Da spettacolo e vedi che ci provano, sfiorano la vittoria e magari una volta vincono. Ti ripeto, le vittorie di Pogacar sono tante ma non sono matematiche partecipazione = vittoria, per vincere una Sanremo ha impiegato 6 anni.
Ed infatti quest'anno ha vinto per soli 35 cm sul secondo classificato; se fosse arrivato 35 cm più indietro, il digiuno sarebbe arrivato (almeno) a 7 anni. Su questo sono d'accordo con te, si sta parlando praticamente di un'inezia dopo 300km di corsa.
Credo però ti sfugga una cosa: i corridori non sono tutti uguali dal punto di vista umano. Al di là di quello che la squadra "impone", quale sarebbe il senso di portare
al massacro sulle pietre un corridore al quale le pietre sono di fatto indigeste? Anche se è un corridorone/grande nome, non sarebbe meglio lasciarlo a casa e liberare il posto in squadra a favore di qualcuno che possa contribuire di più a far salire le probablità di vittoria per il capitano o per la squadra stessa?
Quindi anche senza vincere 100 corse all'anno ci provi e forse ci riesci, Nibali ha corso 15 Lombardia e ne ha vinti 2, se avesse fatto come Vingegaard avrebbe smesso dopo 2 passaggi a vuoto. La Liegi l'ha corsa 15 volte, l'ha sfiorata ma non l'ha vinta, però c'ha provato praticamente tutta la carriera.
Ribadisco quanto scritto su: non siamo e non sono tutti uguali.
Qualcuno vuole comprare un biglietto della lotteria all'anno e giocare anche se sa di avere scarse possibilità, qualcuno si stufa dopo 2 biglietti perdenti. Diremmo che uno è migliore (
perchè ci prova) dell'altro oppure diremmo che sono due profili di giocatori diversi?
Qualcuno vuole tenere i soldi sotto il materasso, qualcuno li investe sul mercato azionario ed ETF. Diremmo che quello che li tiene sotto il materasso è migliore (perchè almeno non perde soldi - anche se tecnicamente non è così, ma penso abbia capito il senso del discorso) dell'altro oppure diremmo che sono due profili di investitori diversi?