Prof stagione 2016

kar38

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si grazie
intanto gli astana boy agnoli,aru,nibali sono a rio a provare il percoso. con l'aggiunta di malori

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Airone del Chianti

Uisp Italian Champion
9 Dicembre 2004
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Airone del Chianti

Uisp Italian Champion
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Luca38 ha scritto:
ottimo punto bravo, ma a parte loro due, ce n'è qualcuno che realmente ha possibilità di diventare come loro oggi come oggi o veramente nessuno ?
Campioni ce ne sono e alcuni arriveranno.
Il problema è quello del movimento in generale, sempre più in calo.
Mancano le competenze manageriali che fanno la differenza, che attraggono sponsor e interesse dei media.
Quante squadre ci sono nel WT battenti bandiera italica? 1.
Avete analizzato le starting list delle gare italiane? Togli le due monumento e le Strade Bianche, cosa rimane?
 
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utah

Maglia Amarillo
18 Dicembre 2006
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Pampas Lacustre.
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Sopravviveremo anche senza.
Il ciclismo professionistico in Italia è in crisi nera e non ha futuro, aldilà dei successi di Nibali e Aru.

Infatti corrono all'estero.

Ma se andiamo all'estero e togliamo, quanto 5 Team..? Il resto non sta molto meglio..
E voglio vedere Russi con crisi petrolifera quanto continueranno a spendere nel ciclismo...

Finchè il 90% di chi investe nel ciclismo continuerà a considerare questo sport valido solo per 3 settimane su 52 cioè quelle del Tour.. Continuerà ad avere di questi problemi.
 

kar38

Recordman
23 Ottobre 2010
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si grazie
il problema del ciclismo italiano è anche "colpa" degli amtori, gf sorgono a destra e manca, gli sponsor investono di più la xkè c'è un ritorno più diretto , tanti juniores,under anche forti passano a correre con gli amatori dove vengono retribuiti più o meno in nero e decidono di abbondonare la carriera nell' agonismo vero
 

dinute

Maglia Iridata
13 Maggio 2009
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Udine
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il problema del ciclismo italiano è anche "colpa" degli amtori, gf sorgono a destra e manca, gli sponsor investono di più la xkè c'è un ritorno più diretto , tanti juniores,under anche forti passano a correre con gli amatori dove vengono retribuiti più o meno in nero e decidono di abbondonare la carriera nell' agonismo vero

Non so se sia colpa degli amatori o semplicemente le GF siano un ripiego. Ma in ogni caso hai fatto caso alla quantità di pubblico ridicola presente nelle corse del calendario italiano? la coppa Italia garantisce l'accesso al giro, dovrebbe garantire interesse e agonismo; se mai andato nel sito della federazione per cercare classifiche, regolamenti, informazioni? vai, vai e vedi...per me il 90% del disastro che c'è in italia è responsabilità diretta di di rocco e della sua federazione.
 

kar38

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Non so se sia colpa degli amatori o semplicemente le GF siano un ripiego. Ma in ogni caso hai fatto caso alla quantità di pubblico ridicola presente nelle corse del calendario italiano? la coppa Italia garantisce l'accesso al giro, dovrebbe garantire interesse e agonismo; se mai andato nel sito della federazione per cercare classifiche, regolamenti, informazioni? vai, vai e vedi...per me il 90% del disastro che c'è in italia è responsabilità diretta di di rocco e della sua federazione.


parlando con i vari rappresentanti mi hanno confermato che le aziende del settore non hanno più interesse ad investire nelle gare di seconda o terza fascia quando si una visibilità nettamente superiore in una gf, le aziende extra ciclistiche invece sappiamo come se la passano

Di Rocco senza dubbio ha i suoi demeriti e con pochi soldi in giro non poteva che andare così
 

pavarik

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14 Settembre 2012
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Alla fine la rovina del ciclismo italiano sono le granfondo... e cosa sono diventate nel tempo...perché agli albori penso proprio che non fossero così. Sarà...ma un corridore che fa le granfondo non é un professionista e mai lo sarà...rimarrà sempre e solo corridore da granfondo...perciò contento/contenti lui/loro.
Se io fossi un under 23 o un professionista maturo in cerca di contratto,di certo non mi approccerei al mondo delle granfondo...farei di tutto x entrare in una squadra pro/continental...e se non ho le capacità...faccio altro. Le granfondo di adesso stanno rovinando il ciclismo Pro italiano.
 

