Prova riso e ceci...io vado a 1000.

Scherzi a parte (non tanto però), oggi, in pausa pranzo, nuotavo e, come Magnum PI (la serie Tv di qualche decennio fa ricordate??) sono solito pensare. E a che pensare se non a questo 3d?

Ho provato a modificare la bracciata, facendo + o -forza, aumentando o dominuendo la velocità e/o la distensione del braccio. Bene, avrò scoperto l'acqua calda (fa veramente caldo) ma non è che all'aumentare della forza e della velocità della bracciata (potenza) andavo necessariamente/proprorzionalmente(le notorie dovute proporzioni) + veloce.
In altre parole, se si strappa, la velocità aumenta meno rispetto a quando la bracciata è + omogenea, (ci sono esempi lampanti nei campioni di nuoto, tale Mellouli oggi, come Popov anni fa, sembra che si aggrappino all'acqua, mentre altri -di solito sono quelli che nelle finali sono delle corsie laterali, i meno veloci nelle qualifiche- strappano, la loro velocità di bracciata è sballata rispetto alla loro velocità. dal 16 iniziano le gare in TV, guardare per credere).
Azzardo un'ipotesi, c'entra qualcosa il principio di conservazione della quantità di moto? oppure la capacità di aggiungere al corpo già in movimento quel quid di input energetico "giusto" per procedere alla max velocità possibile con il minimo sforzo possibile?
Un esempio banalissimo per spiegarmi (non sono capace in termini scientifici, scusate). Se prendo un atleta molto potente, e lo faccio nuotare, se non avrà la giusta pressione alle mani (semplifico) andrà + piano di un altro atleta (gemello omozigota

) che ha la capacità di "sentire" l'acqua applicando la "giusta" pressione e muovendosi alla giusta velocità per avanzare + efficacemente e + velocomente.
PS. CT, sopra ho preso +o- le parti della tua tesi. Adesso però ho una domanda da farti. Quando parli di riduzione di potenza necessaria a percorrere x km sui soliti percorsi rispetto ad anni fa..tieni presente anche la riduzione di peso che dicevi di aver avuto grazie ai tuoi allenamenti??