SFR: quando?

In realtà il protocollo non esiste, gli americani le chiamano muscle tension, ora se vogliamo sfr sarebbe l'acronimo di salite forza resistente, ma le c.d. muscle tension si fanno anche in pianura a 70-75rpm, per cui io anzicche farmi steccati e recinti vari preferisco provare e poi scegliere, in base alla mia personale esperienza, e quindi con esclusivo riferimento alle mie esigenze, ho potuto constatare che mi vanno meglio le ripetute di forza resistente (sarebbe la definizione +corretta) a 50-55rpm piuttosto che quelle a 40rpm, e probabilmente da 5' a potenza +bassa piuttosto che di 3' a potenza +alta, ormai sto affinando i sistemi di allenamento, i dati mi dicono che sono in costante miglioramento, e che questo miglioramento non è una linea costante. Quindi bisogna avere pazienza, i miglioramenti per essere metabolizzati devono essere lenti.

In realtà esiste eccome.
tutto il resto lo quoto.
 

ciclotrainer

Apprendista Scalatore
25 Novembre 2007
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S3, R3, P3C, SLC-SL TdF, Cinelli Willi'n, Cinelli Experience
In realtà esiste eccome.
tutto il resto lo quoto.

Si, ma sono d'accordo con te, infatti ho scritto che non esiste "il protocollo", esistono vari protocolli per cui alla fine io uso quello che ritengo si adatti meglio alle mie esigenze.
Quindi per me esistono i protocolli, ma non solo sulla forza resistenza ma anche su altre metodiche di allenamento, infatti qualsiasi metodo porta ad un risultato, a condizione che il risultato (cioè miglioramento) sia oggettivamente misurabile, se il miglioramento esiste, che sia x y oppure z, il metodo è valido, se il miglioramento non c'è vuol dire che o la metodica non è valida rispetto all'obiettivo prefissato, oppure il metodo è stato male applicato.
 

ciclotrainer

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Il protocollo è uno, il resto sono interpretazioni soggettive, giuste o sbagliate che siano, portano ad un risultato comunque.

Cosa sei un fondamentalista in sfr? su questi concetti si potrebbe discutere all'infinito, non esiste "il protocollo", come non esiste "la religione" etc. etc. Se ci spostiamo sul principio non la finiamo, cmq ognuno ha il diritto di restare sulle proprie opinioni.
Del resto se fosse vera l'affermazione tutti gli allenatori userebbero "il metodo", e non esisterebbe il detto "tutte le strade portano a Roma", per dire che è il risultato che dà valore al metodo e non il contrario.
Quindi, le sfr a 40rpm (ammesso che questo sia il valore che ritieni utile) sono un metodo di allenamento e non il metodo o l'unico metodo esistente oppure ancora il più efficace, per fare forza resistente. Poi ognuno dovrebbe sapere come gestirsi, se lo vuole fare, certamente non siamo quì a fare ricerca su metodi di allenamento, che poi è compito semmai di chi ad esempio studia scienze motorie. Questa è la mia personale opinione, e come tale potrebbe anche essere errata, anche se la mia opinione in merito mi porta a ritenere che abbia cmq un senso.
E quì siamo all'infinito... non ti disorientare, nel mondo attuale c'è bisogno di qualche certezza, non vorrei essere causa del crollo di certezze altrui.
 

lori

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15 Marzo 2008
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canyon ultimate cf-merida scultura team
sfr vanno fatte almeno a gennaio-febbraio!!!!!!!!....se si fanno sfr prima si lavora su un muscolo senza fondo e davranno si un buon effetto ma non lo stesso effetto che hanno su un muscolo che ha pedalato già almeno 2000-3000 km di puro fondo....


anche io la sapevo così, ma allora perche nella tabella MAPEI, che mi sono fatto fare on line, partendo che il fondo non mi manca (le mie 4 uscite da settembre sono state costanti per una media settimanale di 300 km, 11000 km percorsi ) , mi hanno da subito inserito per la prima settimana 6 ripetute SFR per 2 giorni alla settimana che diventano 8 la seconda?
 

ciclotrainer

Apprendista Scalatore
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anche io la sapevo così, ma allora perche nella tabella MAPEI, che mi sono fatto fare on line, partendo che il fondo non mi manca (le mie 4 uscite da settembre sono state costanti per una media settimanale di 300 km, 11000 km percorsi ) , mi hanno da subito inserito per la prima settimana 6 ripetute SFR per 2 giorni alla settimana che diventano 8 la seconda?

