SFR...e dopo?

CAPONORD

Novellino
29 Luglio 2010
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Bici
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Se si vuole fare una preparazione abbastanza metodologica senza pagare nessuno si possono trovare tantissime tabelle e consigli sul forum e in rete e ci si può fare un'idea di ciò che va fatto, come e quando; in più se si hanno dei dubbi si può sempre chiedere, e sul forum c'è molta gente preparata che può rispondere in maniera adeguata ad ogni domanda. Comunque non credo che il Tabata tolga la passione per la bici, io l'ho fatto un po' per tutto l'anno ed oltre a notare notevoli miglioramenti sono anche riuscito a movimentare le mie uscite. Tutto sta nel decidere se si vuole fare una preparazione metodologica oppure si vuole uscire in bici per divertirsi e passare 2 ore...

Tutto vero.....quando si hanno 19 anni:mrgreen:; quando andare in bici significa conciliare la propria passione con lavoro, famiglia, figli, impegni vari, un ritmo giornaliero stressante, allora inserire un'ulteriore fonte di stress (allenrsi in modo proficuo senza averne il tempo) non è il max. Poi a 19/20 anni (scusami ma è l'età che leggo nel tuo avatar...) sforzi brevi ma violenti come richiede il Tabata non hanno lo stesso effetto demotivante come su un fisico di 35/40/45/50 anni, magari non estremamente allenato....certo che in internet trovi di tutto, ma un preparatore, per una modica cifra (diciamo al prezzo di una manubrio in carbonio...) tiene conto del tempo a disposizione, dell'età e dei tuoi limiti. Le tabelle ed i consigli che trovi in internet sono generici e spessissimo valgono per il singolo, quello che il singolo paga per averli e cioè zero!
 

CAPONORD

Novellino
29 Luglio 2010
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Bici
nera
C'è anche la possibilità di acquistare qualche libro per provare a costruirsi un minimo di metodologia (se non si vuole tirar giù tabelle già belle e fatte da qualche sito), soprattutto nel caso non si abbiano velleità agonistiche.
Ce ne sono tanti, basta cercare sul forum diversi thread danno consigli a riguardo.

Un appunto per chi ha scritto poco sopra di lasciar perdere l'ora in pausa pranzo: rispetto il tuo consiglio, però io che ho proprio soltanto 1 ora in pausa pranzo per allenarmi ho notato maggiori benefici piuttosto che attendere la sera, dopo tutta la giornata di lavoro, per saltare sui rulli e farne magari 1 e mezza stanco e demotivato.
Certo ci vuole anche la possibilità di poter pedalare nel weekend per fare un po' di distanza sulla bici...

..certamente ognuno fa storia a sè.. ma credo che concorderai che un'oretta due volte a settimana (che sia in pausa pranzo o in un altro orario) più un lungo nel weekend ti permette di migliorare fino ad un certo punto oltre il quale non si va. E questo punto è un livello moooooolto lontano dal proprio potenziale atletico.
Un'ora o la passi a frullare in agilità (ed allora dopo 2/3 settimane non ha più effetto allenante) oppure se vuoi caricare consideri: 15/20min riscaldamento - 10/15 minuti defaticamento, e ti restano 25/30 minuti di tempo da dividere in ripetute e scarichi: ora si può anche ricorrere a protocolli pseudo/esoterici e spacca cuore del sol levante ma dubito dell'effetto a medio/lungo termine, sia sull'aspetto prestativo globale sia sull'aspetto di gratificazione dal portare avanti una pratica così.
 

giuseppe.fioretti

Apprendista Scalatore
9 Marzo 2009
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..certamente ognuno fa storia a sè.. ma credo che concorderai che un'oretta due volte a settimana (che sia in pausa pranzo o in un altro orario) più un lungo nel weekend ti permette di migliorare fino ad un certo punto oltre il quale non si va. E questo punto è un livello moooooolto lontano dal proprio potenziale atletico.
Un'ora o la passi a frullare in agilità (ed allora dopo 2/3 settimane non ha più effetto allenante) oppure se vuoi caricare consideri: 15/20min riscaldamento - 10/15 minuti defaticamento, e ti restano 25/30 minuti di tempo da dividere in ripetute e scarichi: ora si può anche ricorrere a protocolli pseudo/esoterici e spacca cuore del sol levante ma dubito dell'effetto a medio/lungo termine, sia sull'aspetto prestativo globale sia sull'aspetto di gratificazione dal portare avanti una pratica così.

