Intervista Prezzo fisso o Sconto?

samucozza

Apprendista Velocista
17 Aprile 2015
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S. Antonino
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Trek Domane SLR Ultegra Di2

Lo dai per un dato di fatto, cosa che invece non è per niente vera. Alcuni negozianti neanche lo propongono lo sconto (o arrivano malapena a un 5%).
 

GiaMatteoImpera

Apprendista Scalatore
22 Febbraio 2016
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Trek èmonda slr8
Stiamo andando fuori tema, comunque a parità di gamba, una bici top di gamma sarà migliore e più veloce di una di fascia media. Si tratterà di secondi o pochi minuti su un giro più lungo ma saranno sempre a vantaggio della bici più evoluta

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samucozza

Apprendista Velocista
17 Aprile 2015
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S. Antonino
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Trek Domane SLR Ultegra Di2
Il nuovo Ultegra Di2 con freni a disco su Bike24 costa 1369 Euro. Di listino ne costa 2300, facciamo anche che un rivenditore possa proportelo a 2000 Euro (il che vorrebbe dire beneficiare già di un buono sconto che non viene fatto ovunque).

Restano ancora più di 600 Euro di differenza. Chi ci guadagna? Immagino che neanche quelli di Bike24 vogliano andare in perdita. C'è qualcosa che non torna, la sola giustificazione dell'online non basta.
 

bianco222

Maglia Amarillo
24 Giugno 2013
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Olmo ZeroTre Disc
Mah! Questi margini elevatissimi chi li dice? Qualcuno sopra ha postato i bilanci di Pinarello. 9,9% di margine. Quando ci togli le tasse gli rimane sì e no il 5%, un buon margine di questi tempi, ma non certo elevatissimo... E stiamo parlando di una delle marche più IN del momento.
 

bianco222

Maglia Amarillo
24 Giugno 2013
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Olmo ZeroTre Disc
Un'azienda col 3% di profitto (immagino si intenda netto) sta in piedi. Perché quel 3% è quello che ripartisce con gli azionisti e oggi non è un guadagno così pessimo.
Quel 3% è una volta tolti tutti i costi, compresi stipendi, tasse e tutto il resto. Non è un'azienda in ottima forma ma in piedi ci sta. Qualcuno sopra ha postato che la Pinarello ha un profitto intorno al 5%, quindi non così maggiore. E in piedi ci sta eccome!
 

bianco222

Maglia Amarillo
24 Giugno 2013
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Olmo ZeroTre Disc
In quei 600 euro ci deve campare la famiglia del distributore e del venditore (che probabilmente te lo monta e te lo controlla gratis per almeno un annetto e che deve anche pagare affitto e bollette del locale e le tasse sui suoi guadagni). Ovvio che online si lavora sui grandi numeri e si elimina un passaggio e quindi si riescono a fare prezzi molto più bassi.
Oggi uno ha la scelta di comprare online o in negozio. Con i pro e i contro dell'uno e dell'altro. Ma è ovvio che i prezzi online sono più bassi, sempre. Non credo ci sia da stupirsi. 600 euro quando le spalmi tra tutti i costi e i guadagni ti assicuro che il tuo sivende non è che ci diventi milionario. Poi in fondo come ho già detto sopra io di venditori di bici straricchi non ne conosco.
 

samucozza

Apprendista Velocista
17 Aprile 2015
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S. Antonino
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Trek Domane SLR Ultegra Di2

I negozi online non passano tramite distributore? Acquistano direttamente dal produttore? La differenza è comunque tanta, anche tirando ballo i costi fissi.
 

bradipus

Vendicatore Mascherato e motore di ricerca
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qualunquemente
...
Tra l'altro, i bilanci delle aziende NON sono al netto dei compensi dei manager ed affini. Sono facilmente manipolabili, in quel senso.
I
i bilanci delle aziende contengono sotto la voce 'costo del personale' il costo dei manager.
per quanto riguarda la manipolabilità dei bilanci, ricordo che il falso in bilancio è (di nuovo, e aggiungo fortunatamente) un reato in Italia, come in tutti i paesi occidentali. un reato che in molti casi porta dritto in galera.
 