Perchè è il modo +veloce per fare aumentare la forza resistente, e quindi sono il fondamento della preparazione che successivamente si dovrà specializzare, se necessario, in relazione agli obiettivi.
Fondo e forza resistente devono andare di pari passo, nel senso che sono i due aspetti fondamentali della capacitò ciclistica, cioè la capacità di affrontare lunghe distanze, cioè +tempo in sella, e la capacità di esprimere una certa forza per +tempo o +forza nella stessa unità di tempo, entrambe le capacità dovrebbero essere sviluppate contemporaneamente.
 

valerio19720

Novellino
28 Ottobre 2008
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Perugia
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io sono d'accordo con giovagiova le F&O inglobano le SFR. Camorani ha fatto la scoperta dell'acqua calda. Siamo ciclisti non culturisti. A noi la forza non serve a niente(almeno che non fai ilchilometro da fermo). a noi serve la potenza. E le F&O ti fanno prima attivare le masse muscolari per poi farle velocizzare in progressione. Sono d'accordo che è un'allenamento invernale troppo "performante" soprattutto da fare con il freddo, ma sta nell'inteligenza dichi si allena rapportarne l'intensità allo stato di preparazione.
 
Cosa sei un fondamentalista in sfr? su questi concetti si potrebbe discutere all'infinito, non esiste "il protocollo", come non esiste "la religione" etc. etc. Se ci spostiamo sul principio non la finiamo, cmq ognuno ha il diritto di restare sulle proprie opinioni.
Del resto se fosse vera l'affermazione tutti gli allenatori userebbero "il metodo", e non esisterebbe il detto "tutte le strade portano a Roma", per dire che è il risultato che dà valore al metodo e non il contrario.
Quindi, le sfr a 40rpm (ammesso che questo sia il valore che ritieni utile) sono un metodo di allenamento e non il metodo o l'unico metodo esistente oppure ancora il più efficace, per fare forza resistente. Poi ognuno dovrebbe sapere come gestirsi, se lo vuole fare, certamente non siamo quì a fare ricerca su metodi di allenamento, che poi è compito semmai di chi ad esempio studia scienze motorie. Questa è la mia personale opinione, e come tale potrebbe anche essere errata, anche se la mia opinione in merito mi porta a ritenere che abbia cmq un senso.
E quì siamo all'infinito... non ti disorientare, nel mondo attuale c'è bisogno di qualche certezza, non vorrei essere causa del crollo di certezze altrui.

No, non sono un fondamentalista.
Le sfr le ha inventate Sassi, le ha scritte in un certo modo e quelle sono le sfr.
Poi ognuno fa gli adattamenti che crede, come ha fatto Camorani.
Come pensi che gli siano venute in mente le f&o? Stava facendo sfr anche lui.

E' comunque logico che ognuno rimanga sulle sue idee, giusto, secondo me, sarebbe chiamare le cose con il loro nome, tutto qui.

Non potrai essere affatto il "crollo di certezze", almeno di chi è consapevole dei limiti e dei margini PROBABILI di miglioramento e dei metodi per raggiungerlo; dove di certo, giorno per giorno, comunque non c'è nulla.
 

FABIANO

Apprendista Cronoman
30 Giugno 2006
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Io dopo una notta raffreddata passata a pensarci su, ho deciso che inizierò a dicembre dopo quasi 2 mesi di fondo (ottobre bike e nuoto e novembre only bike)a fare SFR dapprima 8 rip di 1min e via crescendo.Fino a tutto dicembre le altre uscite saranno ancora solo di fondo , da gennaio inizierò la domenica medio e mart e giov sempre SFR.
Febbraio richiami 1 volta sett SFR e il giorno Clou variazioni di ritmo pianura e salita medio-soglia.Fine febbraio prima gara.
E' l'alllenamento che alla fine mi aveva prescritto il preparatore 2 anni fà che poi è stata la stagione in cui sono andato meglio squadra vincente nn si cambia, vedremo....
Le F&O nn mi convincono.Alla fine quasi tutti i PRO fanno ancora le SFR un motivo ci sarà...
Ballan, Pozzato, Sella ecc ecc più di una volta li ho sentiti dire che fanno SFR...Le F&O nn le usa quasi nessuno tra i PRO ci sarà un motivo!
 

