Sovrallenamento

ziojo

Apprendista Velocista
18 Giugno 2007
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Luglio e Agosto 1994: finisco in sovrallenamento....

Grazie per la testimonianza, interessantissima.

Posso chiederti qualche piccolo approfondimento che può renderla ancora più utile?

Al di là della stanchezza atletica e dei soliti sintomi di cui abbiamo parlato (fc, sonno difficile, etc), ti ricordi qualche segnale che (col senno di poi) ti accompagnava mentre ti infilavi nel tunnel e che poi è andato via?

Quando hai cominciato a sentirti giù, hai fatto analisi?

Hai riscontrato il tuo sovrallenamento in valori ematici (o di qualche altro tipo) sballati?

Hai monitorato il recupero con esami/analisi specifici?

Come facevi, appena ti sentivi un pò meglio, a dosare lo sforzo per evitare di ricadere?

Scusa per la raffica di domande... e grazie in anticipo per l'apertura.

 

utah

Maglia Amarillo
18 Dicembre 2006
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Pampas Lacustre.
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Quoto al 100%
avere delle testimonianze dirette su questi argomenti è molto importante.

Io ho degli amici che hanno avuto gli stessi problemi e so per certo che riprendersi non è stato facile anzi.
Ma la mia è una testimonianza indiretta molto meglio chi ha vissuto
di persona il problema.

Tra l'altro una di queste persone veniva da sport fatto ad altissimo
livello in altra disciplina, eppure è andato in sovrallenamento.
 

Redoute

Maglia Amarillo
31 Maggio 2007
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Eccomi qui

1) non avevo cardio e non misuravo un bel niente, la nausea a salire in bici la mattina fu il primo sintomo che mi mise in allarme.
Tieni anche presente che il mese di luglio del 1994 fu un mese caldissimo, solo che io non me ne rendevo conto mentre un mio amico che qualche volta mi accompagnava per brevi tratti, notava una sudorazione spaventosa fin dai primi chilometri;

2-3) il medico mi fece fare delle analisi specifiche e quando lesse il valore del potassio (bassissimo) sbiancò in volto e lì non ebbe difficoltà a diagnosticare la sindrome da sovrallenamento. La crisi sul lavoro che per poco non mi costava la pellaccia arrivò dopo alcuni giorni e nonostante avessi iniziato a prendere medicinali (oltre alle bustine di Polase) specifici...;

3) sì, continuai a fare analisi periodiche fino a quando i valori non tornarono nella norma, poi siccome persistevano dolori al fegato feci anche delle ecografie ma la causa di quei dolori era dovuta ad altro problema, poi risolto con qualche modifica al mio regime alimentare;

4) più che dosare lo sforzo nei due anni seguenti sentivo proprio che il mio fisico non ce la faceva ad andare più in là di 60-70 km ad uscita e su percorsi di non grande impegno e quindi mi adeguai, abbandonando gare, mediofondo ecc. pur rimanendo iscritto alla squadra. Uscivo spesso con un mio amico che per età e problemi di salute vari aveva le mie stesse limitazioni.
Quando, nell'estate del 1998 dopo una discreta primavera in sella alla bici, mi accorsi di sentirmi meglio, di sentire il fisico che iniziava a rispondere bene a qualche salita lunga, a distanze chilometriche maggiori tornai con gradualità a fare giri di un certo impegno ma se prima guardavo la media complessiva, il tempo di percorrenza di una determinata salita (cercando di migliorare i livelli precedenti...), da quel momento (e anche ora...) quel dato non lo guardo più.
Tornai negli anni successivi (2001-2002) a fare qualche mediofondo ma mi accontentavo di arrivare e l'unico scopo era tornare ad rivivere il clima particolare di queste manifestazioni.
Tramite altri esami specifici compresi comunque che il mio nemico principale (e la causa dei problemi di quell'anno...) è il caldo torrido ed allora d'estate esco molto presto e rientro non più tardi delle 10,30/11,00 privilegiando o zone di montagna (da me non mancano a pochi km di distanza) o percorsi prevalentemente ombreggiati.
Al contrario invece faccio buone distanze e mi sento meglio nei mesi che vanno da novembre a metà aprile.
Mi aiuto poi, sotto stretto controllo medico, con qualche prodotto utile per il recupero (R2 ad esempio) ma solo quando faccio uscite belle impegnative oppure periodi di intensa attività (come quello da poco concluso).
Sono convinto che in quell'anno non reintegrai a dovere e pagai caro l'errore, ma ancora ero inesperto e nemmeno i miei ex-compagni di squadra avevano le conoscenze sufficienti per aiutarmi.
Adesso una cosa del genere non mi accadrebbe, a prescindere dal fatto che difficilmente farei, da dicembre a luglio (prima di crollare...) 6.700 km
Spero di aver risposto alle vostre curiosità, cmq se volete altre delucidazioni chiedete pure...
 

