Training and Racing with a Power Meter

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Il fondista

Apprendista Cronoman
4 Dicembre 2007
2.704
111
Lugo (Ra) oppure Canove di Roana (Vi)
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Bici
Carraro Edge 991
Una curiosità: per chi come me utilizza uno sport alternativo (skiroll,sci) nel periodo invernale, come vengono rapportati i km e h rispetto alla bici?
Esempio: quando ero juniores con gli sci da fondo, i km con gli skiroll valevano il doppio, con la mtb valevano come in tecnica libera, con la bdc la metà e di corsa vedi skiroll.

Poi contavamo nel totale anche le ore fatte in palestra ( mezzo allenante fondamentale, che ora si stà incominciando a discutere sulla utilità almeno per chi corre gare distance); nel ciclismo per chi pratica pesistica si inseriscono anche queste?
 

Braccio

Scalatore
27 Ottobre 2008
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1.074
mondo
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Bici
bici
Nei giorni scorsi ho avuto uno scambio di opinioni con un amatore fortissimo, arriva costantemente nei primi 10 delle GF. Si parlava di watt e allenamento, mi ha detto che lui non segue chissà che allenamenti specifici, fà si delle ripetute e degli allenamenti specifici, ma molte cose che mi ha riferito, sono nettamente in contrasto con i dettami che qui in questa discussione sono emersi, anzi si allenava con un srm, ma a smesso e continuato con sistemi classici.

Ora è vero che se si ha un gran motore dalla propria parte e i risultati arrivano, è difficile dire a uno, guarda che così sbagli.

Ma mi domando, se certi sportivi, proprio per il fatto di aver un gran dono, non allenandosi con sistemi innovativi e training aggiornati, si precludano inconsapevolmente la possibilità di vincere o semplicemente di fare meglio.

Poi mettiamoci anche che parlando in gruppo, magari certi personaggi dicano: "io faccio così", allora chi và più piano, credendo che sia quello il segreto della loro prestazione, li imita, commettendo solo un grave errore.

Sarebbe davvero interessante quantificare, quanto può limitare la differenza di performance, uno che non ha motore, ma si allena con dedizione e in maniera corretta, rispetto a uno che ha motore, ma commette errori grossolani. Sò bene che è un utopia, ma rende l'idea.

Mi hanno sempre detto che se uno ha più motore, non c'è niente da fare, bisogna arrendersi all'evidenza, ma personalmente, sono proprio i miei limiti, che mi stimolano a ricercare le migliori soluzioni allenanti e che mi motivano a dare il massimo, anche se sò bene che i cavlli non si comprano insieme ad un misuratore di potenza.

E' proprio vero chi ha il pane, non ha i denti :mrgreen:
 
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Il fondista

Apprendista Cronoman
4 Dicembre 2007
2.704
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Bici
Carraro Edge 991
Porto un'altro esempio a supporto di quanto dice Braccio ( che al sottoscritto mi ha lasciato a dir poco esterfatto ): ho avuto la possibilità di acquistare un Power Meter usato ( non l'ho acquistato per spese varie straordinarie extra-sportive ).
Ebbene era un'prof ad avermelo offerto; gli ho chiesto perchè lo vendesse, risposta " tanto non ci guardo ".:wacko:
 

Braccio

Scalatore
27 Ottobre 2008
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bici
io comunque mi sono sempre allenato come il tuo interlocutore
:mrgreen:
Si lo sò Gabri, però ti dico quello che ho detto a lui, voi che avete un motore da paura, facendovi seguire da un preparatore con i controstracazzi, sono sicuro che ve la giochereste per vincerla qualche GF.
Siete sempre li a combattere, non vi viene voglia di mettervi in discussione solo per una stagione, lasciando da parte tutte le convinzioni che avete?

Capisco bene che seguire tabelle e allenamenti mirati, possa far perdere parte del divertimento, anche se non è detto sia così, ma magari si raggiunge il tanto amato obbiettivo, la VITTORIA :ola:

Poi certo che ognuno la vive come meglio crede, io sono solo ammirato dalle vostre prestazioni, ma un pò di rabbia mi viene a pensare cosa potreste fare con un pò più di specializzazione.

Comunque sia tu che lui, siete due gran corridori, sai che lo penso davvero Gabri, massima stima o-o
 