FABIANO

Apprendista Cronoman
30 Giugno 2006
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Perchè è il modo +veloce per fare aumentare la forza resistente, e quindi sono il fondamento della preparazione che successivamente si dovrà specializzare, se necessario, in relazione agli obiettivi.
Fondo e forza resistente devono andare di pari passo, nel senso che sono i due aspetti fondamentali della capacitò ciclistica, cioè la capacità di affrontare lunghe distanze, cioè +tempo in sella, e la capacità di esprimere una certa forza per +tempo o +forza nella stessa unità di tempo, entrambe le capacità dovrebbero essere sviluppate contemporaneamente.[/QUOTE]

Secondo me questa è buona!!!
 

Airone del Chianti

Uisp Italian Champion
9 Dicembre 2004
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Originalmente inviato da valerio19720
rispondo a orsobianco ma pubblicamente magari avete qualche suggerimento da darmi.
Io la forza ossigeno la faccio cosi:
Si trova una salita il più regolare possibile e lunga 4-5 km.
Faccio i primi 3-5' con un rapporto più duro del normale, frequenza di pedalata 40-50 rpm, battiti al 70-80% della soglia anerobica. Detto in soldoni si viene su duri con pedalata lenta ma senza sfiatarsi con ritmo regolare.
Poi scalo almeno 3 o 4 denti, accelero la pedala a 60-70 rpm e comincio a far lavorare più il fiato aspettando che le gambe comincino a rigirare per 2-3'. La fatica si comincia a far sentire ma non si va a tutta anzi bisogna trovare il giusto bilanciamento tra fatica muscolare e quella polmonare.
Passati 3' scalo altri 3-4 denti, si va agile ora per almeno 3'. Bisogna concentrarsi sulla frequenza di pedalata che deve rimanere sempre sopra le 80 rpm possibilemente in crescendo. Il fiato è a tutta anche se le gambe abituate allo sforzo precedente reggono. Passati i tre minuti si recupera per almeno 10m andando piano piano e via si ricomincia. Io ne faccio almento tre.


Ho letto l'interessante 3nd...x mè che sono un jurassico anni '80 è una gran bella novità!!!

solo valerio però si è sbilanciato in una descrizione dettagliata....la prendo x DOGMA !? :mrgreen:o-o
Valerio è stato molto preciso nel descrivere come si esegue un protocollo di F&O tradizionalmente inteso (cioè come teorizzato da Camorani, personalmente propendo per una fase di forza con più elevato numero di rpm, sulle 55-60).
L'unico appunto da fare è quando dice: scalo 3-4 denti...
In realtà si può anche scalare nel passare da una fase all'altra ma 3-4 denti mi sembrano eccessivi così come è bene precisare che ognuno regola il rapporto (che è la variabile dipendente) al fine di conseguire in ogni fase dati rpm e data frequenza cardiaca.
Da aggiungere c'è il fatto che le F&O vanno fatte a potenza crescente, quindi scalando troppo (e quindi calando velocità) non si riesce a realizzare quegli step di potenza che alla fine rendono l'esercizio veramente efficace...
 

valerio19720

Novellino
28 Ottobre 2008
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rispondo a airone. Hai ragione in effetti io scalo 2 rapporti e quindi 2 o tre denti, mi sono sbagliato. Ma te fai la prima fase un pò più agile di quello che faccio io partendo con 60 rpm quindi sei un pò più agile ed hai una maggiore velocità e quindi minore necessità di scalare
 

Il fondista

Apprendista Cronoman
4 Dicembre 2007
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Carraro Edge 991
Perchè è il modo +veloce per fare aumentare la forza resistente, e quindi sono il fondamento della preparazione che successivamente si dovrà specializzare, se necessario, in relazione agli obiettivi.
Fondo e forza resistente devono andare di pari passo, nel senso che sono i due aspetti fondamentali della capacitò ciclistica, cioè la capacità di affrontare lunghe distanze, cioè +tempo in sella, e la capacità di esprimere una certa forza per +tempo o +forza nella stessa unità di tempo, entrambe le capacità dovrebbero essere sviluppate contemporaneamente.