kar38

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Alla fine la rovina del ciclismo italiano sono le granfondo... e cosa sono diventate nel tempo...perché agli albori penso proprio che non fossero così. Sarà...ma un corridore che fa le granfondo non é un professionista e mai lo sarà...rimarrà sempre e solo corridore da granfondo...perciò contento/contenti lui/loro.
Se io fossi un under 23 o un professionista maturo in cerca di contratto,di certo non mi approccerei al mondo delle granfondo...farei di tutto x entrare in una squadra pro/continental...e se non ho le capacità...faccio altro. Le granfondo di adesso stanno rovinando il ciclismo Pro italiano.


vorrei proprio vedere se ti pagassero anche abbastanza bene per correre le gf e etc facendo molti meno sacrifici di quanto eri under,.... se preferisci andare a lavorare in fabbrica
 

Airone del Chianti

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Alla fine la rovina del ciclismo italiano sono le granfondo... e cosa sono diventate nel tempo...perché agli albori penso proprio che non fossero così. Sarà...ma un corridore che fa le granfondo non é un professionista e mai lo sarà...rimarrà sempre e solo corridore da granfondo...perciò contento/contenti lui/loro.
Se io fossi un under 23 o un professionista maturo in cerca di contratto,di certo non mi approccerei al mondo delle granfondo...farei di tutto x entrare in una squadra pro/continental...e se non ho le capacità...faccio altro. Le granfondo di adesso stanno rovinando il ciclismo Pro italiano.
Mi sfugge davvero che una cosa che ha sempre maggiore successo (le Granfondo) possa essere causa di un problema di qualcun altro.

Questi sponsor che ora investono sul mondo amatoriale lo fanno perché c'è un ritorno e non ci vedo niente di male. Almeno qualcosa nel ciclismo rimane, altrimenti andrebbero altrove.

Gli under23 e i "professionisti" che smettono con l'agonismo vero e vengono tra gli amatori lo fanno perché non sono buoni abbastanza per il ciclismo che conta. Negli ultimi 20 anni sono passati in troppi tra i professionisti (molti pagando o autopagandosi lo stipendio con gli sponsor personali) senza averne le qualità. Così come sono proliferate tante corse, senza che ci fosse qualità e capacità nel gestirle, non solo in Italia. Il problema del ciclismo nel nostro paese è che si è restati troppo attaccati alle tradizioni senza innovare: c'è crisi soprattutto nel movimento di base, manca la gente capace che insegna il ciclismo ai ragazzi, siamo ancora al "piatto di pasta tre ore prima". Il mondo anglosassone, dove prima il ciclismo era marginale, adesso a forza di innovazioni sta diventando il fulcro del ciclismo mondiale. Facciamoci domande e diamoci delle risposte...
 

pavarik

Passista
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vorrei proprio vedere se ti pagassero anche abbastanza bene per correre le gf e etc facendo molti meno sacrifici di quanto sei under...se preferisci andare a lavorare in fabbrica

Si ma spiegami il senso di considerare i primi delle granfondo come professionisti...con tanto di ammiraglia al seguito...cambio ruote e vari privilegi... ma che senso ha? Che senso ha stipendiare uno che vince o si classifica tra i primi nelle granfondo italiane? Non é più sensato lasciare da parte il mondo amatoriale (perché sono amatori porca miseria!) e sostenere il professionismo? Dai é ridicolo...come é ridicolo pagare i giocatori nelle categorie minori dell'altro sport più famoso in Italia.
 

Airone del Chianti

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Si ma spiegami il senso di considerare i primi delle granfondo come professionisti...con tanto di ammiraglia al seguito...cambio ruote e vari privilegi... ma che senso ha? Che senso ha stipendiare uno che vince o si classifica tra i primi nelle granfondo italiane? Non é più sensato lasciare da parte il mondo amatoriale (perché sono amatori porca miseria!) e sostenere il professionismo? Dai é ridicolo...come é ridicolo pagare i giocatori nelle categorie minori dell'altro sport più famoso in Italia.
Il senso è quello del ritorno economico.
Se io sono uno sponsor vado dove reputo il mio investimento abbia un ritorno.

