sono tali micro acceleraz./decelleraz. ...
 
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mikimetal91

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cedo, vado a stracciare la mia laurea in ingegneria
 

Bengi

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cedo, vado a stracciare la mia laurea in ingegneria
Aspetta prima di stracciare il titolo accademico!
Allora forse un esempio ti puo' chiarire le idee.
Se sto viaggiando a velocita' (circa) costante e si alza una raffica di vento contrario e io continuo a erogare la stessa potenza sui pedali, la velocita' (magari di poco, ma) scendera' inducendo una decellerazione del moto. Se poi cerco di riportarmi alla stessa velocita' dovro' spingere di piu' sui pedali (aumentare la mia potenza di pedalata) accelerando il moto fino a riportarmi alla velocita' precedente.
Ecco questo e' un caso tipico di decellerazione (dovuta a fattori esterni) e successiva accelerazione (a carico del ciclista) per riportarsi alla precedente velocita' costante. Da un punto di vista energetico questa e' una situazione evidentemente penalizzante per il ciclista, anche se magari la raffica di vento (come talvolta accade) e' solo momentanea.
(P.S. L'attivita' ciclistica NON avviene in un campo conservativo ...)
(P.P.S. Le acceleraz. e decelleraz. in bici non sono solo di traslazione, ma evidentemente anche di rotazione ovviamente per le parti in rototraslazione quale ad es. le ruote, i pedali, ...)
 
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Metti la bici su un cavalletto e fai girare i pedali a mano (basta far girare un pedale).
Per arrivare a 30 km/h devi applicare qualche kg, poi prova ad aumentare la velocità di 5 km/h.
Devi applicare ancora solo qualche kg, forse anche meno.
Usa ruote diverse e vedi se noti differenze.
Ora vai su strada e fai lo stesso.

Siccome farai enormemente più fatica e di kg sui pedali con le gambe ne metti almeno una 30ina, la differenza tra le ruote c’è, ma non è percepibile da una persona, magari solo strumentalmente con sensori molto sensibili.
 

Bengi

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Bhe' sul fatto che l'incidenza energetica di un maggiore momento d'inerzia delle ruote sia minima, concordo, ma se pur minima c'e'! E se il moto e' molto vario (susseguirsi continuo di micro/macro accelerazioni) la sua incidenza potrebbe non essere cosi' trascurabile.