Quoto! E' la risposta a tutto:mrgreen:
 

valverde76

Novellino
20 Ottobre 2008
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In realtà il protocollo non esiste, gli americani le chiamano muscle tension, ora se vogliamo sfr sarebbe l'acronimo di salite forza resistente, ma le c.d. muscle tension si fanno anche in pianura a 70-75rpm, per cui io anzicche farmi steccati e recinti vari preferisco provare e poi scegliere, in base alla mia personale esperienza, e quindi con esclusivo riferimento alle mie esigenze, ho potuto constatare che mi vanno meglio le ripetute di forza resistente (sarebbe la definizione +corretta) a 50-55rpm piuttosto che quelle a 40rpm, e probabilmente da 5' a potenza +bassa piuttosto che di 3' a potenza +alta, ormai sto affinando i sistemi di allenamento, i dati mi dicono che sono in costante miglioramento, e che questo miglioramento non è una linea costante. Quindi bisogna avere pazienza, i miglioramenti per essere metabolizzati devono essere lenti.

Mi riinserisco in questo topic, che io stesso ho proposto e che mi pare abbia dato luogo a una discussione molto interessante.
Concordo pienamente con quanto dice Ciclotrainer. o-o Un protocollo unico e "dogmatico" per le sfr non esiste. È vero che le ha ideate Aldo Sassi e che nella sua concezione originaria le rpm da sviluppare erano 35-40, ma in seguito la sua idea è stata sviluppata, modificata e ottimizzata. È anche vero che Aldo Sassi continua a difendere le sua tecnica di esecuzione (vedasi l'articolo "SFR: schiariamoci le idee" in questo stesso forum), ma è anche vero che oggi i professionisti, chissà perché, eseguono tutti le SFR a frequenze di pedalata più elevate, almeno sulle 50 rpm, e intervistati (vedi Cunego e Peron) dicono che pedalare su un rapporto durissimo a 35-40 rpm serve solo a massacrarsi le gambe. :wacko: Ciò non toglie che chi fa le sfr a 50 rpm stia comunque eseguendo, appunto, delle SFR (per Folinhouse...). Il concetto di base delle SFR consiste semplicemente nell'organizzare delle ripetute brevi spingendo dei rapporti molto duri a basse frequenze di pedalate (anche 50 rpm sono comunque una rpm molto più bassa rispetto alla frequenza ottimale). Che poi si debbano eseguie a 35, 40, 45, 50 o 55 rpm è qualcosa su cui si può discutere. E per questo, appunto, non ritengo sia corretto parlare di un "protocollo" in maniera dogmatica.
Per quanto riguarda Aldo Sassi e il suo... protocollo... originario, la mia opinione (ma, appunto, si tratta sempre di un opinione) è che sia un protocollo abbastanza discutibile. La spiegazione che lui fornisce sulla necessità di pedalare a 35-40 rpm (vedasi l'articolo già citato)non è per nulla convincente). ;nonzo% Del resto, avete visto un ciclista eseguire le sfr a quelle frequenze? È la negazione del ciclismo. La pedalata diviene così lenta e distorta da non sembrare nemmeno una pedalata. Il ciclismo, non dimentichiamolo è uno sport di forza muscolare ma resta anche, e soprattutto, uno sport aerobico (e inquesto concordo pienamente con Aironeo-o). È vero che le sfr originarie di Sassi dovrebbero aver dato un contributo fondamentale all'esplosione di Moser nel lontano 1984, ma fatemi dire (non vorrei essere troppo malizioso...) che in quell'esplosione penso ci sia stata molta più chimica (leggi emotrasfusione) che sfr...
Ancora: sapete come si eseguono gli esercizi per il potenziamento muscolare del ciclista in palestra? Molte ripetizioni (alla leg press, alla leg extension, alla leg curl, etc.) con carichi limitati, e non poche ripetizioni con carichi submassimali. Proprio perché quello che dobbiamo allenare (tanto più se siamo degli scalatori o, semplicemente, il nostro scopo non è quello di divenire dei velocisti di prima linea) è la forza resistente. Su questo è d'accordo lo stesso Sassi. E allora perché, quando il potenziamento lo facciamo in bicicletta, dovremmo allenare la forza submassimale o massimale a 35-40 rpm e non quella resistente a 50-55 rpm?
Infine, è vero che preparatori che hanno decenni di sperimentazioni sul campo meritano tutto il nostro rispetto (io stesso stimo molto Sassi), ma l'esperienza diretta dell'atleta è qualcosa di fondamentale e da cui non si può prescindere.
 