Certo, nel mio caso (e poi chiudo la parentesi) ho tempo di farla tutti i giorni, con il sabato e domenica per fare 2-3 ore; in questo modo per un amatore può essere sufficiente.
Certo che avere 15-20 ore a a settimana gestibili negli allenamenti sarebberò niente male...o-o
 

ReadyToRide

Pignone
25 Luglio 2012
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..certamente ognuno fa storia a sè.. ma credo che concorderai che un'oretta due volte a settimana (che sia in pausa pranzo o in un altro orario) più un lungo nel weekend ti permette di migliorare fino ad un certo punto oltre il quale non si va. E questo punto è un livello moooooolto lontano dal proprio potenziale atletico.
Un'ora o la passi a frullare in agilità (ed allora dopo 2/3 settimane non ha più effetto allenante) oppure se vuoi caricare consideri: 15/20min riscaldamento - 10/15 minuti defaticamento, e ti restano 25/30 minuti di tempo da dividere in ripetute e scarichi: ora si può anche ricorrere a protocolli pseudo/esoterici e spacca cuore del sol levante ma dubito dell'effetto a medio/lungo termine, sia sull'aspetto prestativo globale sia sull'aspetto di gratificazione dal portare avanti una pratica così.

I protocolli esoterici sono il frutto di ricerche specifiche e scientifiche :)
Riguardo alla scelta di modelli basati su volume/intensità ne avevo già accennato precedentemente:

Personalizzazione e individualizzazione sono due capisaldi che non possono essere trascurati nella propria preparazione e che fanno riferimento anche alla disponibilità di tempo. Sicuramente l'HIT (allenamento ad altà intensità) sarà carente sul lungo periodo rispetto ad un programma strutturato per chi ha più tempo da dedicare allo sport, fondamentalmente perché si tratta di uno sport di resistenza e allenarla permette di raggiungere risultati migliori; d'altra parte un tipo di approccio fondato sull'intensità è in grado di favorire il raggiungimento di risultati simili.
Nelle uscite di fondo i benefici che ne derivano a livello fisiologico sono svariati: aumento della capacità aerobica, miglior irrorazione sanguigna al muscolo derivata dall'aumento di capillari, aumento della densità dei mitocondri, adattamento (e abbassamento) della frequenza cardiaca, minore quantità di consumo di ossigeno con conseguente ottimizzazione del suo utilizzo. Esistono modelli teorici specifici (friel - aerobic decoupling) per comprendere quanto e quando integrare altre tipologie di lavoro. Ovviamente questo non si traduce automaticamente con 4 settimane di carico in Z2 (lunghe - e noiose - uscite di fondo), in quanto queste vanno personalizzate ed adattate in base all'atleta. (Nessuno degli atleti che seguo durante il periodo iniziale si dedica unicamente a lunghe uscite di fondo, ma integra il tutto con allenamenti specifici in altre zone di intensità sia durante le uscite che in altre sessioni).
Miglioramenti simili si sono avuti a livello aerobico e adattamento fisiologico attraverso modelli basati sull'intensità a scapito del volume, in particolare in soggetti che hanno condizioni di tempo limitate (inferiori alle 6/8 ore settimanali) - (cfr. Gibala et al.) - (cfr. Effects of high intensity training by heart rate or power in recreational cyclists). Le Tabata sono utili, ma non rappresentano la panacea di tutti i mali. Accanto a queste si possono inserire altre tipologie di lavoro che prediligono l'intensità.
Alcuni studi hanno manifestato l'impatto positivo dallo svolgimento di più intervalli compresi tra i 30'' ed i 6' (secondo altri studi l'intervallo varia leggermente, fondamentale sono i tempi di recupero tra una seduta di allenamento e l'altra e tra gli stessi intervalli - varia da un rapporto di 1:0,5 a 1:2 a seconda degli obiettivi/soggetto) a livello fisiologico (tra cui miglioramento nell'ossigenazione nei muscoli ad opera dei capillari ed altri... - cfr. Gibala et al.).
In particolare eseguire intervalli vicino od oltre i propri valori di Vo2Max permette di indurre benefici generali in quanto fornisce stimoli a livello aerobico e anaerobico lattacido e alattacido. (cfr. Paton & Hopkins).
In definitiva, compensare l'ovvia riduzione di volume generale dovuta ad impegni di lavoro e familiari attraverso l'aumento dell'intensità nelle uscite settimanali, già nelle prime fasi di allenamento, permette un aumento delle performance simile ad approcci di allenamento basati sul volume di lavoro.
Ovviamente sul lungo periodo, per la natura aerobica dell'attività ciclistica, risultati migliori si possono avere con un approccio basato sul volume: ciò può essere parzialmente risolto inserendo nel fine settimana uscite simili alla gara-obiettivo.
 

K-Climber

Pignone
4 Gennaio 2017
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Bici
specialized
Oggi ,poco dopo aver eseguito delle SFR,ho cominciato ad avvertire come delle “scosse elettriche “ ai nervi in superficie vicino l’inguine (gamba sinistra) soprattutto “tirando “ su la gamba e ,di conseguenza, anche quando mi alzavo sui pedali. Adesso non sento niente neanche se cammino. Secondo voi ho “tirato” troppo facendo le sfr?
grazie