io continuo ad essere molto perplesso, molto
ripeto che questo compito (valorizzare la categorie giovanili) dovrebbe spettare in primis alla federazione, altrimenti che fa, oltre che dire in periodo di covid che bisognava stare tutti rinchiusi in casa?!?!!?
La FCI non fa comunque nulla. E' vergognosa oltre che parzialmente responsabile dello stato del ciclismo italiano (che in parte è danneggiato comunque dalla situazione economica del paese tutt'altro che florida).
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in più, non vorrei che per taluni organizzatori, fosse una mossa di facciata il voler aiutare il ciclismo giovanile, e che di vero ci sia "solo" la ricerca di altri sponsor che portino soldi nelle casse
Che la loro mossa sia principalmente pro domo loro è chiaro come il sole. Però se ciò andasse anche a vantaggio del movimento ciclistico agonistico nazionale di secondo piano, non ci vedrei nulla di male. Purchè a pagare non sia già chi paga.
altra considerazione (e so già che sono in stra minoranza). io arrivo tra, se va bene, l'ultimo 20% delle g.f. che faccio, ma chiedo, vi danno così fastidio gli "amatori che fanno i pro"?
premesso che molti di loro lavorano, come tutti noi. e se anche uno riesca a vivere di visibilità per le g.f., che fastidio possono dare?
tra l'altro, il fatto di "vivere per le g.f." non li esenta dal farsi comunque un mazzo notevole, tra allenamenti, alimentazione......
in quanti, onestamente, anche avessero tutto i tempo libero di questo mondo, riuscirebbero a fare ogni giorno tot km, allenarsi bene, mangiare sempre in una certa maniera, non avere sabati sera "liberi" perché poi la domenica si corre......
ho già detto altre volte, esempio il giorno dopo la Otzy del 2015. io feci una colazione che manco in tempo di guerra. nello stesso albergo c'era il 2 o 3 classificato di quella edizione. beh, la mattina, mentre io mi maggnavo il mondo, e mentre il 90% degli altri partecipanti era a far colazione o già verso la via di casa, lui stava andando a farsi il Rombo
Parlo per me e dunque ti rispondo per quel che penso io. A me gli amatori prò non dan fastidio, si intende fintanto che si comportano bene, inteso come norme sportive e come norme di buona e civile educazione. Dunque se loro hanno il motore e il tempo, oltre alla voglia, di ottenere determinati risultati, posso solo nutrire un pò di sana (sana) e onesta invidia e dire: "beati loro, fanno bene, potendo farei come loro".
E' vero che comunque fanno anche loro importanti sacrifici, fisici, di alimentazione ecc. Non più di quelli che facevo io (parlo sempre per me) per affiancare al mio lavoro e alla mia famiglia, le ore che mi permettevano di entrare comodamente nel primo 5/10% delle classifiche pur beccando mezz'ore da loro.
Perchè sacrificio è fare 5h al giorno di bici con qualsiasi meteo e sacrificio, forse maggiore, è farsene solo 2 ma dopo 8 di lavoro, o farsele col freddo mentre qualcuno di loro si fa 40 giorni alle Canarie o col caldo quando qualcuno di loro si fa i ritiri a Livigno o a Bormio.
Togliti dalla testa Davide che quelli, parliamo degli amatori Prò, quindi 15/20/30, lavorino come tutti noi. No!!!! non lo fanno e possono permettersi di non farlo, buon per loro, ma diciamo le cose come stanno. Basta seguire qualcuno di loro su Strava. Salvo casi sporadicissimi, chi è nei primi o non lavora per niente, o può anteporre la bici al lavoro che fa, tenendo presente che non è un lavoro usurante in ogni caso e in molti casi antepone la bici anche alla famiglia. Insomma, una vita a tutti gli effetti come quella di un prò....non magari un Ineos e similia sempre in giro per il mondo, ma quella di un
Continental come minimo si. Ovviamente in tutto questo, non parlo di altre pratiche sconvenienti ma non provate, che comunque rientrano nel rispetto delle norme sportive cui alludevo prima che non possono essere generalisticamente addebitate a tutti.
La cosa però non è tanto semplice, se così fosse, chi glielo farebbe fare ai pro che “fanno la fame“ a continuare a fare i pro?
Per loro sarebbe molto più facile passare amatore pro e vincere le granfondo.
Molti sperano e continuano a sperare di sfondare. O semplicemente hanno i soldi per pemettersi di pagare per correre con i prò e sentirsi a loro volta prò. Magari col padre industrialotto che gli paga il giocattolo sapendo che quando si stufano hanno l'impresa di famiglia pronta a dargli da mangiare. Quelli che sul serio fanno la fame, fanno imho solo che bene ad abbassare l'asticella, andare alle gf e guadagnarsi almeno per qualche anno la pagnotta con quelle, magari gettando le basi per un lavoro futuro in qualche negozio o ditta di biciclette. E non sono pochi i "big" amatori che sono per l'appunto ex prò trombati.