utah

Maglia Amarillo
18 Dicembre 2006
8.895
347
Pampas Lacustre.
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Concordo pienamente con quanto dice Ciclotrainer. o-o Un protocollo unico e "dogmatico" per le sfr non esiste. È vero che le ha ideate Aldo Sassi e che nella sua concezione originaria le rpm da sviluppare erano 35-40, ma in seguito la sua idea è stata sviluppata, modificata e ottimizzata. È anche vero che Aldo Sassi continua a difendere le sua tecnica di esecuzione (vedasi l'articolo "SFR: schiariamoci le idee" in questo stesso forum), ma è anche vero che oggi i professionisti, chissà perché, eseguono tutti le SFR a frequenze di pedalata più elevate, almeno sulle 50 rpm, e intervistati (vedi Cunego e Peron) dicono che pedalare su un rapporto durissimo a 35-40 rpm serve solo a massacrarsi le gambe. :wacko: Ciò non toglie che chi fa le sfr a 50 rpm stia comunque eseguendo, appunto, delle SFR (per Folinhouse...). Il concetto di base delle SFR consiste semplicemente nell'organizzare delle ripetute brevi spingendo dei rapporti molto duri a basse frequenze di pedalate (anche 50 rpm sono comunque una rpm molto più bassa rispetto alla frequenza ottimale). Che poi si debbano eseguie a 35, 40, 45, 50 o 55 rpm è qualcosa su cui si può discutere. E per questo, appunto, non ritengo sia corretto parlare di un "protocollo" in maniera dogmatica.
Per quanto riguarda Aldo Sassi e il suo... protocollo... originario, la mia opinione (ma, appunto, si tratta sempre di un opinione) è che sia un protocollo abbastanza discutibile. La spiegazione che lui fornisce sulla necessità di pedalare a 35-40 rpm (vedasi l'articolo già citato)non è per nulla convincente). ;nonzo% Del resto, avete visto un ciclista eseguire le sfr a quelle frequenze? È la negazione del ciclismo. La pedalata diviene così lenta e distorta da non sembrare nemmeno una pedalata. Il ciclismo, non dimentichiamolo è uno sport di forza muscolare ma resta anche, e soprattutto, uno sport aerobico (e inquesto concordo pienamente con Aironeo-o). È vero che le sfr originarie di Sassi dovrebbero aver dato un contributo fondamentale all'esplosione di Moser nel lontano 1984, ma fatemi dire (non vorrei essere troppo malizioso...) che in quell'esplosione penso ci sia stata molta più chimica (leggi emotrasfusione) che sfr...
Ancora: sapete come si eseguono gli esercizi per il potenziamento muscolare del ciclista in palestra? Molte ripetizioni (alla leg press, alla leg extension, alla leg curl, etc.) con carichi limitati, e non poche ripetizioni con carichi submassimali. Proprio perché quello che dobbiamo allenare (tanto più se siamo degli scalatori o, semplicemente, il nostro scopo non è quello di divenire dei velocisti di prima linea) è la forza resistente. Su questo è d'accordo lo stesso Sassi. E allora perché, quando il potenziamento lo facciamo in bicicletta, dovremmo allenare la forza submassimale o massimale a 35-40 rpm e non quella resistente a 50-55 rpm?
Infine, è vero che preparatori che hanno decenni di sperimentazioni sul campo meritano tutto il nostro rispetto (io stesso stimo molto Sassi), ma l'esperienza diretta dell'atleta è qualcosa di fondamentale e da cui non si può prescindere.

Daccordo.

Per la mia esperienza il disorso 50-55 rpm magari su una salita lunga e non dura, sono l'ideale per allenare la forza resistente.
Dire che esista un solo modo-metodo per eseguire un esercizo d'allenamento è una cosa on vera, visto la piu' completa diversità fisicottitudinale che distingue le varie tipologie di ciclisti.
Credo siamo tutti daccordo che allenare un velocista od uno scalatore non sia la stessa cosa.
 