Mezza

Apprendista Velocista
4 Aprile 2007
1.774
61
Montecchio M. (Vi) e il primo che d'estate dice -c
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Bici
Rigorosamente con le ruote... assemblate
...
Sarebbe davvero interessante quantificare, quanto può limitare la differenza di performance, uno che non ha motore, ma si allena con dedizione e in maniera corretta, rispetto a uno che ha motore, ma commette errori grossolani. Sò bene che è un utopia, ma rende l'idea.
...
In parte ne sono la prova. Te ne avevo già parlato...
Non essendo di "primo pelo" ho visto e sentito di tutto da quando vado in bici e quello che dici è una realtà diffusa ovunque in modo più accentuato per chi è sulla categoria "Veterano/Gentlemen...
Da parte mia, quando ne ho avuto il tempo (o meglio quando ho voluto trovarlo), seguendo uno schema più "innovativo" i miglioramenti ci sono stati di anno in anno.
Ed ora confido molto nel nuovo "processo evolutivo" utilizzando il "power" sperando di fare un'ulteriore salto in avanti consapevole che non sarà un salto "memorabile" ma un'ulteriore passo in avanti.
Però si spera sempre... :mrgreen::mrgreen::mrgreen:
 

senna977

Ammiraglia
14 Ottobre 2005
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:mrgreen:
Si lo sò Gabri, però ti dico quello che ho detto a lui, voi che avete un motore da paura, facendovi seguire da un preparatore con i controstracazzi, sono sicuro che ve la giochereste per vincerla qualche GF.
Siete sempre li a combattere, non vi viene voglia di mettervi in discussione solo per una stagione, lasciando da parte tutte le convinzioni che avete?

Capisco bene che seguire tabelle e allenamenti mirati, possa far perdere parte del divertimento, anche se non è detto sia così, ma magari si raggiunge il tanto amato obbiettivo, la VITTORIA :ola:

Poi certo che ognuno la vive come meglio crede, io sono solo ammirato dalle vostre prestazioni, ma un pò di rabbia mi viene a pensare cosa potreste fare con un pò più di specializzazione.

Comunque sia tu che lui, siete due gran corridori, sai che lo penso davvero Gabri, massima stima o-o

Io non voglio perdere il divertimento , e tutto qui
 

Braccio

Scalatore
27 Ottobre 2008
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bici
In parte ne sono la prova. Te ne avevo già parlato...
Non essendo di "primo pelo" ho visto e sentito di tutto da quando vado in bici e quello che dici è una realtà diffusa ovunque in modo più accentuato per chi è sulla categoria "Veterano/Gentlemen...
Da parte mia, quando ne ho avuto il tempo (o meglio quando ho voluto trovarlo), seguendo uno schema più "innovativo" i miglioramenti ci sono stati di anno in anno.
Ed ora confido molto nel nuovo "processo evolutivo" utilizzando il "power" sperando di fare un'ulteriore salto in avanti consapevole che non sarà un salto "memorabile" ma un'ulteriore passo in avanti.
Però si spera sempre... :mrgreen::mrgreen::mrgreen:

Se ci spero io che sono un cingolato, può sperarci chiunque :-x
Il bello del gioco è anche questo, trovare sempre nuovi stimoli, cercare di superare i propri limiti e avere sempre qualcuno da raggiungere.o-o
 

Braccio

Scalatore
27 Ottobre 2008
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Bici
bici
La cosa è molto soggettiva, a me personalmente seguire uno schema e cercare sempre nuovi spunti in tal senso mi piace e mi stimola anche, ma capisco anche il punto di vista di Gabriele. o-o

Si però, imho, uno che fà quasi tutte le GF e le fà per vincere, dovrebbe aver come scopo, anche quello di mettersi nelle migliori condizioni per farlo.

Poi sai che divertimento quando sei sul gradino più altro.

Io dico che quando hai vinto la 9 colli, ti sei divertito tantissimo in un botto solo :mrgreen:.

Naturalmente è sotto inteso che qui tutti rispettano le scelte altrui, si fà giusto per parlare o-o
 

o.simo

Moderatore corsaiolo
24 Settembre 2007
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Rose XEON CRS
ed i risultati si vedono o-o

In realtà è sempre difficile valutare quanto un risultato dipenda o meno da un metodo di lavoro, le variabili in gioco sono molte e non tutte facilmente analizzabili.
Detto questo io credo che sia importante un'approccio il più possibile metodico e ragionato, ma capisco pure chi si trova meglio (e non parlo solo in termini di risultati) con approcci differenti. Trovo invece che sia piuttosto grave il fatto che in chi fa del ciclismo la propria professione, o spera di farlo in futuro, abbia spesso una chiusura pressoché totale verso tutto questo salvo rare eccezioni (es. Matty o-o)
 

TonyTpb

Maglia Amarillo
21 Novembre 2008
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Milano Sud/Ovest
www.ciapratmilano.com
Bici
Trek Emonda
In realtà è sempre difficile valutare quanto un risultato dipenda o meno da un metodo di lavoro, le variabili in gioco sono molte e non tutte facilmente analizzabili.
Detto questo io credo che sia importante un'approccio il più possibile metodico e ragionato, ma capisco pure chi si trova meglio (e non parlo solo in termini di risultati) con approcci differenti. Trovo invece che sia piuttosto grave il fatto che in chi fa del ciclismo la propria professione, o spera di farlo in futuro, abbia spesso una chiusura pressoché totale verso tutto questo salvo rare eccezioni (es. Matty o-o)
condivido ,
ma se mai provi, mai potrai sapere se funziona
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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Bici
n+1
Nei giorni scorsi ho avuto uno scambio di opinioni con un amatore fortissimo, arriva costantemente nei primi 10 delle GF. Si parlava di watt e allenamento, mi ha detto che lui non segue chissà che allenamenti specifici, fà si delle ripetute e degli allenamenti specifici, ma molte cose che mi ha riferito, sono nettamente in contrasto con i dettami che qui in questa discussione sono emersi, anzi si allenava con un srm, ma a smesso e continuato con sistemi classici.