Redoute

Maglia Amarillo
31 Maggio 2007
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Bici
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Aggiungo che in quel caldissimo mese (dall'inizio di luglio all'inizio di agosto), approfittando anche di un periodo di ferie, percorsi in un mese appunto 1.500 km, la maggior parte dei quali (fatta eccezione per un paio di sgambate con un mio amico che andava piano) "di corsa".
Ogni volta che riapro quel quadernone, dove insieme all'indicazione della distanza e della media commentavo l'uscita con poche righe, ho veramente i brividi.
Nelle ultime 3-4 uscite la caduta verso il baratro, da cui mi salvai per pochissimo, fu rapidissima...
 

utah

Maglia Amarillo
18 Dicembre 2006
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Pampas Lacustre.
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Mi ricordo bene qeul luglio caldissimo del 1994, io allora non andavo
in bici ma lo ricordo bene.

Ma sintomi prima che il tuo fisico tra vrgolette crolasse ne hai avuti?
Per esempio di tipo cutaneo foruncoli o roba varia, so che possono essere sintomi dovuti ad affaticamento, difficoltà nella digestione,
anche calo della libido, so essere un sintomo, sono cose che mi hanno spiegato.
 

ziojo

Apprendista Velocista
18 Giugno 2007
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Grazie davvero.

E' veramente interessante e utile perchè, anche se tutti proviamo ad ascoltare i segnali che arrivano dal corpo, è vero che ci abituiamo a surfare con carichi e scarichi su quello stato di stanchezza tenue che ci accompagna stabilmente. E diventa difficile identificare la stanchezza "cattiva" da quella blanda che, spesso, mandiamo via con una bella uscita e...alè, avanti tutta.

Ciò che mi colpisce più di tutto sono i tempi lunghi di queste situazioni: se per sentirsi meglio servono anni, significa che i danni vengono portati in tempi altrettanto lunghi... senza che ce ne rendiamo conto. Si finisce per scavare, scavare e scavare fino a che non ce ne più. E quando emerge il sintomo, il danno è profondo.

Io controllo periodicamente i valori ematici eppure vado incontro a periodi di stanchezza completamente scorrelati dai risultati delle analisi. Porto anche il mio, di esempio:

A Ottobre, quando ero in ottima condizione, ho deciso di fare un bello scarico perchè volevo anticipare la preparazione per la prossima stagione. Quindi ho cominciato a riposare. Nelle poche e blande uscite che facevo, ho effettuato dei piccoli test per vedere se il cuore saliva e... azzo se saliva. Quindi tutto ok.

I miei figli (4 e piccoli) hanno cominciato a portare a casa ogni sorta di virus e io... me li sono beccati tutti e sono ormai 3 mesi che sono dentro un tunnel di infezioni virali e batteriche che non riesco a sconfiggere in modo definitivo: chiaro segno di stanchezza. Quando faccio una corsetta o un pò di indoor bike, le sensazioni sono fetenti e non vado una cippa. Per recuperare un'oretta a fondo lento ci metto 3 giorni. Il cuore non sale e la mattina è più alto del dovuto. Peraltro le analisi sono eccellenti (verificati anche cortisolo, cpk e tutto il resto), non ci sono problemi ematici e non ho mai avuto un bell'ematocrito come quello che ho adesso.

E' chiaro che la situazione che sto scontando adesso non è legata a niente accaduto nel breve: l'estate è stata buona e a Ottobre andavo benissimo e con ottime sensazioni. Forse, senza accorgermene, ho "scavato" nei mesi precedenti. Anche se non riesco comunque a spiegare perchè il sangue è ok e io mi sento comunque una chiavica.

Sto comunque entrando nell'ordine di idee che, in una situazione così, l'obiettivo migliore da prefissarsi per l'anno è: recuperare. Mettere da parte obiettivi agonistici e perseguire solo il recovery.

Proprio perchè, in queste cose, i tempi sono lunghi.
 

alexliv77

Apprendista Velocista
21 Dicembre 2007
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livorno
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Sei in sovrallenamento secondo me, sono chiari sintomi, anzi per essere più precisi sei nell'anticamera, cioè quello che viene definito over-reaching, cioè sovraccarico, da li si può tornare indietro ma se continui poi passerai all'overtraining e a quel punto sarà più difficile uscirne. Io ci sono caduto nel Gennaio scorso e sono dovuto star fermo 7 mesi perchè solo a vedere una bici mi veniva il vomito. Adesso stò sentendo alcuni segnali simili allo scorso anno ma, memore di cosa mi successe, riesco ad anticipare e fermarmi prima che sia troppo tardi, cosa che ti consiglio vivamente anche a te, ma mi sembra da come parli che ci sei già arrivato da solo, spero che tu metterai in pratica ciò che dici e che non cercherai di "ingannare te stesso" come troppe volte TUTTI noi facciamo.
Un consiglio che ti posso dare io è quello di bere moltissimo e di alzare la quota dei carboidrati. Poi potresti integrare con della vit C e vit del gruppo B ma per questo senti prima il tuo medico.
In bocca al lupo.
 

