Leggevo proprio ieri il libro di Chris Carmichael, preparatore di Armstrong (Lance Armstrong. Programma di allenamento).
Il testo è molto interessante non solo perché (almeno queste sono le dichiarazioni dell'autore) presenta il programma di allenamento e gli allenamenti specifici che hanno portato Armstrong a vincere 7 tour di seguito (lasciamo qui da parte il capitolo doping...), ma anche perché si basa su una terminologia e un armamentario teorico molto diversi da quelli europei. Quando tratta del potenziamento muscolare dell'atleta, ad esempio, l'autore non parla di SFR, ma di muscle tension (letteralmente "tensione muscolare"). Nella sostanza, a dire il vero, non cambia molto. Anche qui l'allenamento deve essere svolto su una salita lunga non molto ripida (pendenza da un minimo del 5% a un massimo dell'8%) da percorrere con rapporti lunghi. Rispetto alle classiche SFR, tuttavia, cambiano due parametri fondamentali:
1) La frequenza di pedalata non è di 35/40 rpm (come vorrebbe Sassi), ma si attesta sulle 50/55 rpm;
2) L'autore non consiglia tante ripetute brevi della durata di pochi minuti, ma due sole ripetute lunghe della durata di 8' circa, intervallate da 10' di recupero.
Secondo voi questa tecnica, che prevede uno sforzo continuo molto più prolungato delle normali SFR, potrebbe rivelarsi più efficace considerando anche il fatto che, nella pratica reale del ciclismo, quando si percorre una salita si deve riuscire ad esplicare buoni livelli di forza resistente per un certo periodo di tempo e non solo per due o tre minuti?
Il testo è molto interessante non solo perché (almeno queste sono le dichiarazioni dell'autore) presenta il programma di allenamento e gli allenamenti specifici che hanno portato Armstrong a vincere 7 tour di seguito (lasciamo qui da parte il capitolo doping...), ma anche perché si basa su una terminologia e un armamentario teorico molto diversi da quelli europei. Quando tratta del potenziamento muscolare dell'atleta, ad esempio, l'autore non parla di SFR, ma di muscle tension (letteralmente "tensione muscolare"). Nella sostanza, a dire il vero, non cambia molto. Anche qui l'allenamento deve essere svolto su una salita lunga non molto ripida (pendenza da un minimo del 5% a un massimo dell'8%) da percorrere con rapporti lunghi. Rispetto alle classiche SFR, tuttavia, cambiano due parametri fondamentali:
1) La frequenza di pedalata non è di 35/40 rpm (come vorrebbe Sassi), ma si attesta sulle 50/55 rpm;
2) L'autore non consiglia tante ripetute brevi della durata di pochi minuti, ma due sole ripetute lunghe della durata di 8' circa, intervallate da 10' di recupero.
Secondo voi questa tecnica, che prevede uno sforzo continuo molto più prolungato delle normali SFR, potrebbe rivelarsi più efficace considerando anche il fatto che, nella pratica reale del ciclismo, quando si percorre una salita si deve riuscire ad esplicare buoni livelli di forza resistente per un certo periodo di tempo e non solo per due o tre minuti?