Dovrebbero finanziare il professionismo?
Ma quale professionismo? Quello del GP Nobili Rubinetterie che è poco più di una gara dilettantistica come livello di partecipazione? Il mondo professionistico, in qualunque campo, richiede professionalità, a livello di gestione delle squadre, delle gare e dei corridori. Se questa non c'è è bene che si vada a fare qualcos'altro.
 

faberfortunae

Scalatore
30 Settembre 2011
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sempre una in meno...
Si ma spiegami il senso di considerare i primi delle granfondo come professionisti...con tanto di ammiraglia al seguito...cambio ruote e vari privilegi... ma che senso ha? Che senso ha stipendiare uno che vince o si classifica tra i primi nelle granfondo italiane? Non é più sensato lasciare da parte il mondo amatoriale (perché sono amatori porca miseria!) e sostenere il professionismo? Dai é ridicolo...come é ridicolo pagare i giocatori nelle categorie minori dell'altro sport più famoso in Italia.

Ma questo non c'entra nulla con la crisi del ciclismo in Italia (e lo dimostra, appunto, che l'altro sport - pur manifestando quegli eccessi che giustamente tu stigmatizzi - non vive la stessa crisi).
Ha ragione Michele... come si fa a pensare nel 2015 ancora con la testa del 1975?
Hai mai sentito parlare di educazione al ciclismo nelle scuole? io no, però in compenso so le regole della pallamano ;nonzo%...
Strutture specifiche? Centri di avviamento federali? (che non siano le squadrette locali intenso... e ben vengano almeno quelle...).
In Toscana padri e figli vanno a correre le GF insieme. In quante altre regioni succede? Per me non è un male, anzi.
Eccezion fatta per il Giro (a cui ormai non partecipa più nessuno o quasi) l'unica corsa pensata con un po' di intelligenza, le "Strade Bianche" e con un po' di marketing strutturato sulla promozione del territorio , ha letteralmente sbancato negli ultimi anni: è il segno evidente che gli spazi (nel calendario e non solo) ci sarebbero. Basta solo avere un po' di passione e di competenze e non limitarsi solo a controllare se il 15 del mese il Coni ti accredita lo stipendio.
Se trovano spazio e seguito all'estero corse davvero deprimenti ed insensate (per contenuti tecnici e paesaggistici) figurati se non si potrebbe pensare a qualcosa di nuovo in Italia... altro che GP Nobili, dai.
 

pavarik

Passista
14 Settembre 2012
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Si ma, per quanto riguarda le granfondo, tutto questo non ha senso!! Non puoi mettere uno che ha fatto la vita da Pro o é stato Pro fino all'anno prima o ha fatto l'under in una squadra (magari ha militato nella nazionale italiana di ciclismo...pista...strada e quant'altro) a gareggiare con degli AMATORI che nella vita hanno sempre fatto altro e si ritagliano il tempo libero a disposizione per allenarsi e fare le gare amatoriali.... Questo,dal mio punto di vista,non é giusto. I Pro sono i Pro e gli amatori sono gli amatori. Piuttosto sarebbe più giusto,come ho detto,investire di più sul mondo professionistico e lasciare che quello amatoriale sia gestito da gente amatoriale, che fa questo sport per amore e non per professione. Dovrebbero inventare una nuova categoria...che sta tra il Professionismo e il mondo degli Amatori e che non li mescola entrambi.
 

faberfortunae

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sempre una in meno...
Si ma, per quanto riguarda le granfondo, tutto questo non ha senso!! Non puoi mettere uno che ha fatto la vita da Pro o é stato Pro fino all'anno prima o ha fatto l'under in una squadra (magari ha militato nella nazionale italiana di ciclismo...pista...strada e quant'altro) a gareggiare con degli AMATORI che nella vita hanno sempre fatto altro e si ritagliano il tempo libero a disposizione per allenarsi e fare le gare amatoriali.... Questo,dal mio punto di vista,non é giusto. I Pro sono i Pro e gli amatori sono gli amatori. Piuttosto sarebbe più giusto,come ho detto,investire di più sul mondo professionistico e lasciare che quello amatoriale sia gestito da gente amatoriale, che fa questo sport per amore e non per professione. Dovrebbero inventare una nuova categoria...che sta tra il Professionismo e il mondo degli Amatori e che non li mescola entrambi.

Mi era parso che si stesse ragionando sulle cause del decadimento del ciclismo professionistico in Italia. Non delle aberrazioni di certi usi e costumi del ciclismo amatoriale.
 

pavarik

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Mi era parso che si stesse ragionando sulle cause del decadimento del ciclismo professionistico in Italia. Non delle aberrazioni di certi usi e costumi del ciclismo amatoriale.

Si,hai ragione, ho divagato un po'. Ma ci può centrare con i Pro.
In ogni caso, perdonate l'OT . ;)
Non é una news dal mondo dei pro,ma potrebbe esserlo se decidessero di creare una categoria nuova tra le due categorie.. ;)