Un po' di dichiarazioni recenti, dopo il TdS, di alcuni pro:
Bouwman (Jayco): “Credo sinceramente che il divario tra degli amatori e me sia lo stesso che c'è tra Pogačar e me. La differenza è che non io ho passato l'intera giornata a posare l'asfalto. Anch'io sono un ciclista professionista. Faccio tutto quello che posso per rendere, ma il divario è comunque straordinario. È quasi impossibile esprimerlo a parole".
Oomen (Lidl): "Dopo la prima tappa ho sentito tanti corridori dirsi che non avevano mai sperimentato niente del genere. Una squadra, e un corridore in particolare, era talmente superiore a tutti gli altri che è difficile da spiegare. Fai tutto il possibile, ma la differenza è comunque enorme. Non so se disillusione sia esattamente la parola giusta, ma è la prima che mi viene in mente".
Teunissen (Xds), parlando delle possibilità di vittoria per "gente pesante" come lui (73kg) al Tour: "Pogacar potrebbe vincere dieci tappe quest'anno, se volesse. Non resta molto spazio per i velocisti, ma ancora meno per i corridori da classiche. In passato si poteva ancora ottenere qualche vantaggio grazie a fattori come l'alimentazione o la conoscenza del percorso, ma ormai funziona ben poco".