Tutto giusto.
Ma se hai una certa esperienza e non hai raggiunto un obiettivo che ritieni possibile (questo è il caso), la via più ragionevole ritengo sia quella di valutare oggettivamente cosa sei in grado di fare, quali e quanti margini di miglioramento ti puoi aspettare, come gestire meglio le tue capacità, quali possono essere le occasioni giuste, come migliorare la gestione di certe situazioni... altrimenti diventa difficile capire (a prescindere che queste valutazioni le faccia tu oppure qualcuno per te). In queste valutazioni i vari quadrant analysis, power profile, tss, ctl, etc etc tendono ad essere utili, se usati con criterio, consapevoli dei limiti del *modello* (che non è la realtà) e consci che ciò che incontri in gara, e quindi il risultato, è condizionato da fattori al di fuori del proprio controllo (situazioni di gara, fattori secondari, chi compete contro di te, ecc.).
È questo secondo me il dato su cui non ci intendiamo. Il vedere la ruota posteriore di chi ci precede andare via e noi che annaspiamo per riprenderla, ma dobbiamo cedere prima di poterci riaccodare, non è sicuramente oggettivo, ma è uno stimolo che ti proietta la condizione verso ciò che vuoi ottenere.
Nelle granfondo corse nelle retrovie posso capire questo modo di gestire l'allenamento. Se uno ti va via, amen. A te interessa principalmente far meglio dell'anno precedente, o faticare meno, etc etc. Arrivare 1001 o 1002 non ti cambia nulla. Mentre in corse dove il divertimento sta proprio nel vedere sempre i primi e con essi rivaleggiare, non punti a fare la corsa 1 minuto in meno dell'anno prima. Punti a far meglio in termini di piazzamento.