Mi riinserisco in questo topic, che io stesso ho proposto e che mi pare abbia dato luogo a una discussione molto interessante.
Concordo pienamente con quanto dice Ciclotrainer. o-o Un protocollo unico e "dogmatico" per le sfr non esiste. È vero che le ha ideate Aldo Sassi e che nella sua concezione originaria le rpm da sviluppare erano 35-40, ma in seguito la sua idea è stata sviluppata, modificata e ottimizzata. È anche vero che Aldo Sassi continua a difendere le sua tecnica di esecuzione (vedasi l'articolo "SFR: schiariamoci le idee" in questo stesso forum), ma è anche vero che oggi i professionisti, chissà perché, eseguono tutti le SFR a frequenze di pedalata più elevate, almeno sulle 50 rpm, e intervistati (vedi Cunego e Peron) dicono che pedalare su un rapporto durissimo a 35-40 rpm serve solo a massacrarsi le gambe. :wacko: Ciò non toglie che chi fa le sfr a 50 rpm stia comunque eseguendo, appunto, delle SFR (per Folinhouse...). Il concetto di base delle SFR consiste semplicemente nell'organizzare delle ripetute brevi spingendo dei rapporti molto duri a basse frequenze di pedalate (anche 50 rpm sono comunque una rpm molto più bassa rispetto alla frequenza ottimale). Che poi si debbano eseguie a 35, 40, 45, 50 o 55 rpm è qualcosa su cui si può discutere. E per questo, appunto, non ritengo sia corretto parlare di un "protocollo" in maniera dogmatica.
Per quanto riguarda Aldo Sassi e il suo... protocollo... originario, la mia opinione (ma, appunto, si tratta sempre di un opinione) è che sia un protocollo abbastanza discutibile. La spiegazione che lui fornisce sulla necessità di pedalare a 35-40 rpm (vedasi l'articolo già citato)non è per nulla convincente). ;nonzo% Del resto, avete visto un ciclista eseguire le sfr a quelle frequenze? È la negazione del ciclismo. La pedalata diviene così lenta e distorta da non sembrare nemmeno una pedalata. Il ciclismo, non dimentichiamolo è uno sport di forza muscolare ma resta anche, e soprattutto, uno sport aerobico (e inquesto concordo pienamente con Aironeo-o). È vero che le sfr originarie di Sassi dovrebbero aver dato un contributo fondamentale all'esplosione di Moser nel lontano 1984, ma fatemi dire (non vorrei essere troppo malizioso...) che in quell'esplosione penso ci sia stata molta più chimica (leggi emotrasfusione) che sfr...
Ancora: sapete come si eseguono gli esercizi per il potenziamento muscolare del ciclista in palestra? Molte ripetizioni (alla leg press, alla leg extension, alla leg curl, etc.) con carichi limitati, e non poche ripetizioni con carichi submassimali. Proprio perché quello che dobbiamo allenare (tanto più se siamo degli scalatori o, semplicemente, il nostro scopo non è quello di divenire dei velocisti di prima linea) è la forza resistente. Su questo è d'accordo lo stesso Sassi. E allora perché, quando il potenziamento lo facciamo in bicicletta, dovremmo allenare la forza submassimale o massimale a 35-40 rpm e non quella resistente a 50-55 rpm?
Infine, è vero che preparatori che hanno decenni di sperimentazioni sul campo meritano tutto il nostro rispetto (io stesso stimo molto Sassi), ma l'esperienza diretta dell'atleta è qualcosa di fondamentale e da cui non si può prescindere.

Non sono d'accordo solo su due punti:

le 35 rpm sono state proposte in maniera di mantenere la massima contrazione muscolare per ridurre al minimo il ritorno venoso e l'ossigenazione del muscolo, questo era il concetto basilare delle sfr e da qui non si può scappare, eseguito diversamente non si può parlare di sfr.

Per quanto riguarda l'efficacia rispetto ad altri esercizi penso che nessuno possa essere obiettivo con cognizione di causa a meno che uno non abbia provato per più stagioni un metodo e per più stagioni un altro metodo, senza purtroppo tener conto di tutte le variabili che possono accompagnare una stagione.

Quindi per concludere, ognuno trae dei risultati più o meno positivi dagli esercizi che fa,e con gli esercizi con cui si diverte di più o ha più voglia di eseguire sbagliato credo sia dare per assoluto che quello che si fa è la cosa migliore e chiamare le cose con un nome diverso.
 
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