Redoute

Maglia Amarillo
31 Maggio 2007
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Bici
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Solo un attacco di emorroidi, difficoltà digestive no, calo della libido sì, solo che ero talmente concentrato sulla bici che a quest'ultimo aspetto non ci feci caso...
 

Redoute

Maglia Amarillo
31 Maggio 2007
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Bici
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Riprendo il thread per portare una testimonianza a corredo dell'ultimo intervento di alexliv77.
A dicembre fra rulli e strada ci ho dato dentro di brutto, a gennaio causa pioggia ho fatto, ad oggi, poco più di 200 km di cui la gran parte (150) sui rulli seguendo tabelle alcune delle quali abbastanza impegnative.
Dopo l'ultimo allenamento di domenica scorsa e sentendo qualche piccolo segnale di stanchezza ho deciso di fermarmi per una settimana da qualsiasi allenamento (rulli o strada) e di riprendere nel w-e incoraggiato in ciò dalle previsioni meteo che promettevano (e oggi confermano) l'arrivo di belle giornate.
Allo stesso tempo sto assumendo alcune fiale di un prodotto da erboristeria composte da ginseng e succo di mirtillo proprio per recuperare un po'.
Mi sento già meglio e pronto a risalire in bici e a riprendere la mia preparazione.
Dopo quella "botta" che vi ho raccontato e visto che questo è il primo anno in cui sono tornato ad allenarmi in un certo modo non trascurerò certamente i minimi "segnali" che il mio organismo mi manda.
Anche perché ho quattordici anni di più e perché il lavoro impegna molto di più rispetto ad allora.
 

ibiziano

Cronoman
7 Novembre 2007
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Ravenna
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S2 black 2011/Athena/303+404
Credo che tutti dobbiamo cominciare ad ascoltare bene i segnali del nostro fisico, e cosi' potere avere il miglior risultato con il minimo sforzo, perchè allenarsi quando si è cotti è deleterio, e anche se c'è la voglia ho imparato a stare a riposo, o a fare qualcosa di contorno, e devo dire che sto meglio e rendo si più.
Non c'è miglior preparatore di se stessi credo
 

ziojo

Apprendista Velocista
18 Giugno 2007
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Riprendo anche io... visto che avevo portato il mio caso e ho aggiornamenti.

Ho fatto accertamenti di vario tipo (ematici, cardiaci etc.) ed è stato chiarito che non ero (anzi... non sono) in sovrallenamento. Del resto, quando ho cominciato a stare male non stavo caricando da un pò.

Molto più semplicemente (e tragicamente) sono in un periodo di fortissimo stress lavorativo e personale che "traduco" in uno stato di attivazione permanente. Conseguenza: spendo molto di giorno e non riesco a recuperare bene di notte.

Lo sport quindi non c'entra nulla, ma se non sto attento... con lo sport posso darmi il colpo di grazia. Quindi, per ora, attività blanda, aerobica e... addà passà a' nuttata.

Questo per dire che ciascuno di noi è un tutt'uno di ciò che fa: lavoro, affetti, hobby, passioni, sport... se la coperta si tira da un parte, ci si scopre da un'altra.

Occhio.
 

anrotil68

Pedivella
29 Luglio 2006
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MORROVALLE (MC)
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COLNAGO C59

beh..forse il piu' bello e realistico intervento del tread... quoto anche le virgole !
 

Redoute

Maglia Amarillo
31 Maggio 2007
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Lazio
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Bici
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Alcuni anni fa e da ultimo per gran parte del 2006 anch'io sono stato sotto stress lavorativo.
Automaticamente mi passava anche la voglia di andare in bici e per fortuna che l'ho assecondata nel senso che non sono andato con gli amici della squadra e mi sono limitato, per lo più, a passeggiate non impegnative.
Adesso va meglio (nel senso che anche se i carichi di lavoro sono e saranno "tosti" ho eliminato certe "tensioni" che si creavano con alcune persone) e di riflesso l'attività ciclistica ne ha risentito positivamente perché la mente è sgombra da quel tipo di preoccupazioni.
Non posso quindi che quotarti e naturalmente augurarti di risolvere quanto prima i tuoi problemi.