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GiaMatteoImpera

Apprendista Scalatore
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In Italia no ma da altre parti sì. [emoji19]

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faberfortunae

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30 Settembre 2011
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sempre una in meno...
La differenza di prezzo tra una bici mail order (Canyon tanto per fare un nome che qui tutti conoscono) ed una venduta a banco è di qualche centinaia di euro per i modelli di media gamma che diventa forse qualcosa di più (1000 e passa euro) per i modelli top.

Ecco, quello è il margine che va mediamente ai rivenditori.

Un margine per ottenere il quale debbono spesso fare i salti mortali riempendosi i magazzini di cancelli o bici che sanno che potranno rivendere a stento o comunque fare volumi impensabili.

E questo, intanto, è il primo punto.

Ho scritto quello che penso essenzialmente (anche) per spezzare una lancia a loro favore (i rivenditori) visto che se la situazione è questa non mi pare tanto irrealistico pronosticare una loro estinzione (almeno della maggior parte) a favore del commercio on line, dopodiché per l'assistenza andremo tutti a scaricare i tutorial su you tube, no problem.

Capitolo secondo: l'accostamento del prezzo di un' automobile, di uno scooter a quello di una bicicletta top di gamma era la risposta, paradossale, anche a chi sosteneva che i costi di produzione delle biciclette sono giustificati per via della ricerca e progettazione. I costi R&D ci sono in ogni azienda ma, così, a naso, mi verrebbe da pensare che siano più consistenti per progettare un'automobile che una bicicletta in carbonio... altroché gemma di ingegneria...) e pure l'obiezione che il prezzo del top di gamma bici vada rapportato solo al top di gamma auto/moto è figlia proprio della concezione distorta che si ha della questione: un kg di farina, anche di quella più raffinata, non può mai costare come un kg di carne di manzo, anche se non è chianina, vedi listino borse merci ). Se un kg di farina costa quanto un kg di manzo significa che è successo qualcosa di molto brutto...

Dare la colpa al marketing non sposta i termini della questione: che una bici costi 1000 perché il costo di fabbricazione è 100 e 800 è il costo sopportato dal produttore per reclamizzarla non mi sposta tanto il tema, visto che sto sempre comprando un bene che vale 100.
I costi di una sponsorizzazione rientrano legittimamente tra le strategie di sviluppo dell'azienda (e ci mancherebbe altro...) ma non aggiungono nulla al valore venale del bene. Una F10, anche se guidata da Froome al Tour, sempre una bicicletta di carbonio rimane: piacerà e troverà gradimento, nel limite in cui il consumatore magari non simpatizzi per Cannondale che pur non supportando più un corridore vincente dai tempi di Sagan mi risulta abbia ugualmente le sue nutrite schiere di estimatori.
Dopodiché che il dato stia bene e venga accettato come una cosa "normale" nel nostro sistema di cose ci sta, mica sono così sprovveduto da non capirne le dinamiche: il fatto però che nessun operatore di settore si azzardi mai a far presente che se si continua a chiedere per un litro d'acqua lo stesso denaro che si domanda per un litro di champagne probabilmente la giostra presto si fermerà, mi porta a pensare due cose. O che a tutti gli operatori di settore conviene che la situazione rimanga così (e ciò sarebbe tipico dei sistemi di comparto "drogati" ed autoreferenziali dove il disvalore del prodotto viene ribaltato solo sul consumatore finale e dove nessuno riesce ad avere una visione più oggettiva e sopraelevata rispetto ai suoi interessi particolari, è successo con la moda ad esempio e sono in tanti che si stanno leccando ancora le ferite), oppure che non vi sia una sufficiente maturità dei consumatori (vuoi per disinformazione, disinteresse o semplicemente grado di opulenza medio) per sollecitare una revisione critica dall'interno del sistema (il classico a raga' damose 'na regolata senno saltamo tutti quanti).

Rispondo quindi che tra le due opzioni preferisco lo sconto, perché significa che sto acquistando in negozio che, dopo di me, è l'anello più debole della filiera e forse solo per questo è meno insensibile alle mie necessità.
 