Ora è vero che se si ha un gran motore dalla propria parte e i risultati arrivano, è difficile dire a uno, guarda che così sbagli.

Ma mi domando, se certi sportivi, proprio per il fatto di aver un gran dono, non allenandosi con sistemi innovativi e training aggiornati, si precludano inconsapevolmente la possibilità di vincere o semplicemente di fare meglio.

Poi mettiamoci anche che parlando in gruppo, magari certi personaggi dicano: "io faccio così", allora chi và più piano, credendo che sia quello il segreto della loro prestazione, li imita, commettendo solo un grave errore.

Sarebbe davvero interessante quantificare, quanto può limitare la differenza di performance, uno che non ha motore, ma si allena con dedizione e in maniera corretta, rispetto a uno che ha motore, ma commette errori grossolani. Sò bene che è un utopia, ma rende l'idea.

Mi hanno sempre detto che se uno ha più motore, non c'è niente da fare, bisogna arrendersi all'evidenza, ma personalmente, sono proprio i miei limiti, che mi stimolano a ricercare le migliori soluzioni allenanti e che mi motivano a dare il massimo, anche se sò bene che i cavlli non si comprano insieme ad un misuratore di potenza.

E' proprio vero chi ha il pane, non ha i denti :mrgreen:


Qui si entra più in una tematica "filosofica" più che metodologica.
- fortissimo..nei primi 10...c'è sempre qualcuno evidentemente superiore, vedi i primi 9 per quali motivi?
In ordine di priorità e importanza:
1)genetica (mamma e papà) e questo, per ora, è immodificabile
2) "cultura" sportiva: quanti amatori si scoprono dei discreti atleti ad età anche evolute dopo aver fatto anni di nulla? Ovviamente alla base c'è il punto 1
3) Talento/potenziale: è la combinazione dei primi 2 punti
4) Psiche+Allenamento: non potrà mai soppiantare i primi 3 punti ma aiutare ad esprimere il massimo di essi
5) alimentazione, recupero, riposo, capacità condizionali e non "accessorie"

A meno di avere 2 cloni è impossibile determinare quale metodologia drasticamente e radicalmente opposta sia la migliore per quel SINGOLO soggetto e le sue NECESSITA'.
Altrettanto e spesso fondamentale è però l'effetto placebo, l' AUTO CONVINZIONE che ciò che si sta facendo è giusto e corretto e/o che ci ha portato a determinati livelli. Questo è totalmente aleatorio e non dimostrabile oggettivamente ma ha una presa enorme su molti atleti alla stregua di atteggiamenti superstiziosi e routine, "riti" schematicamente ripetuti.

Il confronto che proponi (un atleta a distanza di tempo prima con un metodo di allenamento e poi con il successivo) è comunque limitato dal fatto che c'è una consequenzialità tra una preparazione e la successiva e/o le carenze di una e quella successiva.
Sapersi mettere in discussione e DIVERSIFICARE lo stimolo allenante è però fondamentale, come riporta in una bella frase il triathleta Crhis "Macca" McCormack nel suo libro "I'm here to win":
"Change routines to surprise muscles"





In realtà è sempre difficile valutare quanto un risultato dipenda o meno da un metodo di lavoro, le variabili in gioco sono molte e non tutte facilmente analizzabili.
Detto questo io credo che sia importante un'approccio il più possibile metodico e ragionato, ma capisco pure chi si trova meglio (e non parlo solo in termini di risultati) con approcci differenti. Trovo invece che sia piuttosto grave il fatto che in chi fa del ciclismo la propria professione, o spera di farlo in futuro, abbia spesso una chiusura pressoché totale verso tutto questo salvo rare eccezioni (es. Matty o-o)
Talento e genetica infatti non sono sufficienti.
Se ci paragoniamo, a livello professionistico (visto che se ne accenna) ad altre nazioni con minori "numeri" di partecipanti/praticanti risalta come questo non sia più sufficiente, altre "scuole" e impostazioni (consiglio il libro "Sky's the limit") raggiungono quello che definiscono



Dire: io mi alleno così e sono forte perchè da sempre faccio così (e altri che scimmiottano) è alquanto limitante, sia da un punto di vista culturale(senza troppa sorpresa e stupore) sia da un punto di vista prestativo, sicuramente quando il livello richiesto aumenta esponenzialmente (difficile paragonare amatori e prof anche se può capitare che i primi siano seguiti meglio e/o più culturalmente propensi a qualsivoglia, lecita, novità rispetto ai secondi).
 
Stato
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