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bradipus

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non va solo ai rivenditori, ma anche al resto della filiera distributiva, e cioè l'importatore, il rappresentante e l'eventuale grossista.
in più in questa differenza vanno considerati anche i costi delle tratte di trasporto dal produttore al negozio (a meno di non comprendere nei costi degli acquisti web anche quelli della spedizione).
 
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SoftMachine

Maglia Iridata
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Agente Bike


Si certo ma...domanda: se il proprietario dell'azienda, in quanto amministratore o manager o come vuoi tu, percepisse uno stipendio "d'oro", questo influirebbe sul bilancio. Potrebbe risultare, ad esempio, che la tale società abbia un margine molto meno ampio di guadagno...

Non faccio il commercialista, è una domanda priva di spirito polemico
 

bradipus

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qualunquemente
certo influirebbe sul bilancio, ma su quello stipendio ci pagherebbe pure tasse e contributi molto alti, probabilmente più che sui profitti dell'azienda. non penso gli converrebbe.

in ogni caso potrebbe farlo solo se fosse l'unico proprietario; in caso di società (specie se spa), non credo che gli altri soci o azionisti siano contenti di vedersi decurtati gli utili a vantaggio dello stipendio dorato di cui sopra...
 
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SoftMachine

Maglia Iridata
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Certo, è sempre esistito questo meccanismo ma credo si sia estremizzato.
Un esempio pratico: produrre musica, molti anni fa, aveva dei costi piuttosto bilanciati. Tralasciando la questione artistica (studio, ingegnere del suono, benefit ed altro), la promozione incideva in maniera notevole (scalettisti televisivi e radiofonici, testate, interviste, gadget e quant'altro) ma controllata e, con alla base un prodotto solido, i ricarichi erano davvero notevoli.
Oggi produrre, a parte rari casi, è problematico. Si è semplificata la parte artistica fino a quasi disintegrarla (e la qualità sonora è semplificata al punto da non necessitare di figure professionali davvero notevoli), e la parte "promozione" (vogliamo chiamarla "marketing?) ha assunto proporzioni difficilmente controllabili.
Insomma, intendo dire che lo sbilanciamento verso il fumo ha sconvolto le carte in tavola al punto da cambiarne i valori.
Spero di essermi spiegato: ho scritto in fretta, mio figlio di tre anni mi sta sfinendo
 

Shinkansen

Xeneize
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Colnago 50 Anniversary
Le BDC sono sempre costate tanto. La Bianchi di Pantani che vinse nel '98 veniva 6 milioni di lire. Non proprio robetta. E la Bianchi ne vendette a vagonate. Pertanto, niente di nuovo sotto il sole. Un mio amico in quel periodo prese una Colnago Cristal in acciaio e la pagò 3 milioni e otto, non proprio due lire.
In quanto al paragonare le moto o le macchine alle BDC è fuorviante. A parte i costi di progetto delle ultime rispetto alle BDC c'è da considerare i volumi di vendita. Mi sembra che Colnago e Pinarello si aggirino sui 50 mila pezzi l'anno. Un'utilitaria può contare su un mercato globale per milioni di pezzi, senza contare che eventuali restyling del modello che ne allungano la vita sono assorbiti nel progetto iniziale. Paragonare le mele alle pere, insomma.
 

faberfortunae

Scalatore
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sempre una in meno...
Beh si certo intendevo dal momento in cui il prodotto esce di fabbrica. In quel senso rivenditore, non muta ma enfatizza il senso di quel che ho sostenuto. Troppe fette per una porzione della torta residua troppo piccina
 

Ser pecora

Diretur
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dove capita
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SoftMachine post: 6082814 ha scritto:
Spero di essermi spiegato

Si, ma non mi pare il caso del mondo ciclo. Non è che oggi il marketing o la promozione la fanno da padroni più che 10 o 20 anni fa...anzi, il modello promozionale è sempre quello, nella fascia medio-alta sempre legato alle sponsorizzazioni ed alle fortune del campione/testimonial di turno. Con pure il lato negativo, rispetto al mondo della musica, che se si droga o muore le vendite non aumentano
 
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GiaMatteoImpera

Apprendista Scalatore
22 Febbraio 2016
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Trek èmonda slr8
Sottoscrivo, più o meno ho espresso lo stesso concetto poco sopra

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